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IL VATICANO C’È – DALLA SANTA SEDE GUARDANO CON MOLTA ATTENZIONE ALL’INCONTRO TRA PUTIN E TRUMP, E SI PROPONGONO COME MEDIATORI. DEL RESTO, PAPA LEONE POCHI GIORNI DOPO L’ELEZIONE DISSE: “LA SANTA SEDE È A DISPOSIZIONE PERCHÉ I NEMICI SI INCONTRINO E SI GUARDINO NEGLI OCCHI” – LE ALTERNATIVE AL MOMENTO SONO LA TURCHIA DI ERDOGAN E GLI EMIRATI ARABI. MA CON L’AUTORITÀ MORALE DEL PONTEFICE IN CAMPO, NESSUNO POTREBBE OPPORSI…
Gian Guido Vecchi per il “Corriere della Sera”
«La disponibilità c’è e resta. Dopodiché staremo a vedere…». Ai piani alti della Santa Sede si guarda con attenzione all’incontro possibile tra Trump e Putin. La situazione è più che mai delicata, le difficoltà innumerevoli, naturale prevalga la prudenza. «Non ci risulta nulla, però…».
Però non è un mistero che il Vaticano si sia detto disponibile, da tempo, a facilitare una soluzione diplomatica dei conflitti, non solo in Ucraina. Lo diceva già Francesco e lo ha ripetuto con chiarezza Leone XIV, il 14 maggio, sei giorni dopo l’elezione: «La Santa Sede è a disposizione perché i nemici si incontrino e si guardino negli occhi... I popoli vogliono la pace e io, col cuore in mano, dico ai responsabili dei popoli: incontriamoci, dialoghiamo, negoziamo! La guerra non è mai inevitabile, le armi possono e devono tacere».
Il Segretario di Stato Pietro Parolin è sempre al lavoro e Prevost ha confermato il cardinale Matteo Zuppi come inviato di pace. I contatti, spiegano Olteretevere, «non sono mai stati interrotti». La mediazione della Santa Sede ha permesso il ritorno a casa di alcuni bambini ucraini e scambi di prigionieri. Il Papa americano ha parlato al telefono con Putin il 4 giugno, chiedendogli «un gesto che favorisca la pace», un passo in avanti notevole perché il predecessore non era più riuscito a parlare al presidente russo dopo l’invasione dell’Ucraina.
Prevost ha confermato la disponibilità ad ospitare in Vaticano dei «negoziati» di pace. In questi casi non trapela nulla: il 17 dicembre 2014 il presidente Usa Barack Obama e quello cubano Raúl Castro annunciarono il superamento dell’embargo. Saltò fuori che in autunno le delegazioni si erano viste in Vaticano. Adesso è difficile, nel caso non sarà mai la Santa Sede ad annunciarlo. Resta il fatto che le porte sono e restano aperte.
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