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FACCIO COSE, VEDO GENDER – SVEN LIEBICH, L’ATTIVISTA NEONAZISTA TEDESCO CHE SI È DICHIARATO DONNA PER SCONTARE LA PENA IN UN CARCERE FEMMINILE, VERRÀ TRASFERITO IN UN CARCERE MASCHILE – IL 56ENNE, CONDANNATO NEL 2023 PER INCITAMENTO ALL’ODIO ED ESTRADATO DALLA REPUBBLICA CECA DOPO SETTE MESI DI LATITANZA, AVEVA CAMBIATO LEGALMENTE NOME E GENERE, DIVENTANDO MARLA, MA PER LE AUTORITÀ IL SUO CAMBIO DI GENERE È SOLO UNA “PROVOCAZIONE” (LIEBICH HA PIÙ VOLTE ATTACCATO LA COMUNITÀ LGBT+) – ADESSO IL NEONAZISTA E I SUOI SOSTENITORI GRIDANO ALLO “SCANDALO” E ACCUSANO LO STATO DI NON RISPETTARE UNA SCELTA CHE AVEVA LEGALMENTE RICONOSCIUTO…
Estratto dell’articolo di Natasha Caragnano per www.repubblica.it
Si è conclusa nel carcere femminile di Chemnitz, nella Germania orientale, la fuga di Sven Liebich, estremista di destra condannato nel 2023 per incitamento all’odio ed estradato ieri dalla Repubblica Ceca. Dopo la sentenza aveva cambiato nome in Marla Svenja e ottenuto il riconoscimento legale del genere femminile.
Una scelta considerata una provocazione, viste le sue ripetute campagne contro la comunità Lgbtq+. La permanenza nella struttura per donne sarà solo temporanea: per la sicurezza delle detenute verrà trasferito in un carcere maschile. “Uno scandalo, allora la legge sull’autodeterminazione non vale più?”, hanno subito scritto sul suo profilo social per alimentare le polemiche.
“È positivo che il carcere abbia fatto subito chiarezza e non si sia lasciato coinvolgere in alcuna messa in scena”, ha dichiarato Constanze Geiert, ministro della Giustizia della Sassonia. Liebich, 56 anni, è tra i più noti estremisti di destra. […] Nel 2023 il tribunale distrettuale di Halle lo ha condannato a un anno e sei mesi senza possibilità di libertà condizionale per incitamento all’odio. Tra le diverse accuse anche la vendita di mazze da baseball con la scritta “aiutanti alla deportazione”.
Nel 2022 aveva interrotto il pride della città di Halle definendo i partecipanti “parassiti della società”. Solo uno dei tanti attacchi rivolti negli anni alla comunità Lgbtq+, che aveva spesso definito "transfascisti". Per questo, in Germania, molti hanno messo in dubbio che la sua richiesta di modifica del genere fosse una scelta autentica, interpretandola invece come una provocazione dopo l’approvazione, nel 2024, della nuova legge tedesca sull’autodeterminazione, contestata dagli oppositori perché considerata troppo semplice.
In base alla modifica dei documenti, Liebich risulta però ufficialmente donna. Per questo, alla fine di agosto 2025, era stata convocata nel carcere femminile di Chemnitz per iniziare a scontare la pena. Non si è presentata: è iniziata così una latitanza durata sette mesi.
[…] Il tribunale distrettuale di Halle sta valutando l’eventuale annullamento delle modifiche relative al nome e al genere della condannata. Ma sui suoi profili social, gestiti da terzi in questo momento, Liebich rivendica la sua scelta e attacca le autorità tedesche che l’hanno spostata nel carcere maschile.
“A quanto pare Liebich non è una donna. Beh, non è incredibile? Ci hanno sempre detto che il genere poteva essere scelto liberamente. E ora sono proprio le autorità della Sassonia-Anhalt a voler decidere quale genere abbia Liebich? Non avrebbero potuto smascherarsi in modo più clamoroso”, continuano a scrivere dal suo profilo chiedendo la scarcerazione e continuando ad aizzare i suoi sostenitori anche da dietro le sbarre.
MARLA-SVENJA LIEBICH
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