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STENDIAMO UN VELO PIETOSO SUL GOVERNO - MELONI VORREBBE VIETARE BURQA E NIQAB A SCUOLA MA C’E’ UNA SENTENZA DEL CONSIGLIO DI STATO DEL 2008 CHE VA CONTRO I DESIDERI DELLA DUCETTA: PER I MAGISTRATI SI PUÒ INDOSSARE IL VELO INTEGRALE PER MOTIVI RELIGIOSI - IL CONSIGLIO DI STATO LO RITIENE UN “GIUSTIFICATO MOTIVO” - PER I MAGISTRATI I PROBLEMI SORGONO QUANDO CHI INDOSSA BURQA O NIQAB OPPONE RESISTENZA NEL FARSI IDENTIFICARE DALLE AUTORITA’...

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Donne niqab

(ANSA) - Indossare il velo integrale per motivi religiosi costituisce un "giustificato motivo" che esclude la violazione delle norme sul divieto di mascheramento, a meno che non vi sia un rifiuto immotivato di farsi identificare dalle autorità. Indossarlo, quindi, in genere non è finalizzato a evitare il riconoscimento.

 

Questo il cuore della sentenza del Consiglio di Stato del 2008, che potrebbe entrare in contrasto con l'intenzione del Governo di prevedere il divieto di burqa e niqab a scuola.

 

NIqab donne

Il punto centrale è l'interpretazione dell'articolo 5 della legge del 1975, che vieta, in luogo pubblico o aperto al pubblico, l'uso di mezzi che rendano difficoltoso il riconoscimento "senza giustificato motivo".

 

La vicenda che ha portato al pronunciamento di Palazzo Spada nasce dall'ordinanza del sindaco di Azzano Decimo, in provincia di Pordenone, che nel 2004 vietava in luoghi pubblici il velo che copre il volto. 

 

Donne niqab

L'ordinanza fu annullata dal prefetto di Pordenone e successivamente anche dal Tar del Friuli-Venezia Giulia. La doppia bocciatura fu confermata dalla sentenza n. 3076/2008 del Consiglio di Stato, che ritenne illegittimo il divieto generalizzato introdotto dal sindaco. Il burqa, si legge, "non è una maschera, ma un tradizionale capo di abbigliamento, tuttora utilizzato anche con aspetti di pratica religiosa". 
 
Inoltre, "il velo che copre il volto non è generalmente finalizzato a evitare il riconoscimento". Per questo il motivo religioso o culturale può costituire il "giustificato motivo" previsto dalla legge.

 

La stessa disciplina prevede però un divieto specifico, senza eccezione, "nelle manifestazioni che si svolgono in luogo pubblico". Prevede inoltre la "momentanea" rimozione del velo per l'identificazione da parte della polizia per esigenze di pubblica sicurezza.

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