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TUTTI ALLA CORTE DI XI – PUTIN ARRIVA A PECHINO, POCHI GIORNI DOPO TRUMP, A CONFERMA DELLA CENTRALITA’ DEL DRAGONE NELLO SCACCHIERE INTERNAZIONALE – L’AMBASCIATORE SEQUI: “LA CINA STA DIVENTANDO IL PASSAGGIO INEVITABILE DELLE PRINCIPALI CRISI GLOBALI, CHE DIPENDONO SEMPRE PIÙ DALLE DECISIONI DI PECHINO. LA CINA NON HA BISOGNO DI SOSTITUIRE GLI USA PER RAFFORZARSI. LE BASTA APPARIRE MENO DESTABILIZZANTE E PIÙ PREVEDIBILE. OGGI MOSCA HA MOLTO PIÙ BISOGNO DELLA CINA DI QUANTO LA CINA ABBIA BISOGNO DELLA RUSSIA. DOPO ANNI DI SANZIONI OCCIDENTALI, ENERGIA, COMMERCIO, TECNOLOGIA E FINANZA RUSSI DIPENDONO SEMPRE PIÙ DA PECHINO"

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Estratto dell’articolo di Ettore Sequi per “La Stampa”

 

vladimir putin xi jinping

Putin arriva oggi a Pechino, pochi giorni dopo Trump. Sul tavolo ci sono energia, Brics, Shanghai Cooperation Organization, dedollarizzazione e il progetto Power of Siberia 2. Putin, inoltre, cercherà di capire fin dove si spinga il rapporto tra Xi e Trump. Mosca teme soprattutto due cose: un disgelo sino-americano e il rischio che la Cina usi la Russia come leva negoziale con Washington.

 

È il segnale che sia Washington sia Mosca considerano ormai la Cina indispensabile per gestire stabilità, crisi regionali e sicurezza internazionale.

 

xi jinping donald trump vladimir putin

Per oltre trent'anni il sistema internazionale ha ruotato attorno alla centralità americana. Oggi la Cina non è più soltanto una potenza economica e industriale. Ucraina, Iran, energia, commercio globale, sicurezza, passano sempre più da Pechino.

 

Il vertice tra Xi e Putin conferma tre trasformazioni strategiche. La prima: la Cina sta diventando il passaggio inevitabile delle principali crisi globali, che dipendono sempre più dalle decisioni di Pechino.

 

La seconda: oggi Mosca ha molto più bisogno della Cina di quanto la Cina abbia bisogno della Russia. Dopo anni di sanzioni occidentali, energia, commercio, tecnologia e finanza russi dipendono sempre più da Pechino.

 

ETTORE SEQUI

[…]  Power of Siberia 2, il gasdotto che dovrebbe portare più gas russo in Cina attraverso la Mongolia, illustra questo nuovo squilibrio. Per la Russia è vitale poiché serve a compensare il mercato europeo, perduto dopo la guerra in Ucraina. Per la Cina è utile ma non indispensabile poiché Pechino non vuole dipendere da un unico fornitore strategico. Putin ha bisogno dell'accordo molto più di Xi.

 

La terza: Brics e Shanghai Cooperation Organization stanno diventando strumenti per ridurre il peso economico dell'Occidente. Commercio in valute nazionali, reti energetiche parallele e circuiti finanziari meno esposti alle sanzioni Usa, accelerano la frammentazione dell'economia globale.

 

VLADIMIR PUTIN XI JINPING - PARATA MILITARE IN PIAZZA TIENANMEN A PECHINO

Un vero ordine alternativo a quello americano non esiste ancora, ma il predominio occidentale si sta indebolendo. Tuttavia, il punto centrale è che Xi sfrutta contemporaneamente le debolezze americane e russe.

 

Trump è arrivato a Pechino avendo bisogno della Cina su commercio, terre rare, Iran e stabilità economica globale. Putin ne ha bisogno per energia, export, tecnologia e finanza, dopo anni di sanzioni. Xi diventa così indispensabile sia per Washington sia per Mosca.

 

Qui emerge la vera strategia cinese di lungo periodo. Xi vuole trasformare la Cina dalla "fabbrica del mondo" al centro economico, tecnologico e politico del nuovo sistema internazionale entro il 2049, centenario della Repubblica Popolare. È il cuore del "Sogno Cinese".

 

[…]

 

xi jinping donald trump foto lapresse

Per decenni la forza degli Usa non è stata soltanto militare. Il mondo voleva mercati, università, tecnologia e stabilità americana. Oggi quel vantaggio si sta erodendo. TikTok, DeepSeek, auto elettriche, piattaforme digitali e supply chain stanno rendendo la Cina sempre più centrale nell'economia mondiale.

 

Molti alleati occidentali iniziano però a vedere gli Usa come più imprevedibili, più coercitivi e più aggressivamente transazionali. Così il soft power americano si indebolisce, proprio mentre cresce quello cinese.

 

La Cina non ha bisogno di sostituire gli Usa per rafforzarsi. Le basta apparire meno destabilizzante e più prevedibile. Una "potenza responsabile", secondo la narrativa cinese. Capace anche di attivare il Pakistan per contribuire a gestire la crisi di Hormuz.

 

vladimir putin xi jinping

Per questo, la sequenza Trump-Putin a Pechino conta molto più della semplice diplomazia. Gli Usa restano la principale potenza militare del pianeta. Ma la Cina sta diventando il paese senza il quale è sempre più difficile gestire le crisi globali.

 

A una domanda sulla differente visione geopolitica di Europa, Usa e Cina, un intellettuale cinese vicino al Partito comunista mi rispose che quella europea è profonda ma non ampia, quella americana ampia ma non profonda, mentre quella cinese è lunga. Oggi Pechino sta cercando di renderla insieme lunga, profonda e ampia.

xi jinping donald trump foto lapresse