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    GENERALI, ALTRO FLOP PER DONNET - DOPO AVER PERSO UN MESE FA LA GARA PER LE ATTIVITÀ FRANCESI DI AVIVA, SFUMA ANCHE L’ACQUISIZIONE DEGLI ASSET POLACCHI, ACQUISTATI DAI TEDESCHI DI ALLIANZ PER 2,5 MILIARDI CASH – DONNET ANCORA NON HA CAPITO CHE QUESTE OPERAZIONI NON PUÒ FARLE RESTANDO COMODO E PASCIUTO A PARIGI, METTENDO PIEDE A TRIESTE, SE VA BENE, UNA VOLTA AL MESE (CHISSÀ SE RIUSCIRÀ A RESTARE IN SELLA ANCORA UN ANNO…)


     
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    Cinzia Meoni per “il Giornale”

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    Sfuma ancora il big deal per Generali. Gli asset polacchi messi in vendita da Aviva e per cui anche il Leone era in corsa, sono stati acquistati da Allianz per 2,5 miliardi in contanti (la valutazione sale a 2,7 miliardi comprendendo quote di minoranza in joint venture), pari a 16,9 volte gli utili.

     

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    Un prezzo elevato a giudizio di Equita che sottolinea come Aviva Poland, pur potendo «riflettere tassi di crescita più alti nel paese rispetto alla media europea», abbia «un business quasi interamente concentrato sul Vita».

     

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    E decisamente troppo per il gruppo guidato da Philippe Donnet che tratta intorno alle 9,2 volte gli utili attesi per fine anno e che, secondo indiscrezioni, sarebbe stato disposto a staccare un assegno di 2 miliardi. In Piazza Affari il titolo ha chiuso ieri la seduta con un rialzo dello 0,5% a 16,92 euro.

     

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    A pochi mesi dal termine del piano industriale, Generali si trova ancora con 2,3 miliardi destinati, da budget, allo shopping (sui 4 previsti a inizio piano) dopo aver perso un mese fa anche la gara per le attività francesi di Aviva acquistate da Aéma Groupe a 3,2 miliardi. Proprio la mancata allocazione della liquidità in un business redditizio ha fatto alzare più di un sopracciglio ai grandi azionisti di Generali.

     

    In prima fila tra coloro che avrebbero chiesto una maggiore spinta all'espansione, soprattutto fuori dai confini italiani così da diminuire l'esposizione del gruppo al paese, ci sarebbero Leonardo Del Vecchio (4,8% del capitale) e Francesco Gaetano Caltagirone (5,7%) da tempo in manovra su Trieste sia con investimenti diretti sia attraverso Mediobanca a cui fa capo il 12,97% di Generali.

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    Tra un anno scade l'intero cda del Leone e i giochi sono appena iniziati. «L'M&A non è un fine ma un mezzo per garantire valore ai nostri azionisti. Valutiamo opportunità nel settore assicurativo e del risparmio gestito ma siamo molto disciplinati nell'utilizzarli», aveva ribadito due settimane fa Donnet presentando il bilancio 2020.

     

    Prioritari nella ricerca di nuovi asset dovrebbero essere per il gruppo guidato da Donnet i paesi europei e, in particolare quelli del Centro-Est Europa. dove gli spazi di crescita sono ancora ampi e i tassi di sviluppo elevati.

     

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    Intermonte, che sul titolo Generali ha una raccomandazione di acquisto (outperform) a 18,2 euro, cita la russa Reso-Garantia Insurance che avrebbe una valutazione intorno ai 2 miliardi ma ha «maggiori rischi geopolitici e a livello di governance». In ogni caso al momenti ogni ipotesi pare prematura.

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