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E ANCHE I CANTANTI SO' DIVENTATI INUTILI - IN CIMA ALLE CLASSIFICHE ITUNES C’È EDDIE DALTON, UN CANTANTE CREATO CON L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE: LE SUE TRE CANZONI NELLA “TOP 100” HANNO VENDUTO 13MILA COPIE E TOTALIZZATO 525MILA STREAM – UN CASO CHE HA SCATENATO IL PANICO NELL’INDUSTRIA DISCOGRAFICA: ALCUNE PIATTAFORME INIZIANO A LANCIARE GLI ARTISTI GENERATI CON L’IA, INSERENDO I LORO BRANI NEI “CONSIGLI D’ASCOLTO”, GENERANDO PROFITTI A FRONTE DI UNA SPESA MINIMA – MA QUESTI “CANTANTI” SONO COPIE NON AUTORIZZATE DI ARTISTI VERI, CHE NON HANNO STRUMENTI PER CONTRASTARE IL FENOMENO… - VIDEO
Estratto dell’articolo di Andrea Silenzi per “la Repubblica”
Chi è Eddie Dalton e perché la gente parla così tanto di lui? In teoria si tratta di un cantante americano di soul-r&b, sullo stile di Sam Cooke e Otis Redding, che ha raggiunto la vetta della classifica di iTunes con il brano Another day old e che ha un altro brano nella top 10.
Complessivamente, nella top 100 compaiono tre sue canzoni. Cercare qualche nota biografica su di lui è tempo perso: non c'è nulla. Perché Eddie Dalton non esiste: è un artista creato con l'Intelligenza Artificiale.
[…] Esiste solo in termini commerciali: le tre canzoni in classifica hanno venduto 13.000 copie e totalizzato 525.000 stream. Il pubblico lo ama: su Facebook ha 230.000 follower. Un caso mediatico, ma anche un serio allarme per l'industria discografica. […]
Un caso che non arriva inatteso: solo qualche settimana fa, la Universal aveva denunciato la presenza sulle piattaforme di circa 130.000 brani fake, dalle caratteristiche somiglianti a quelle di star mondiali (tra i più "imitati" Queen, Harry Styles e Beyoncé) ma realizzati con l'IA. […]
Alcune piattaforme hanno anche lanciato artisti simili in tutto e per tutto a personaggi affermati ma totalmente inesistenti: nei "consigli di ascolto" vengono inseriti i fake che in termini di diritti non costano nulla e generano profitti. A creare Eddie Dalton è stata la Cresty Tunes, una società che ha lanciato anche altri artisti inesistenti. Sul sito ufficiale della società si legge: «Crediamo che la tecnologia sia uno strumento per l'espansione creativa, non qualcosa da contrastare.
Abbracciamo piattaforme e metodi emergenti per aiutare gli artisti a crescere più rapidamente, raggiungere un pubblico più ampio e mantenere la proprietà intellettuale. Il progresso non è il nemico, lo è la stagnazione». Amen. Come ci si può difendere da questa invasione di alieni musicali?
«Quella che sta accadendo era prevedibile - spiega a Repubblica Dargen D'Amico, che a Sanremo ha portato il brano Ai Ai dedicato proprio a questo tema - Forse ai creatori ruberà il gusto dell'immaginazione ma è un problema che non riguarda il grande pubblico, e trattandosi di industria è l'ascoltatore che deve sentirsi soddisfatto, non il creatore.
Funziona così la musica pop. Personalmente preferisco le sbavature, le profanazione delle regole alla media perfetta». […] «La musica Ai mi pare comunque un problema relativo oggi che la coalizione più democratica del mondo sta già utilizzando l'intelligenza artificiale per sganciare bombe sulle scuole e sugli ospedali, oggi che nel silenzio generale stiamo già affidando alla macchina i crimini contro l'umanità».
Soluzioni? «Impossibile disinnescare una tecnologia quando è già scappata di mano, soprattutto se è stata creata per non avere bisogno dell'uomo. Se perderemo solo l'immaginazione dovremo ritenerci fortunati».
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