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Terry Marocco per “Panorama”
«Aurelio, perdonami, ti prego». Questo è il grido di dolore di Jerry Calà, l’attore cult degli anni Ottanta che, ospite di Stintino ChiAma, evento cultural mondano creato dalla imprenditrice mecenate Martina Zanchetta, ha dichiarato qual è la sua spina nel cuore. «Anni fa gli ho fatto una scorrettezza» dice «e da allora De Laurentiis mi ha chiuso ogni porta, trattandomi molto duramente».
Che cosa è successo?
Ero il suo golden boy, grazie ai film prodotti da lui. Da Vacanze di Natale a Yuppies avevo creato il mio personaggio, ma dopo il successo era seguito un periodo di stasi.
Ed è lì che lei l’ha tradito?
Sì è vero, mi sono comportato male, ma allora ero giovane: ricevetti una proposta dai Cecchi Gori e lo mollai. Mi avevano promesso di fare i film che volevo, ma nulla accadde.
E allora tornò a Canossa da De Laurentiis e lui la lasciò in ginocchio?
Gli chiesi scusa, ma non servì a nulla, fu implacabile, iniziò a mettere il veto sul mio nome e non lavorai più come prima.
Dio perdona, De Laurentiis no?
Niente da fare: quando Carlo Vanzina girò Vacanze di Natale a Cortina mi aspettavo di esserci, ma il produttore gli aveva vietato di chiamarmi. E non fu quello il colpo più duro.
E quale fu?
Quando al Festival di Venezia dedicarono un omaggio alla commedia italiana pensavo di essere invitato. Invece l’invito non arrivò, anche lì lui disse no.
«L’estate è uno stato d’animo», è una sua frase: adesso in che mood è?
In ginocchio, voglio che mi perdoni, ma cosa ho fatto di così terribile Aurelio? Ti ho fatto guadagnare solo tanti soldi, potremmo fare insieme Yuppies 3, i fan sui social continuano a chiederlo. Ho sbagliato, lo so, ma come dice Gianluca Grignani un uomo va anche perdonato...
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