roberto mollo

"VOGLIAMO GIUSTIZIA" - LA FACCIA TOSTA DEI FAMILIARI DI GJOVALIN LAZRI, IL LADRO ALBANESE CHE È STATO UCCISO "IN AZIONE" DAL 35ENNE ROBERTO MOLLO A BALDISSERO D'ALBA, IN PROVINCIA DI CUNEO - GJOVALIN LAZRI, ANCHE LUI 35ENNE, ERA UN PREGIUDICATO CHE, NEL 2013 AVEVA COMPIUTO UN FURTO IN UNA VILLA IN PROVINCIA DI ASTI - DA TEMPO, SECONDO LA SUA COMPAGNA CON CUI HA AVUTO UN FIGLIO, STAVA CERCANDO DI LAVORARE NORMALMENTE: AVEVA APERTO UN BAR ALLA PERIFERIA DI TORINO, LOCALE CONOSCIUTO PERCHÉ, PIÙ VOLTE, È STATO TEATRO DI RISSE E MALA MOVIDA - SUI SOCIAL, GLI UTENTI DIFENDONO ROBERTO MOLLO: "TRAGEDIA? È SUCCESSO QUEL CHE DOVEVA SUCCEDERE". ANCHE I VICINI DEL 35ENNE SONO DALLA SUA PARTE: "SE ANCHE NE AVESSE PRESI DUE O TRE, SAREBBE STATO ANCORA MEGLIO. SI MERITANO SOLO QUELLO DOPO TUTTI GLI ASSALTI CHE CI SONO STATI IN QUESTI GIORNI..."

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Estratto dell'articolo di Caterina Stamin per "la Stampa"

 

ROBERTO MOLLO

L'ombra che ha spaventato Roberto Mollo, la sagoma contro cui l'autotrasportatore ha esploso così tanti colpi - da quanto si è appreso - da scaricare l'intero caricatore della pistola, si chiamava Gjovalin Lazri. Si era introdotto nel cuore della notte nel cortile del cascinale in ristrutturazione a Baldissero D'Alba e, da lì, è uscito senza vita.

 

Era nato in Albania, ma da tempo viveva a Torino, nella periferia nord della città, il quartiere più multiculturale. Aveva la stessa età di chi l'ha ucciso. Una compagna e un figlio piccolo, una famiglia che ora chiede una sola cosa: giustizia. La notte tra sabato e domenica Lazri non era da solo.

 

Roberto Mollo

Stando a quanto emerso nelle indagini, il trentacinquenne faceva parte di una banda di ladri «trasfertisti»: sarebbero stati almeno in quattro ad arrivare dal Torinese nel paesino in provincia di Cuneo e a introdursi, intorno alle 2, nella proprietà di Mollo, priva di cancelli e recinzioni, con accatastati all'esterno una serie di materiali. Attrezzature, cemento, piastrelle: oggetti che il gruppo, secondo gli investigatori, aveva intenzione di portare via per poi rivendere.

 

Mollo era solo nel cantiere quando ha sentito strani rumori provenire dall'esterno. Ha impugnato la pistola e ha sparato più colpi nel buio verso le ombre. Lazri è l'unico rimasto ferito, i complici sono scappati facendo perdere le tracce: soccorso dagli operatori del 118, che hanno tentato di salvargli la vita, il trentacinquenne è morto poco dopo.

 

Mentre le indagini, affidate ai carabinieri della Compagnia di Bra e del Reparto Operativo di Cuneo, cercano di chiarire la dinamica dell'accaduto, la famiglia della vittima si dice «distrutta» dal dolore. Hanno saputo di aver perso un compagno, un padre e un fratello da una chiamata delle forze dell'ordine. E ora, tramite l'avvocato che li assiste Roberta Sisimbro, aggiungono poche parole: «Chiedono di rispettare il loro momento di lutto e attendono il corso della giustizia».

casolare dove ha sparato Roberto Mollo

 

Gjovalin Lazri aveva precedenti per reati contro il patrimonio. Già nel 2013 era stato protagonista di un furto in una villa nell'Astigiano: era stato beccato dalla polizia di Torino con due complici poco dopo, nel cuore della notte. [...]

 

Tanto bastò agli agenti per decidere di fermare la Volkswagen Golf e trovare conferma ai loro sospetti: il portabagagli era zeppo di refurtiva, risultata rubata meno di due ore prima in una villetta in frazione Serravalle, ad Asti. Anche allora, la proprietaria era in casa quando la banda di ladri entrò rompendo un vetro di una porta finestra. In pochi minuti fecero razzia di orologi, computer, migliaia di euro in contanti.

 

uomo con pistola

La donna dalla camera da letto sentì tutto, anche il cane abbaiò. Ma lei, impaurita, decise di rimanere nella stanza e chiamare la polizia. Che alla fine rintracciò Lazri e gli altri tre complici a Torino, incastrati da una precedenza. Da tempo, però, sottolinea l'avvocato Sisimbro, Gjovalin «stava cercando, in ogni modo, di reintegrarsi, e lavorava regolarmente». Gestiva un locale in via Cravero, all'angolo con corso Taranto, nella periferia Nord della città. Ieri pomeriggio era chiuso: nessun messaggio lasciato sulla saracinesca, solo luci spente tra lo stupore dei frequentatori.

 

«Questo bar è sempre aperto, non so perché oggi (ieri, ndr) non lo sia». È un locale che ha cambiato gestione negli anni e dai cittadini del quartiere è conosciuto perché, più volte, è stato teatro di risse e mala movida. [...]

 

UOMO CON LA PISTOLA

Sui social, intanto, corre l'odio verso Lazri. Frasi del tipo: «Tragedia? È successo quel che doveva succedere». Ancora: «Onore a chi difende la proprietà». [...]