giuseppe conte luca di donna

VIRUS E VELENI – NEL GRAN CAOS DELLA COMMISSIONE D’INCHIESTA COVID È SCOPPIATO ANCHE IL CASO DEI 454MILA EURO CHE SAREBBERO STATI PAGATI A LUCA DI DONNA,  AVVOCATO DELLO STUDIO ALPA, GIÀ “COLLEGA” DI GIUSEPPE CONTE, PER UNA “STRANA” CONSULENZA – SECONDO LA DEPOSIZIONE DEL MANAGER MARCO SPADACCIOLI, I SOLDI SAREBBERO STATI PAGATI A DI DONNA DALLA SOCIETÀ “ADALTIS” “SOLAMENTE PER L'ATTIVITÀ DI CONTROLLO DEI DOCUMENTI E PER LA LETTERA PER RICEVERE L'INCASSO”. SECONDO FDI I 454MILA EURO SAREBBERO STATI UN “LASCIAPASSARE” PER OTTENERE LA COMMESSA PUBBLICA SUI KIT CONTRO IL COVID: “SMASCHERATO UN SISTEMA MARCIO” – IL LEADER DEL M5S REPLICA DENUNCIANDO UNA “STRUMENTALIZZAZIONE” E ANNUNCIA QUERELE CONTRO CHI “PERSEVERA NELLA CALUNNIA”…

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Estratto dell’articolo di Giorgia Olivieri per www.fanpage.it

 

Luca Di Donna

Bufera in commissione d’inchiesta Covid in seguito all’audizione di un imprenditore. Secondo quanto raccolto dai membri di Fratelli d'Italia, sarebbe emerso un pagamento di 454mila euro allo studio legale Alpa per il controllo della documentazione relativa alle commesse della struttura commissariale durante la pandemia, ma la consulenza non sarebbe mai avvenuta.

 

Al centro della vicenda ci sarebbe l’avvocato Luca Di Donna, collega di Giuseppe Conte all’epoca dei fatti. Fratelli d'Italia sostiene che la commissione avrebbe svelato "il sistema marcio che ha trasformato il Covid in una mangiatoia" e ha chiesto a Conte di farsi ascoltare "il prima possibile" per "spiegare quale sia il nesso tra gli appalti assegnati sotto il suo governo e lo studio di avvocati di cui faceva parte".

 

giuseppe conte e roberto speranza

Il leader del Movimento 5 Stelle replica duramente alle accuse: "Gli esponenti di Fratelli d’Italia stanno irresponsabilmente strumentalizzando i lavori della Commissione Covid". E aggiunge: "Da oggi chi persevera nella calunnia sarà querelato e, tengo a chiarirlo per massima trasparenza, verrà querelato non solo per l’oggi ma anche per tutte le falsità diffuse negli ultimi anni".

 

Già nella giornata di ieri si era alzata la tensione in commissione Covid, quando i rappresentanti del Partito Democratico, del Movimento 5 Stelle, di Alleanza Verdi e Sinistra e di Italia Viva avevano abbandonato i lavori, chiedendo le dimissioni del presidente, il senatore di Fratelli d'Italia Marco Lisei.

 

Domenico Arcuri

Al centro della protesta ci sono cinque audizioni, svolte a metà maggio e organizzate "in segreto" da Lisei negli uffici del commissariato di polizia di Trevi Campo Marzio, a Roma. Tra le persone ascoltate nella stazione di polizia figurava anche Marco Spadaccioli, general manager per l'Italia della società Adaltis, convocato in commissione per l'8 giugno.

 

Lo stesso Spadaccioli, di fronte alla commissione, è stato interrogato in merito a un pagamento da 454mila euro per attività di consulenza. Al centro di tutto ci sarebbe un presunto sistema di affari che ruotava intorno alle commesse affidate alla struttura commissariale per l'emergenza Covid, guidata da Domenico Arcuri fino al 2021.

 

luca di donna

Secondo quanto riferito in aula dalla capogruppo di Fratelli d'Italia in commissione, Alice Buonguerrieri, alcuni imprenditori sarebbero stati avvicinati dall'avvocato Luca Di Donna, ex collega dell'allora premier Giuseppe Conte, che avrebbe richiesto loro cifre ingenti per procurare commesse con la struttura commissariale, mascherando il tutto dietro finte consulenze legali.

 

Proprio l'azienda di Spadaccioli, Adaltis, che si occupa di apparecchiature e reagenti per la diagnostica in vitro, avrebbe pagato la cifra di 454mila euro a De Luca per una consulenza che però, stando a quanto riportato da Buonguerrieri, non sarebbe mai stata eseguita. Il pagamento avrebbe permesso all'azienda di ottenere le commesse relative a dispositivi sanitari.

 

 

[…]

 

Marco Spadaccioli

Giuseppe Conte non ci sta e replica duramente alle accuse, sostenendo che da Fratelli d'Italia, "pur di attaccare il sottoscritto, stanno rimestando nel fango, ritirando fuori vecchie menzogne su miei presunti “soci”, “colleghi”, “sistemi”".

 

Come ricorda il leader del Movimento 5 Stelle, le accuse avanzate dal partito di Meloni "sono questioni su cui la magistratura ha già ampiamente indagato, sin qui senza nessun esito, e dalle quali non sono mai stato sfiorato".

 

giuseppe conte e roberto speranza

Conte precisa inoltre che non sa "nulla delle attività professionali svolte dall’avvocato Di Donna, né delle attività legali svolte da altri avvocati". L'ex premier rivendica poi: "Da quando sono in politica ho sempre tenuto ben distinte le mie attività istituzionali rispetto a tutti, e ripeto “tutti”, i professionisti con cui in passato mi sono anche occasionalmente incrociato durante la mia attività professionale".

 

Per questo, invita gli esponenti di Fratelli d'Italia a rassegnarsi: "Non troverete mai nessun funzionario pubblico che potrà testimoniare di un mio interessamento diretto o indiretto, generico o specifico, su imprese o consulenti che abbiano avuto rapporti con l’amministrazione pubblica".

 

Conte si dice poi "ben disponibile a riferire in commissione Covid come persona informata sui fatti", disponibilità già "anticipata sin dall'inizio ai presidenti di Camera e Senato".

 

giuseppe conte

[…]  la mia reputazione e il lavoro che ho svolto per il Paese". Per questo, annuncia che "da oggi chi persevera nella calunnia sarà querelato e, tengo a chiarirlo per massima trasparenza, verrà querelato non solo per l’oggi ma anche per tutte le falsità diffuse negli ultimi anni".

 

Rivolgendosi poi agli esponenti di Fratelli d'Italia, Conte li invita a rinunciare all'immunità parlamentare: "Così potremo confrontarci in Tribunale e lasceremo che sia un giudice a decidere se la vostra è legittima critica politica o vile diffamazione".