don biancalani

IL VATICANO RIMUOVE IN VIA DEFINITIVA DON MASSIMO BIANCALANI DAL SERVIZIO PASTORALE: LA DECISIONE NON RIGUARDA VIOLAZIONI DISCIPLINARI NELLA CONDOTTA SACERDOTALE MA SI LEGA A UNA VALUTAZIONE DI “OPPORTUNITÀ PASTORALE” – DON BIANCALANI E’ IL PRETE SOSTENITORE DI UNA IMMIGRAZIONE “NO LIMITS”: DAL 2015 LA SUA PARROCCHIA DI VICOFARO, IN PROVINCIA DI PISTOIA, AVEVA MIGRANTI ACCAMPATI OVUNQUE, ANCHE FRA LE NAVATE, ARRIVANDO A OSPITARE FINO A 200 PERSONE INSIEME, ANCHE IN TEMPO DI COVID, INNESCANDO POLEMICHE PER CRITICITÀ IGIENICO-SANITARIE, INTEMPERANZE DEGLI OSPITI E DEGRADO - PROTESTARONO I RESIDENTI, ARRIVARONO LE TV E PURE I PARROCCHIANI PIÙ DEVOTI, ANCHE QUELLI CHE ALL'INIZIO LO AVEVANO SUPPORTATO, HANNO INIZIATO A DISERTARE FUNZIONI E ATTIVITÀ - LA CHIESA ERA DIVENTATA UN DORMITORIO, COI MATERASSI LUNGO IL MATRONEO: FURONO SOSPESE LE MESSE FESTIVE…

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IL VATICANO RIMUOVE DON BIANCALANI, SALVINI 'TEMPO È GALANTUOMO'

Il leader della Lega: 'Lascia il prete dei clandestini'. La replica: 'inqualificabile'

don massimo biancalani canta bella ciao a messa 2

(di Patrizio Ceccarelli) (ANSA) - PISTOIA, 19 AGO - Ora c'è la parola definitiva del Vaticano. La Santa Sede gli ha respinto l'ultimo ricorso decisivo per ribaltare la situazione confermando, in via definitiva, la rimozione di don Massimo Biancalani dal servizio pastorale nelle parrocchie pistoiesi di Santa Maria Maggiore a Vicofaro e San Niccolò a Ramini. E' il prete 'tifoso' di una immigrazione 'no limits' contestato per la sua accoglienza massiva con immigrati accampati in canonica e perfino nella chiesa.

don massimo biancalani canta bella ciao a messa 3

 

Il Dicastero per il Clero ha rigettato il suo ricorso contro il provvedimento del vescovo diocesano, all'epoca monsignor Fausto Tardelli, mettendo la parola fine alla vicenda che va avanti da oltre 10 anni. Canta vittoria su X il leader della Lega, Matteo Salvini. "Il prete dei clandestini lascia Vicofaro. Il tempo è galantuomo", scrive il vicepremier senza concedergli l'onore delle armi.

don massimo biancalani canta bella ciao a messa 4

 

Don Biancalani non tace e definisce ilpost "inqualificabile e di grande irresponsabilità" poi difende la sua esperienza giudicandola un "servizio bellissimo" ma poco compreso dalla stessa Chiesa. "In Italia - accusa - è sempre più difficile fare accoglienza. Alla destra sta bene questo sistema, ma anche il centrosinistra ha avuto molte occasioni di riformarlo però non l'ha fatto perché teme di perdere voti".

 

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Inqualificabile non è il post di Matteo Salvini, ma ciò che don Biancalani ha fatto per anni a Vicofaro, trasformando una parrocchia e un intero quartiere in un laboratorio di falsa accoglienza, degrado e illegalità", la risposta di Susanna Ceccardi, europarlamentare toscana della Lega, Amareggiato per la bocciatura dei ricorsi — di cui era a conoscenza già da due settimane ma non lo aveva reso noto —, il sacerdote esprime preoccupazione per 50 giovani immigrati ancora a Ramini.

 

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"Rischiano di ritrovarsi nuovamente sulla strada", avverte. Dal 2015 la parrocchia di Vicofaro aveva accampati ovunque, anche fra le navate, il complesso ha ospitato fino a 200 migranti insieme - anche in tempo di Covid - innescando polemiche per criticità igienico-sanitarie, intemperanze degli ospiti e degrado. Protestarono i residenti. Arrivarono le tv.

 

Pure i parrocchiani più devoti, anche quelli che all'inizio lo avevano supportato, poi si sono arresi ed hanno iniziato a disertare funzioni e attività. La chiesa era un dormitorio, coi materassi lungo il matroneo. Furono sospese le messe festive. Per motivi igienici, sanitari e di sicurezza della struttura c'è stato lo sgombero delle forze dell'ordine a luglio 2025. I locali sono stati sigillati.

 

La rimozione di don Biancalani non riguarda violazioni disciplinari nella condotta sacerdotale ma si lega a una valutazione di opportunità pastorale. Nell'estate 2024, rifiutò il trasferimento all'Ufficio missionario diocesano — soluzione proposta per consentirgli di proseguire la propria vocazione solidaristica — e la contestuale perdita della rappresentanza legale della parrocchia, anzi fece ricorso contro la diocesi ai sensi del diritto canonico.

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