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    "PIERCAVILLO" FINISCE NEI GUAI? - LA PROCURA DI BRESCIA POTREBBE INDAGARE DAVIGO PER CONCORSO IN VIOLAZIONE DEL SEGRETO D'UFFICIO, INSIEME AL PM STORARI - L'EX CONSIGLIERE DEL CSM AVREBBE SPINTO IL MAGISTRATO A CONSEGNARGLI GLI ATTI RISERVATI - SECONDO LA CIRCOLARE DEL 94, ALLA QUALE FANNO RIFERIMENTO ENTRAMBI, IN CASO DI PROBLEMI INTERNI A UN UFFICIO GIUDIZIARIO, GLI ATTI RISERVATI, POSSONO ESSERE TRASMESSI AL CSM, IN DEROGA AL SEGRETO DELLE INDAGINI, MA CON UN ESPOSTO FORMALE (CHE IN QUESTO CASO NON C'E' STATO)


     
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    Valentina Errante Claudia Guasco per "il Messaggero"

     

    PIERCAMILLO DAVIGO E SEBASTIANO ARDITA PIERCAMILLO DAVIGO E SEBASTIANO ARDITA

    Sarà la procura di Brescia a indagare sulla violazione del segreto d'ufficio che ha portato fuori dal palazzo di Giustizia di Milano i verbali dell'avvocato Piero Amara sulla presunta loggia Ungheria. Ma anche a stabilire se le preoccupazioni che avrebbero spinto il pm Paolo Storari, al momento unico indagato in questa vicenda, a consegnare gli atti secretati al collega Piercamillo Davigo, fossero fondate e se Davigo, all'epoca componente del Csm, abbia concorso nella violazione.

     

    Il procuratore Francesco Prete ripartirà da zero, dal momento che la procura di Roma, con gli interrogatori a Storari e Davigo, si è di fatto limitata a stabilire di chi fosse la competenza territoriale. L'incontro di ieri tra Prete e il procuratore di Roma Michele Prestipino ha così portato alla già annunciata trasmissione del fascicolo, dal momento che la consegna degli atti riservati è avvenuta a Milano.

    PAOLO STORARI CON IL SUO AVVOCATO PAOLO STORARI CON IL SUO AVVOCATO

     

    Mentre rimarrà a Roma l'inchiesta per calunnia a carico di Marcella Contrafatto, la segretaria dell'ex pm di Mani pulite, che ha mandato quei verbali al consigliere del Csm Nino Di Matteo, con una lettera nella quale metteva in evidenza l'inerzia del procuratore di Milano Francesco Greco rispetto a indagini così delicate.

     

    IL RUOLO DI DAVIGO

    Prete riconvocherà sia Storari che Davigo. Il pm milanese, interrogato sabato, ha consegnato a Prestipino le dieci email che, tra gennaio e aprile 2020, aveva inviato a Greco per sollecitarlo ad aprire un fascicolo sulle dichiarazioni di Amara e sulla presunta loggia che vedeva affiliati magistrati ed esponenti delle istituzioni. Ma ha anche aggiunto che lo stesso Davigo, da consigliere del Csm, lo aveva spinto a consegnargli gli atti, qualificandosi «come tecnicamente autorizzato a riceverli». Un passaggio non da poco.

     

    PAOLO STORARI PAOLO STORARI

    Ed è proprio l'eventuale azione persuasiva svolta da Davigo, che potrebbe cambiare la posizione dell'ex pm di Mani pulite, finora teste nel procedimento. Secondo la circolare del 94, alla quale fanno riferimento entrambi i protagonisti di questa vicenda, in caso di problemi interni a un ufficio giudiziario, gli atti riservati, possono essere trasmessi al Csm, in deroga al segreto delle indagini, ma con un esposto formale.

     

    Prete potrebbe quindi ipotizzare un concorso nella violazione del segreto d'ufficio nei confronti del magistrato, oramai in pensione, secondo il quale il tatto istituzionale e il timore di un disvelamento delle accuse rivolte da Amara al consigliere del Csm Sebastiano Ardita, avevano impedito di seguire le vie ufficiali.

     

    MARCO MANCINETTI E PIERCAMILLO DAVIGO MARCO MANCINETTI E PIERCAMILLO DAVIGO

    Ma c'è anche un altro passaggio, dopo avere preso quei verbali senza firma, informalmente, in una chiavetta usb, Davigo ha veicolato le informazioni su Ardita, suo ex amico e compagno di corrente, che ha già smentito ogni circostanza, non soltanto ad altri colleghi del Consiglio superiore della magistratura, ma anche con politici, come il presidente della commissione Antimafia Nicola Morra, che ha presentato due giorni fa una relazione sui fatti ai pm di Roma. Anche questa finita nel fascicolo che ora è a Brescia.

    francesco greco francesco greco

     

    LA PROCURA DI MILANO

    Intanto il procuratore generale di Milano Francesca Nanni, dopo avere ricevuto la relazione di Greco, invierà le proprie osservazioni sul caso al procuratore generale della Cassazione, Giovanni Salvi, che ha già anticipato l'avvio di un'azione disciplinare nei confronti di Storari. Il pm continua a lavorare e si dice tranquillo.

     

    Ma è probabile che le conclusioni di Nanni e la stessa relazione di Greco, che il procuratore di Milano ha già consegnato a Salvi, vengano acquisite anche da Prete. Perché le verifiche sono a tutto campo e la procura di Brescia vuole stabilire se l'intera vicenda sia stata generata davvero dall'inerzia denunciata da Storari. Per questo potrebbero essere presto sentiti anche Greco e l'aggiunto Laura Pedio, che coordinava il fascicolo su Amara affidato a Storari.

    david ermini giovanni salvi david ermini giovanni salvi

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