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“VOLEVO BENE A MIO PADRE, MA NON POTRÒ MAI PERDONARLO” – LO STRAZIO DEL FIGLIO MAGGIORE DI SALVATORE OCONE, L’UOMO CHE HA UCCISO A COLPI DI PIETRA LA MOGLIE ELISABETTA POLCINO E IL FIGLIO QUINDICENNE, E FERITO GRAVEMENTE LA FIGLIA DI 16 ANNI, A PAUPISI, IN PROVINCIA DI BENEVENTO: “CHE MIO PADRE SOFFRISSE DI DEPRESSIONE ORMAI LO SANNO TUTTI, MA NESSUNO ERA MAI ARRIVATO A PENSARE CHE POTESSE ACCADERE UNA COSA DEL GENERE. LUI PRENDEVA I FARMACI, ERA SEGUITO” – “A CASA NOSTRA NON C’ERA UN AMBIENTE MALATO. SÌ, QUALCHE LITIGIO TRA LUI E MIA MADRE CAPITAVA, MA COME IN TUTTE LE COPPIE. MA SONO SICURO CHE..."
Estratto dell’articolo di Fulvio Bufi per www.corriere.it
Di suo padre dice: «Gli volevo bene». E alla domanda se andrà a trovarlo in carcere, risponde con una smorfia di dolore: «Non lo so». Invece non esita quando gli si chiede se potrà mai perdonarlo: «No. Probabilmente no».
Mario Ocone ha 23 anni ed è il figlio maggiore di Salvatore Ocone, l’uomo che martedì all’alba a Paupisi, paesino in provincia di Benevento, ha ucciso a colpi di pietra la moglie Elisabetta Polcino, e il figlio quindicenne Cosimo, e ferito gravemente (ma è chiaro che voleva uccidere ancora) la figlia Antonia, di 16 anni.
Mario non c’era, era a Rimini, dove lavora in una pizzeria. […] Ora parla della sua famiglia tirando fuori le parole con una fatica che sembra schiacciarlo. «Che mio padre soffrisse di depressione ormai lo sanno tutti, ma nessuno era mai arrivato a pensare che potesse accadere una cosa del genere. Lui prendeva i farmaci, era seguito. L’ho sentito l’ultima volta venerdì sera e abbiamo fatto i soliti discorsi . Era tutto normale».
Non vuole che passi l’idea di un clima teso in famiglia. «Sì, qualche litigio tra lui e mia madre capitava, ma come in tutte le coppie. A casa nostra non c’era un ambiente malato. E sono sicuro che se ci fossi stato io tutto questo non sarebbe successo».
Ieri Mario è stato all’Istituto neurologico Mediterraneo di Pozzilli, in provincia di Isernia, dove sua sorella è ricoverata in terapia intensiva e in condizioni ancora estremamente critiche. «Nei prossimi giorni potremo avere il quadro della situazione. Per ora ha subito un intervento delicato ed è in coma farmacologico. Dobbiamo aspettare».
Da quando il padre l’ha ferita, provocandole la frattura della teca cranica, a quando Antonia è stata ricoverata — prima a Campobasso e poi a Pozzilli — sono passate circa nove ore, un tempo infinito per le condizioni in cui si trovava, e questo rende ora ulteriormente complicato il lavoro dei medici che stanno cercando di salvarle la vita.
i figli di salvatore ocone e di elisabetta polcino
[…] Durante le due ore di interrogatorio al quale è stato sottoposto dal procuratore facente funzioni di Benevento, Gianfranco Scarfò, Ocone ha confessato spiegando di aver colpito la moglie perché lei aveva sempre un atteggiamento aggressivo nei suoi confronti. Cosa che peraltro Mario ha smentito decisamente.
Gli accertamenti dei carabinieri hanno confermato che all’uomo era stata diagnosticata una «psicosi cronica» e che nel 2011 fu sottoposto a Tso. Della famiglia Ocone non si erano mai occupati i servizi sociali né c’erano mai state denunce o segnalazioni per atti violenti da parte di Salvatore.
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