polittico di san gregorio messina antonello

LA STORIA DEL POLITTICO DI SAN GREGORIO, RUBATO LA NOTTE DI FERRAGOSTO MUSEO REGIONALE DI MESSINA - PIERLUIGI PANZA: "FIRMATO E DATATO 1473, ERA L'UNICA GRANDE OPERA DI ANTONELLO RIMASTA NELLA SUA CITTÀ. FU COMMISSIONATO DA SUOR FABRIA CIRINO (È UNA RARA COMMITTENZA FEMMINILE DEL QUATTROCENTO)" - "IL PROCURATORE DEL MONASTERO DI SANTA MARIA EXTRA MOENIA, GIAIMO RIZZO, S’IMPEGNO' A CORRISPONDERE AD ANTONELLO SEI SALME DI VINO" - "DURANTE IL TERREMOTO DI MESSINA DEL 28 DICEMBRE 1908 IL MONASTERO FU DISTRUTTO E IL POLITTICO RIMASE PER GIORNI SOTTO LE MACERIE…"

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Pierluigi Panza per Dagospia

 

opere rubate al museo regionale di messina

Il Polittico di San Gregorio rubato al Museo di Messina, firmato e datato 1473, era l'unica grande opera di Antonello rimasta nella sua città. Fu commissionato da suor Fabria Cirino, che era la badessa del monastero benedettino femminile di Santa Maria extra moenia. Lo stemma della famiglia Cirino è dipinto ai piedi della figura di San Gregorio Magno e possediamo il documento di pagamento.

 

È del 9 marzo 1473: il procuratore del monastero, Giaimo Rizzo, s’impegna a corrispondere ad Antonello — indicato nel documento come Antonio De Antonio — “sei salme di mosto”, cioè di vino proveniente dalla vendemmia successiva. La somma equivaleva a circa un'oncia d'oro e questo debito fu saldato il 18 settembre 1473, quando l’opera fu probabilmente conclusa. L’opera, dunque, fu saldata con dei donativi legati alle rendite del monastero.

opere rubate al museo regionale di messina

 

L'opera fu appositamente concepita per il monastero di Santa Maria extra moenia, annesso alla chiesa di San Gregorio, ovvero per un contesto monastico femminile benedettino. Per questo nel registro inferiore troviamo, oltre a San Gregorio Magno e San Benedetto (tavole abbandonate per strada), la Madonna col Bambino in trono e, nel registro superiore, l’Angelo annunciatore, una tavola centrale perduta e la Vergine all’Annunciazione. La tavola centrale poteva essere un Cristo morto.

 

furto al museo regionale interdisciplinare di messina

Il programma aveva una struttura teologica: Madonna e Annunciazione al centro con ai lati i grandi riferimenti dell'ordine benedettino, Gregorio Magno e San Benedetto. L’aspetto straordinario è che le cinque tavole non vengono concepite come immagini indipendenti bensì interconnesse in uno spazio prospettico, come si vede nel basamento e nei gradini del trono della Madonna.

 

Forse il polittico non fu pensato per essere visto frontalmente: la posizione del trono suggerisce che potesse essere collocato probabilmente sul lato destro di una cappella. In questo caso lo spettatore non sarebbe stato di fronte all'opera, ma avrebbe dovuto guardarla da destra. Per questo il trono è decentrato rispetto alla figura della Vergine. Osservandolo dal punto di vista ipotizzato, invece, la prospettiva è coerente. 

MUME - museo regionale interdisciplinare di messina

 

Il titolo “Polittico del Rosario” è moderno, ma ha una ragione precisa: ai piedi della Madonna compare un rosario. Anche la committenza femminile è importante: non siamo davanti a una generica commissione monastica. Una donna, la badessa, commissiona a uno dei maggiori pittori del tempo una pala di enorme impegno economico. Tanto che il polittico presenta una doppia attestazione: Antonello dichiara chi lo ha dipinto e chi lo ha fatto realizzare.

 

Durante il terremoto di Messina del 28 dicembre 1908 il monastero fu distrutto e il dipinto rimase per giorni sotto le macerie. Furono perdute ampie parti della superficie pittorica, soprattutto nella figura di San Gregorio e nel manto della Madonna. Il restauratore Luigi Cavenaghi fu rispettoso dell’originale, non riempiendo le lacune di colore ma tracciando i profili basandosi sui disegni che il grande storico dell’arte Cavalcaselle aveva fatto prima del terremoto.

MUME - museo regionale interdisciplinare di messina

 

Due studi documentano storia e interventi sul polittico: quello di Rosanna Di Giovanni dell’Università degli Studi di Messina (“Il Polittico di San Gregorio di Antonello da Messina: storia del restauro”, 2014) e l’articolo di Giuseppina Bennici sulla rivista teCLa dell'Università di Palermo, che ricostruisce le vicende del polittico prima e dopo il terremoto. È paradossale che il polittico sopravvissuto al terremoto del 1908 possa oggi andare perduto.

pierluigi panza

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