Da ansa.it
ATTACCHI IRANIANI SU DUBAI
"Le forze di difesa aerea dell'Arabia Saudita hanno distrutto sei missili iraniani lanciati in direzione della base aerea di Prince Sultan" ha comunicato il ministero della Difesa emiratino aggiungendo che un altro missile è stato intercettato nella regione orientale del Paese.
Gli Emirati stanno rispondendo all'attacco iraniano. Le autorità hanno esortato la popolazione a restare in casa. Prese di mira la base statunitense di Erbil in Iraq, la base della Quinta Flotta della Marina statunitense in Bahrein e le vicinanze di Tel Aviv. Forti esplosioni si sono sentite nel cielo di Tel Aviv.
L'allarme è suonato in buona parte del Paese facendo correre milioni di persone nei rifugi. Raid israeliani colpiscono la periferia sud di Beirut mentre un attacco mirato colpisce un edificio residenziale nel cuore della città. La polizia iraniana ha avvertito che qualsiasi manifestante che sfidi le autorità sarà trattato come un "nemico".
ATTACCHI IRANIANI NEGLI EMIRATI ARABI UNITI
Compagnia Gb, 'colpita una nave cargo nello Stretto di Hormuz'
Un proiettile sconosciuto ha colpito una nave cargo nello Stretto di Hormuz, strategico al confine con l'Iran, provocando un incendio e costringendo l'equipaggio a evacuare: lo ha fatto sapere un'agenzia per la sicurezza marittima britannica. "È stato segnalato che una nave cargo è stata colpita da un proiettile sconosciuto nello Stretto di Hormuz, che ha provocato un incendio a bordo", ha dichiarato la United Kingdom Maritime Trade Operations.
Polizia iraniana: “Chi protesta sarà considerato un nemico”
Ahmad-Reza Radan, capo della polizia iraniana, ha minacciato una repressione durissima in caso di nuove manifestazioni contro il regime. Radan ha dichiarato alla televisione pubblica di Teheran che "chiunque esca fuori su richiesta del nemico verrà considerato un nemico e non un dimostrante. Il dito delle forze di sicurezza è sul grilletto", ha aggiunto.
guerra iran
Tv iraniana: “lanciato attacco più violento da inizio guerra”
“L'attacco missilistico lanciato stanotte dall'Iran contro obiettivi statunitensi e israeliani è stato il più violento e intenso dall'inizio della guerra". Lo afferma la televisione pubblica di Teheran. L'attacco, secondo un comunicato dei Guardiani della Rivoluzione, è durato tre ore e ha preso di mira Tel Aviv sud, Gerusalemme ovest e Haifa. Sono stati attaccati anche "numerosi obiettivi statunitensi a Erbil", nel Kurdistan iracheno, e la base navale della Quinta Flotta statunitense in Bahrein, dicono i pasdaran.
donald trump - conferenza stampa sulla guerra in iran
A TEHERAN PREVALE L'ALA DURA
Gabriella Colarusso per repubblica.it
Sopravvivere alla guerra, ma come? E soprattutto: per quanto? Al dodicesimo giorno di conflitto, l’Iran deve sciogliere un nodo strategico: proseguire nello scontro per ristabilire una qualche deterrenza, ma rischiare così conseguenze ancora più destabilizzanti.
L’obiettivo della Repubblica islamica è uscire più o meno in piedi dalla sfida con due superpotenze militari, riorganizzarsi internamente, avviare un repulisti tra i “traditori” e ricompattare la base esaltando le gesta di una “resistenza” che non si è piegata. Ma se anche il piano riuscisse non sarebbe scongiurato il pericolo maggiore: un nuovo attacco, una nuova guerra quando israeliani e americani valuteranno che il sistema è ancora vulnerabile. «Non stiamo cercando un cessate il fuoco. Crediamo che l’aggressore debba essere punito e che gli debba essere impartita una lezione che lo dissuada dall’attaccare nuovamente l’Iran», dichiara Mohammad Bagher Ghalibaf, lo speaker del parlamento ed ex generale che sta guidando le operazioni militari insieme al capo dei pasdaran, Ahmed Vahidi.
manifestazione a sostegno di mojtaba khamenei a teheran foto lapresse 14
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Gli iraniani sono convinti che questa fiammata sia solo una tappa di una guerra destinata a ripetersi se non riusciranno a ristabilire la propria deterrenza. I più intransigenti nelle Forze armate non hanno fretta di chiudere il conflitto: ritengono, spiega l’analista Ali Vaez al Wall Street Journal, che nei prossimi giorni americani e israeliani esauriranno gli intercettori consentendo loro di infliggere molti più danni ai nemici e così spingere Trump a cercare la tregua. E una convinzione illusoria, secondo Vaez, perché Israele e Stati Uniti hanno il controllo dei cieli iraniani e possono ancora realizzare attacchi su larga scala. Ma per i pasdaran l’alternativa sarebbe una resa foriera di nuovi guai.
manifestazione a sostegno di mojtaba khamenei a teheran foto lapresse 10
(...) Anche per Teheran, tuttavia, il prolungarsi della guerra avrebbe costi insostenibili.
Il Paese doveva già fare i conti con una pesante crisi economica, sanzioni in settori chiave dell’economia, crisi idriche e ambientali. Il presidente Pezeshkian ha faticato a chiudere la finanziaria. Più il conflitto dura, più le conseguenze saranno destabilizzanti per il sistema. Anche sul piano politico. La nomina di Mojtaba Khamenei come nuova Guida suprema ha già provocato divisioni. Tutti aspettano di sentire dal nuovo leader che direzione prenderà la guerra, ma a due giorni dalla sua incoronazione da Mojtaba Khamenei ancora nessun segnale. Per l’intelligence israeliana è rimasto ferito nell’attacco che ha ucciso suo padre.
manifestazione a sostegno di mojtaba khamenei a teheran foto lapresse 15
manifestazione a sostegno di mojtaba khamenei a teheran foto lapresse 9
manifestazione a sostegno di mojtaba khamenei a teheran foto lapresse 11