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TRUMP ESPORTA LA “SUA” DEMOCRAZIA: “COMANDO IO!” – IL TYCOON ALLONTANA L’IPOTESI DI ELEZIONI IN VENEZUELA: “NON C'È NESSUNA POSSIBILITÀ CHE SI VOTI ENTRO TRENTA GIORNI, DOBBIAMO RIPORTARE IL PAESE IN SALUTE”. RIBADISCE CHE GESTIRA’ IN PRIMA PERSONA LA “TRANSIZIONE” A CARACAS E CHIEDE ALLE SOCIETÀ APPALTATRICI DELLA DIFESA DI “COSTRUIRE ARMI PIÙ VELOCEMENTE”, LANCIANDO UN AVVERTIMENTOI A CUBA E COLOMBIA – IL DIPARTIMENTO DI GIUSTIZIA USA RITIRA L’ACCUSA A MADURO DI ESSERE ALLA GUIDA DI UN CARTELLO DELLA DROGA – IL PROCURATORE GENERALE DEL VENEZUELA, TAREK WILLIAM SAAB, CHIEDE IL RILASCIO DELL’EX DITTATORE: “GODE DI IMMUNITÀ DIPLOMATICA”
IL PROCURATORE DEL VENEZUELA, 'MADURO HA L'IMMUNITÀ DIPLOMATICA'
(ANSA) - CARACAS, 07 GEN - Il procuratore generale del Venezuela, Tarek William Saab, ha chiesto il rilascio di Nicolás Maduro, affermando che gode di "immunità diplomatica".
Il magistrato ha chiesto al giudice statunitense Alvin K. Hellerstein, responsabile del caso negli Stati Uniti, di "rispettare il diritto internazionale e riconoscere l'incompetenza del tribunale sotto il suo comando nel giudicare il leader di una nazione sovrana, protetto dall'immunità diplomatica in quanto capo di Stato".
Il procuratore - un fedelissimo del 'chavismo' - ha inoltre chiesto a Hellerstein di porre fine a "tutte le violazioni dei diritti umani commesse contro il presidente, sua moglie e, ovviamente, contro il popolo venezuelano".
nicolas maduro arriva in tribunale a new york
Maduro e sua moglie Cilia Flores sono accusati di traffico di droga. Saab ha anche annunciato la nomina di funzionari per indagare sulle "decine" di morti causate dall'attacco statunitense a Caracas lo scorso fine settimana.
"Noi, come Procura della Repubblica, abbiamo nominato tre procuratori per indagare sulle decine di vittime civili e militari innocenti che sono morte durante questo crimine di guerra, questa aggressione senza precedenti contro la patria venezuelana", ha affermato.
GLI STATI UNITI TRUMP ALLONTANA IL VOTO: COMANDO IO ACCUSE RIDOTTE A MADURO SUI NARCOS
Estratto dell’articolo di Massimo Basile per “la Repubblica”
DONALD TRUMP E IL VENEZUELA - MEME BY VUKIC
Dopo la deposizione di Nicolás Maduro, il Venezuela ha un nuovo presidente e sta alla Casa Bianca: Donald Trump. Il tycoon ha parlato da leader del Paese sudamericano, allontanando le elezioni e chiarendo che ogni decisione finale sul futuro del Venezuela la prenderà lui.
Da quattro giorni è in atto un cortocircuito tra i repubblicani e il presidente: i primi parlano di «difesa della democrazia», mentre Trump ha detto brutalmente che l'obiettivo americano è fare soldi con il petrolio venezuelano.
In un'intervista a Nbc, il presidente ha chiarito che le nuove elezioni per il post Maduro non si terranno nei prossimi trenta giorni. «Non c'è nessuna possibilità — ha ammesso — Ci vorrà un certo periodo di tempo, dobbiamo riportare il Paese in salute».
DONALD TRUMP SEGUE IN DIRETTA LA CATTURA DI NICOLAS MADURO
Il tycoon ha spiegato che membri del suo governo saranno supervisori del Venezuela, tra cui il vicepresidente JD Vance, il segretario di Stato Marco Rubio, il capo del Pentagono Pete Hegseth e il vicecapo di gabinetto della Casa Bianca Stephen Miller. Ma quando gli è stato chiesto chi sarà a prendere l'ultima decisione, ha risposto: "io". Trump non ha fornito una cronologia su possibili nuovi raid, ma ha detto di «osservare molto da vicino Paesi come Cuba e Colombia».
Intanto, parlando ai repubblicani della Camera riuniti al Kennedy Center di Washington, Trump ha rivelato di aver chiesto alle società appaltatrici della difesa di «"costruire armi più velocemente», messaggio che conferma l'intenzione del presidente di non volersi fermare al raid militare di Caracas e neanche chiedere autorizzazioni al Congresso.
L'unico riferimento a deputati e senatori è stato riassunto in un appello: «Vincete alle elezioni di medio termine o subirò l'impeachment», ha detto. [...]
[...] Intanto il dipartimento di Giustizia Usa ha dovuto fare una clamorosa marcia indietro su una controversa accusa nei confronti di Maduro: la Casa Bianca lo aveva accusato di guidare uno spietato cartello della droga chiamato Cartel de los Soles.
Secondo il New York Times, i procuratori hanno abbandonato l'idea che il cartello rappresentasse una vera organizzazione criminale, declassandolo a "sistema di patronato" e a "cultura della corruzione".
nicolas maduro arriva in tribunale a new york
L'anno scorso il dipartimento guidato da Pam Bondi aveva designato il cartello come organizzazione terroristica, nonostante esperti di narcotraffico avessero spiegato che il nome era nato dall'uso gergale che i media avevano fatto negli anni '90 per indicare la corruzione dei funzionari. Avevano parlato di "Cartello dei Soli" perché il sole compariva sulle uniformi dei vertici militari venezuelani.
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