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"SUL DELITTO DI GARLASCO SI CONTINUA A MISTIFICARE LA REALTÀ SENZA CONTRADDITTORIO" - IL RITORNO IN TV DI ALBERTO STASI A “LE IENE” (L’INTERVISTA ANDRÀ IN ONDA MERCOLEDÌ 24 AGOSTO) FA INCAZZARE LA FAMIGLIA DI CHIARA POGGI: “LO STATO ITALIANO CON SENTENZE DI CASSAZIONE E DELLE CORTI DI APPELLO HA ACCERTATO AL DI LÀ DI OGNI RAGIONEVOLE DUBBIO LA SUA RESPONSABILITÀ PER L'UCCISIONE DI CHIARA” - PER L’OMICIDIO, STASI E’ STATO CONDANNATO IN VIA DEFINITIVA A 16 ANNI...
(ANSA) - Il ritorno in tv di Alberto Stasi, condannato in via definitiva a 16 anni per l'omicidio della fidanzata Chiara Poggi a Garlasco (Pavia), in occasione del quindicesimo anniversario del delitto, amareggia la famiglia della vittima e il suo legale. L'intervista andrà in onda in uno speciale del 'Le Iene' mercoledì 24 agosto e, come riferisce 'La Provincia pavese', per l'avvocato della famiglia Poggi, Gianluigi Tizzoni, in questo modo "si continua a mistificare la realtà senza contraddittorio".
"E il contraddittorio, ci terrei a sottolineare, non è la famiglia Poggi, ma è lo Stato italiano che con sentenze di Cassazione e delle Corti di appello ha accertato al di là di ogni ragionevole dubbio la responsabilità di Stasi per l'uccisione di Chiara Poggi - continua il legale -. L'unica cosa che non è stata approfondita della vicenda sono le circostanze di cui si è avvantaggiato Stasi per essere assolto finché la Cassazione nel 2013 ha finalmente disposto che venisse svolto un processo rispettando le regole del codice di procedura penale".
Nella sentenza d'appello bis, per i legale "i giudici scrivono testualmente delle molte criticità di alcuni degli accertamenti svolti, riconducibili a errori e negligenze anche gravi, e non solo all'inesperienza, degli inquirenti. Non si può negare che in molte occasioni sia stato proprio Stasi, personalmente e non solo, a indirizzare e ritardare le indagini in modo determinante e a sé favorevole».
Il delitto era stato commesso la mattina del 13 agosto del 2007 e, a, al termine del processo di primo grado, a Vigevano, Stasi fu assolto. Così nel processo d'appello a Milano. Il 18 aprile 2013 però la Cassazione annullò l'assoluzione e dispose il processo d'appello bis, chiuso con la condanna di Stasi a 16 anni, confermata due anni dopo. Stasi sta scontando la pena nel carcere milanese di Bollate.
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