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“SONO D’ACCORDO CON QUELLO CHE È SUCCESSO IL 7 OTTOBRE: NON FU UNA VIOLENZA” – IL VERGOGNOSO DISCORSO DELL’IMAM MOHAMED SHAHIN DURANTE I FESTEGGIAMENTI A TORINO PER IL CESSATE IL FUOCO A GAZA: “HAMAS È UN MOVIMENTO DI RESISTENZA LEGITTIMA. IL 7 OTTOBRE I PALESTINESI HANNO DOVUTO INIZIARE TUTTO QUESTO PER CERCARE DI SVEGLIARE IL MONDO PERCHÉ PRESTASSE ATTENZIONE ALLA LORO CAUSA” – LA REPLICA DELLA COMUNITÀ EBRAICA TORINESE: “È VERGOGNOSO CHE NON SI RICONOSCA IL 7 OTTOBRE COME UN MASSACRO"
Estratto dell'articolo di Riccardo Bessone Caterina Stamin per “la Stampa”
torino, festeggiamenti per il cessate il fuoco a gaza
«Io personalmente sono d'accordo con quello che è successo il 7 ottobre. Noi non siamo qui per essere quella violenza, ma quello che è successo il 7 ottobre 2023 non è una violazione, non è una violenza». Giovedì cento persone, convocate dal coordinamento Torino per Gaza, si sono ritrovate in piazza Castello per festeggiare il cessate il fuoco.
Tra gli interventi c'è stato anche quello di Mohamed Shahin, imam della moschea "Omar Ibn Il Khattab" di via Saluzzo. Nato in Egitto, Shahin è in Italia da 21 anni. Durante il presidio, dopo aver detto di essere d'accordo con quel che è successo il 7 ottobre, ha elencato i numeri relativi alle morti dei palestinesi nelle guerre che si sono succedute a partire dal 1948: «Vorrei dirvi che la terra e la patria santa dei palestinesi è occupata dal 1948, 80 anni fa. Non dal 7 ottobre».
[…] E ha poi definito Hamas, gruppo terroristico autore dell'eccidio del 7 ottobre 2023 (1200 moti, 250 ostaggi) «un movimento di resistenza legittima». Interpellato il giorno successivo, l'imam difende la sua posizione. Dice che «quello che è successo il 7 ottobre non lo vedo come un'azione, ma come una reazione». Perché «se non posso né uscire, né lavorare, né avere la libertà, la dignità, poi devo stare calmo, devo morire in silenzio? Il popolo palestinese ha il diritto di difendersi».
Il 7 ottobre, quindi «i palestinesi hanno dovuto iniziare tutto questo per cercare di svegliare il mondo perché prestasse attenzione alla loro causa». […]
Secondo Dario Disegni, presidente della comunità ebraica torinese, «è vergognoso che non si riconosca il 7 ottobre come un massacro, l'ho già detto parlando delle manifestazioni in cui si dice Palestina libera dal fiume fino al mare. Ma non deve essere sempre la comunità ebraica a rispondere a queste cose».
torino, festeggiamenti per il cessate il fuoco a gaza
Giampiero Leo, portavoce del Coordinamento Interconfessionale del Piemonte "Noi siamo con voi", pensa che frasi come quella dell'imam siano «inaccettabili. Così come inaccettabile è stata la reazione di Netanyahu su Gaza. Gli esponenti musulmani che fanno parte del nostro tavolo della pace non la pensano così. Per loro è stato un atto crudele e blasfemo, perché il Corano vieta di uccidere donne, bambini e innocenti. Per la costruzione della pace queste frasi sono negative, ostative. Oggi deve vincere la speranza, dobbiamo ricostruire un clima di fiducia prima e, in prospettiva, di fraternità tra tutte le parti».
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