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TRUMP, UN CIARLATANO CHE MENTE SAPENDO DI MENTIRE – IL COATTO DELLA CASA BIANCA ANNUNCIA UNA “TREGUA ENERGETICA” TRA RUSSIA E UCRAINA, POI LA SPARA GROSSA, DICENDO CHE “L’AUMENTO DEL PREZZO DEL DIESEL A LIVELLO MONDIALE È DOVUTO PRINCIPALMENTE ALLA GUERRA TRA RUSSIA E UCRAINA, NON ALL’IRAN” – È VERO CHE, DALL’INIZIO DELL’INVASIONE DI PUTIN, L’EXPORT DI PETROLIO RUSSO È CROLLATO, MA IL TYCOON NON LA DICE TUTTA: LA QUOTAZIONE MONDIALE DEL GASOLIO È ESPLOSA DAL 28 FEBBRAIO 2026, IL GIORNO DELL’ATTACCO ISRAELO-AMERICANO CONTRO TEHERAN – IL CREMLINO ACCOGLIE CON FAVORE LA PROPOSTA DEL TRUMPONE, MENTRE ZELENSKY È SCETTICO (TRA TRUMP E PUTIN, NON SI SA CHI SIA MENO AFFIDABILE…)
Estratto dell’articolo di Giuseppe Sarcina per il "Corriere della Sera"
Donald Trump annuncia una «tregua energetica». Ieri il presidente americano ha scritto sul suo social «Truth»: «L’Ucraina ha concordato di non colpire obiettivi energetici russi. La Russia ha accettato di fare lo stesso! L’aumento del prezzo del diesel a livello mondiale è dovuto principalmente alla guerra tra Russia e Ucraina, non all’Iran». In realtà, l’impennata dei prezzi dipende da entrambi i conflitti.
Prima del 2022, Mosca era il secondo esportatore mondiale di gasolio (alle spalle degli Usa), con più di 800 mila barili esportati al giorno. Lo scorso luglio l’export è crollato a circa 240 mila barili. La quota sul totale delle forniture mondiali è scesa più o meno dal 10% al 3%. In parallelo, però, va ricordato che la quotazione mondiale media del gasolio è salita drasticamente dal 28 febbraio 2026, il giorno dell’attacco israelo-americano contro l’Iran. All’epoca era pari a 1,2 dollari al litro; ora siamo a quota 1,62 (7 settembre, ultimo dato disponibile).
vladimir putin volodymyr zelensky - guerra in ucraina
[…] Dmitry Peskov, portavoce del Cremlino, ha colto al volo l’appello: «Naturalmente, non possiamo che accogliere con favore qualsiasi richiesta al regime di Kiev di interrompere gli attacchi contro le infrastrutture economiche pacifiche».
Più scettica la reazione di Volodymyr Zelensky, consegnata a un post su X: «Se i nostri partner sono pronti a garantire che la Russia smetterà di colpire il nostro sistema elettrico, le infrastrutture energetiche e le catene di rifornimento alimentari, allora, certamente, anche noi saremo pronti a fermare i raid. L’Ucraina non è convinta che la Russia sia disposta a seguire davvero gli accordi».
La diffidenza di Zelensky è largamente condivisa dai partner europei. L’attacco del drone russo al treno che seguiva quello su cui viaggiavano i diplomatici stranieri ha riacceso le tensioni. Per il segretario della Nato, Mark Rutte, «la Russia è in difficoltà in Ucraina e continua a reagire con attacchi sconsiderati e pericolosi anche contro infrastrutture civili vicine al territorio della Nato. Ciò dimostra quanto Putin sia disperato».
produzione di petrolio in iran
Kaja Kallas, Alta rappresentante Ue per gli Affari esteri e la Politica di sicurezza, ha aggiunto: «Il raid è un messaggio al mondo occidentale. Credo che l’intento fosse chiaramente quello di dissuadere i Paesi occidentali a sostenere l’Ucraina. Dobbiamo reagire in modo opposto, senza lasciarci intimidire».
Peskov ha giustificato il blitz dell’altro ieri contro il convoglio ferroviario: «Le forze russe stanno svolgendo i loro compiti in tutto il territorio dell’Ucraina, continuano e continueranno a farlo». […]
murale vladimir putin donald trump
GUERRA IN IRAN - IMPORTAZIONE DI PETROLIO E GAS IN UE
TRUMP E PUTIN GATTO E LA VOLPE - MEME BY BOCHICCHIO
PRODUZIONE DI PETROLIO IN IRAN
MEME SUL CARO BENZINA
vladimir putin donald trump volodymyr zelensky
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