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Barbara Palombelli per "il Foglio"
Tre giorni fa, eravamo tutti pronti alla fuga, all'espatrio. Il nuovo Grillo-Hitler ci aveva messo in allarme. I più pessimisti avevano quasi fatto le valigie. Non si parlava d'altro: davanti alla rivoluzione minacciata in nome di un oltre-nazismo tutto da definire, a quel terrificante "li andremo a prendere a casa, uno per uno", l'idea di venire processati - sia pure via web - da un condannato per omicidio colposo qualche brivido lo provocava, nonostante tutto.
E chissà che non siano stati proprio quei processi - tutti gli italiani hanno qualche scheletrino da nascondere, tutti detestano ispezioni e controlli - a spaventare, nell'immediata vigilia. Troppa violenza, troppe minacce. L'elettore grillino per caso potrebbe essere tornato sui suoi passi e aver scelto un'astensione temporanea. Se i risultati di domenica fossero stati capovolti - Grillo 40, Renzi sotto il 30 - l'Italia che conosco si sarebbe svegliata sotto choc. Crisi dei mercati, crollo della Borsa, spread alle stelle.
Qualcuno, però, aveva un piano B. Le classi dirigenti e gli intellettuali che contano qualcosa, negli anni, hanno acquistato rifugi esteri perché, alla fine, non si può mai sapere... Eppure, dopo i risultati europei, l'intera geografia della "second life" viene rivoluzionata. La casetta a Parigi - da sempre un gadget di moda specialmente nel gruppo Espresso-Repubblica, c'era perfino un tempo la moglie di un corrispondente che trovava alloggi molto convenienti - poteva essere un'idea.
Ma oggi? Con Marine Le Pen al vertice delle preferenze francesi e un venticello antisemita piuttosto forte, chi oserà trasferirsi lassù? L'Italia per ora non sembra pericolosa, ma tra grillini e forconi resta l'interrogativo di esodati, prepensionati e amici cari: dove mettere al sicuro i risparmi e passare qualche mese dell'anno in pace, avendo qualcosa da raccontare agli amici al rientro? Scartata l'Europa continentale, ormai infestata da destre ed euroscettici, attentati e neonazisti, resterebbe Londra. Troppo cara.
Perfino Flavio Briatore sembra stia mollando le sue residenze a emiri e sceicchi. Si ripiega su Malta, isola e paradiso fiscale a due passi da casa. Un gruppetto di cinematografari sta gettando le basi lì per una nuova Capalbio (gli stessi che a Natale vanno in Kenya, rischiando magari la vita per non perdere le aragoste a 5 dollari e i massaggi allo stesso prezzo).
Chi ha solo casa in Italia, di questi tempi, è proprio fuori, out. Almeno un piccolo alloggio negli Stati Uniti, New York o Miami, bisogna averlo. Lontano, tassato sul serio, ma sicuro. Non come la Thailandia, economica ma al prezzo di un colpo di stato ogni sei mesi. I più ganzi hanno comprato, in tempi non sospetti, a poco prezzo, dalle parti di Palma, Ibiza e Formentera. Case che funzionano come residenze di vacanza, in attesa del trasferimento definitivo.
Sono zone prescelte da fighetti e finte bionde, meno intellettuali e più tacco 12, yacht e discoteche. Per chi ha meno possibilità , ci sono le spiagge - soprannominate Inps - della Tunisia e delle Canarie. Con duemila euro lorde di pensione - dicono gli espatriati - si vive alla grande, perfino con la cameriera. Alla faccia di Grillo, ci stiamo preparando. Non ci faremo processare nelle piazze, diceva Aldo Moro. Meglio le spiagge, aggiungiamo noi.
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