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IN TEMPI DI CRISI, BERLINO PUNTA SULL’ECONOMIA DI GUERRA – DOPO DUE ANNI DI RECESSIONE, ARRIVA UN SEGNALE POSITIVO DALL’INDUSTRIA TEDESCA: A NOVEMBRE GLI ORDINI DEL MANIFATTURIERO SONO AUMENTATI DEL 5,6% RISPETTO A OTTOBRE E DEL 10,5% SU BASE ANNUA – LA SPINTA ARRIVA DAL SETTORE DELLE DIFESA, CON LA PRODUZIONE DI PRODOTTI IN METALLO (+25%) E DI AEREI, NAVI, TRENI E MEZZI MILITARI (+12%) – SI ATTENDE IL DATO SUL PIL DELLA GERMANIA PER IL 2025, DOPO IL -0,2% SEGNATO L’ANNO SCORSO…
Estratto dell’articolo di Giuliana Ferraino per il “Corriere della Sera”
BORIS PISTORIUS FRIEDRICH MERZ
Dopo due anni di recessione, arriva un segnale positivo dall’industria tedesca. Non è ancora una svolta, ma è il primo dato che interrompe una sequenza di mesi deboli e riporta un po’ di ottimismo in un’economia che fatica a trovare una vera direzione.
A novembre gli ordini del manifatturiero sono aumentati del 5,6% rispetto a ottobre, secondo i dati preliminari diffusi dall’Ufficio federale di statistica (Destatis). Su base annua l’aumento è del 10,5%. Nel confronto tra il trimestre settembre-novembre e i tre mesi precedenti la crescita è del 4%.
Il rimbalzo non è omogeneo e racconta una ripresa ancora selettiva. A trainare sono soprattutto alcuni comparti industriali legati a grandi commesse. Destatis segnala forti incrementi nella produzione di prodotti in metallo (+25,3%) e nel settore degli altri veicoli — che comprende aerei, navi, treni e mezzi militari — (+12,3%).
Friedrich Merz - esercito tedesco
Anche meccanica, apparecchiature elettriche ed elettronica contribuiscono in positivo, ma con ritmi più contenuti. Per tipologia di beni, gli ordini di beni di investimento sono saliti del 7,9%, quelli di beni intermedi dell’1% e quelli di beni di consumo dell’8,2%. La crescita riguarda sia l’estero sia il mercato interno. […]
Il dato arriva però in un contesto che resta fragile. La Germania esce da due anni di stagnazione e il mondo industriale continua a lanciare segnali di cautela. In un’intervista a Die Zeit, l’amministratore delegato di Bosch, Stefan Hartung, ha avvertito che nel 2026 la crescita rallenterà in Stati Uniti e Cina e che le prospettive per Europa e Germania «non sono rosee», citando l’impatto di dazi, barriere commerciali e concorrenza sui conti aziendali.
[…]
Il prossimo passaggio chiave sarà il 15 gennaio, quando è atteso il dato sul Pil tedesco per il 2025. Dopo il -0,2% segnato l’anno scorso e il -0,3% nel 2023, per l’anno appena concluso le stime indicano un’economia ancora in stagnazione.
FRIEDRICH MERZ URSULA VON DER LEYEN
emmanuel macron friedrich merz foto lapresse
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