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TRUMP CORRE IN SOCCORSO DI MARINE LE PEN? - IL PRESIDENTE DEL TRIBUNALE DI PARIGI, PEIMANE GHALEH-MARZBAN, METTE IN GUARDIA CONTRO UN'EVENTUALE ''INGERENZA" DEGLI STATI UNITI NEL PROCESSO IN APPELLO AL RASSEMBLEMENT NATIONAL (RN) DI MARINE LE PEN SUL CASO DEGLI ASSISTENTI PARLAMENTARI UE, IN PROGRAMMA DALLA PROSSIMA SETTIMANA A PARIGI - PAROLE GIUNTE DOPO INDISCREZIONI PUBBLICATE DAL SETTIMANALE “DER SPIEGEL”, SECONDO CUI DIVERSI MAGISTRATI INCARICATI DELLE INDAGINI SUL PARTITO DELLA LE PEN INCORREREBBERO IL RISCHIO DI SANZIONI DA PARTE DI WASHINGTON – NON SAREBBE LA PRIVA VOLTA: IL MAGISTRATO FRANCESE DELLA CORTE PENALE INTERNAZIONALE (CPI), NICOLAS GUILLOU, RESPONSABILE DEL MANDATO D'ARRESTO DI BENYAMIN NETANYAHU, DALLO SCORSO AGOSTO E’ SOTTO SANZIONI AMERICANE…
(ANSA) - PARIGI, 06 GEN - Il presidente del tribunale di Parigi, Peimane Ghaleh-Marzban, mette in guardia contro un'eventuale ''ingerenza" degli Stati Uniti nel processo in appello al Rassemblement national (RN) di Marine Le Pen sul caso degli assistenti parlamentari Ue, in programma dalla prossima settimana a Parigi. Parole giunte dopo indiscrezioni pubblicate dal settimanale Der Spiegel, secondo cui diversi magistrati incaricati del dossier RN incorrerebbero il rischio di sanzioni da parte di Washington.
MEME SULLA CONDANNA DI MARINE LE PEN
Secondo il giornale tedesco, in particolare, l'amministrazione del presidente Usa, Donald Trump, valuterebbe sanzioni contro quei giudici francesi che hanno condannato Le Pen, nel marzo scorso. ''Se tali fatti venissero confermati o dovessero effettivamente prodursi, costituirebbero un'ingerenza inaccettabile e intollerabile negli affari interni del nostro Paese", ha avvertito oggi il presidente del tribunale di Parigi.
Le Pen, come anche il Rassemblement National in quanto persona morale e altri 11 imputati, verranno processati in appello dal 13 gennaio al 12 febbraio 2026. Evocando il caso del magistrato francese della Corte penale internazionale (Cpi), Nicolas Guillou, responsabile del mandato d'arresto di Benyamin Netanyahu nonché oggetto dallo scorso agosto di sanzioni Usa, Peimane Ghaleh-Marzban, invita a protestare "contro la possibilità stessa che questo possa venire immaginato".
donald trump con le penne per firmare gli ordini esecutivi foto lapresse
Nella sentenza di primo grado, Le Pen venne condannata a 4 anni di carcere, di cui due senza condizionale, 100.000 euro di multa e 5 anni di ineleggibilità. Una sentenza duramente criticata dallo stesso Trump che lanciò un appello alla ''liberazione'' della Le Pen, ritenendo che quella condanna fosse una forma di ''caccia alle streghe'' per impedirle di candidarsi alle elezioni presidenziali del 2027. Critiche vennero pronunciate anche dal suo vice J.D Vance.
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