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Carlo Tarallo per Dagospia
Chi ha paura di Nonno Antonio? E chi lo sa. Quello che si sa è che dalle parti del Nazareno il ritorno in campo di Antonio Bassolino è oggetto di attenta valutazione. Da un lato, c’è chi suggerisce a Matteo Renzi di stoppare (se possibile) la candidatura dell’ex sindaco. Dall’altra, c’è chi considera Bassolino l’unico in grado di poter competere con il M5S, con il sindaco uscente Luigi De Magistris e con il centrodestra. Si parte dal superflop del 2011, quando Mario Morcone, all’epoca candidato piddino, non raggiunse nemmeno il ballottaggio. E Renzi?
Ascolta, riflette e non si espone. Tra quelli che tentano in tutti i modi di mettere i bastoni tra le ruote a Bassolino, c’è innanzitutto Guglielmo Epifani. Leader della corrente “Area Riformista”, l’ex leader della Cgil di Nonno Antonio non vuole nemmeno sentir parlare. Vecchie ruggini, antichi dissapori stanno venendo a galla clamorosamente.
La prova? Gianluca Daniele, uomo di Epifani a Napoli, anche lui proveniente dalla Cgil, è schierato senza se e senza ma contro Bassolino. Paradosso dei paradossi, tra i più vicini all’ex sindaco c’è però l’europarlamentare Massimo Paolucci, anch’egli esponente della stessa area del partito. Così come favorevole alla candidatura alle primarie di Bassolino è Roberto Speranza, altro leader di una corrente che sta letteralmente andando in frantumi sul caso-Napoli.
Contro Bassolino c’è anche Matteo Orfini. “Mai con Antonio!” è il grido di battaglia del presidente del Pd. Ma anche i “Giovani Turchi” sono divisi: il Ministro della Giustizia Andrea Orlando, ad esempio, che è stato commissario del Pd a Napoli, non segue Orfini sulal linea “candidiamo uno dei nostri contro Bassolino” e suggerisce calma e (possibilmente) serenità di giudizio. Contrari all’ipotesi-Nonno Antonio, ma questo è noto, i due vicesegretari, Lorenzo Guerini e Debora Serracchiani.
E i favorevoli? La vecchia guardia innanzitutto: Massimo D’Alema, Pierluigi Bersani, Walter Veltroni sono certi che Nonno Antonio sia l’unico ad avere qualche carta da giocare sotto ‘o Vesuvio, tanto più che l’ex sindaco pesca (eccome se pesca) anche nell’elettorato di centrodestra, e non perde occasione di ricordare gli ottimi rapporti che ai bei tempi aveva (e ancora ha) con Silvio Berlusconi. Ma anche Luca Lotti, braccio destro di Matteo Renzi, non ha alcuna intenzione di dichiarare guerra a Bassolino: “Si facciano le primarie” ripete a chi gli chiede una sua opinione in merito. Su una linea di cautela c’è anche Maria Elena Boschi. Per lei, l’importante è che a Roma, Milano e Napoli il Pd vinca. La pensa così anche Matteo? Ah saperlo…
2.LA FACOLTÀ DI VETERINARIA SI SPACCA IN 2 VORAGINE E CROLLO DI FABBRICATI
IL VIDEO DEL CROLLO
Natascia Festa per il www.corrieredelmezzogiorno.it
Alle cinque del mattino, la facoltà di Veterinaria di Napoli scricchiola e si spacca in due. A cedere è stato il fabbricato all’ingresso del polo universitario che sorge sulla collina a ridosso di via Foria. Prima una spaccatura, poi, intorno alle 13,30, il crollo di un’ala.
Tra i primi ad arrivare sul posto, il rettore dell’ateneo Federico II Gaetano Manfredi. Che racconta: «L’allarme è partito da scricchiolii avvertiti dal custode della facoltà alle cinque del mattino, era evidente che stesse succedendo qualcosa di grave».
Dai rumori alle lesioni il passo è stato breve. «Risalendo la strada che porta all’università - continua il rettore - ci siamo accorti che s’era aperta una voragine che lasciava intravedere e una cavità tufacea, una di quelle di cui Napoli è piena. La palazzina gravemente coinvolta è quella all’ingresso della facoltà, destinata ad uffici. I danni sono molto importanti, si tratta di un cedimento in fondazione». E dalle lesioni al crollo ancora più breve.
I vigili del fuoco e i caschi bianchi della polizia municipale, ben prima del crollo, avevano fatto sgomberare non solo la palazzina interessata alle lesioni ma anche alcuni palazzi contigui. «Vista l’ora - racconta ancora il rettore - per fortuna in facoltà non c’era ancora nessuno. Le attività didattiche sono state sospese per ora fino a domenica, ma temo che potranno riprendere soltanto dopo la pausa natalizia».
Come può accadere che una facoltà universitaria crolli all’improvviso? «Si è trattato di un fulmine a ciel sereno - dice ancora il Magnifico - della cavità non sapevamo nulla, non eravamo al corrente della sua esistenza. Sarà ora il servizio geologico del Comune a dover far chiarezza. Immagino che la cavità sia stata censita in precedenza nelle loro mappe».
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