club kid

LA CANNES DEI GIUSTI – “CLUB KID”, IL FILM PIÙ ATTESO DALLA COMUNITÀ QUEER PRESENTE A CANNES (NÉ PICCOLA NÉ SILENZIOSA), È UNA BOMBA. APRE ALLA GRANDISSIMA, NEL PIENO DELLE FESTE SCATENATE DEI LOCALI QUEER AMERICANI DI DIECI ANNI FA, CON SCOPATE NEI CESSI E LA SICUREZZA CHE DI ETERO CE NE SONO POCHI. CAPITA CHE IL RE DELLE FESTE, PETER GREEN, SCOPI PER CASO UNA RAGAZZA SENZA RICORDARSI NULLA IL GIORNO DOPO. DIECI ANNI DOPO RICEVE LA VISITA DI UNA CURIOSA INGLESE NERA, CHE GLI FA UNA RIVELAZIONE E UN REGALO. LA RIVELAZIONE È CHE DIECI ANNI PRIMA NON SOLO HA SCOPATO UNA RAGAZZA, AMICA SUA, MA DA QUESTA SCOPATA È NATO UN BAMBINO. IL REGALO È PROPRIO IL RAGAZZINO. QUI PARTE UNA COMMEDIA COME LA AVREBBE POTUTA FARE CHECCO ZALONE...

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Cannes 2026 – Club Kid

Marco Giusti per Dagospia

 

jordan firstman club kid cannes 2026

“Club Kid” era il film più atteso dalla comunità queer presente a Cannes, che non è né piccola né silenziosa. E infatti, mentre al Grand Theatre Lumiere passavano le tre ore e passa del serissimo “Soudain” di Ryusuke Hamaguchi, che vedrò dopo, già salutato come capolavoro assieme a “Fatherland” di Pawel Pawlikoski, alla sala Debussy si festeggiava come si doveva l’arrivo a Un Certain Regard del giovane regista e protagonista americano, Jordan Firstman, che si è lanciato subito chiedendo quanti gay ci fossero in sala. Buona notte…

 

Finalmente ci divertiamo. Il film apre alla grandissima, nel pieno delle feste scatenate dei locali queer americani di dieci anni fa, con battute che il pubblico ha adorato. “What do we want? Drugs! - When do want them? Now!”. Quindi cocktail di coca e ketamina, scopate nei cessi e la sicurezza che di etero ce ne sono proprio pochi. “Posso portare mia cugina etero?”, chiede in una festa una ragazza.

 

club kid

Nel mezzo di tanta confusione capita che il re delle feste queer, Peter Green, interpretato da Jordan Firstman, non gay, deppiù, tanto che urla “Non ho mai toccato una figa”, altra buona battuta, scopi per caso una ragazza inglese senza ricordarsi nulla il giorno dopo. Figurarsi dieci anni dopo.

 

Eppure proprio dieci anni dopo, mentre lo troviamo messo davvero maluccio dopo tante bombe di ogni tipo, appena scaricata da Sophie, la sua socia, l’esuberante Cara Delevingne, che gli spiega “You’re a drug addict and you’ve lost the plot”, riceve la visita di una curiosa inglese nera, Edison, interpretato da Kirby Howell-Baptiste in un numero da paura, che gli fa una rivelazione e un regalo.

 

La rivelazione è che dieci anni prima non solo ha scopato una ragazza, amica sua, ma da questa scopata è nato un bambino. Il regalo, visto che la madre si è appena suicidata dopo essersi messa con un tipaccio a Londra, è proprio il ragazzino, Arlo, Reggie Absolon, un buffo, tenero inglese coi riccioli che sa tutto di Cocteau Twins e Elliott Smith, e va pazzo per New York.

 

cast club kid a cannes 2026

Gay, tossico, senza lavoro, non è che Peter si senta il padre ideale di un ragazzino di dieci anni. Edison si dissolve e Peter diventa, volente o nolente, suo padre. Qui parte una commedia come la avrebbe potuta fare Checco Zalone, in realtà sarebbe perfetto. Cioè il più tossico agitatore di feste queer di new York che educa un figlio. Non solo. Lo presenta anche alla sua comunità di amici queer, gli farà fare il dj con un trans nero enorme di nome Saffar.

 

Insomma. Il film è una bomba, e presumo che andrà benissimo in tutto il mondo. E’ decisamente meno per signore dei Parioli rispetto alle tante commedie o drammi o biopic lesbo che stiamo vedendo. Ma scivola decisamente nella commedia dopo questo grande inizio trasgressivo.

 

jordan firstman cara delevingne club kid cannes 2026

Non che sia un male, perché siamo su buoni livelli di commedia. “Facciamo gli adulti”, dice a un certo punto Cara Delevingne, “fammi due strisce”. La verità è che a farci ridere non è il rapporto tra Peter e il buffo Arlo, sapientone di musica, o la storia romantica tra Peter e un ragazzo messicano dei servizi sociali, Diego Calva, ma il fatto che i veri bambini che devono crescere sono gli adulti del film. Sono loro che piangono, che hanno crisi, che compiono sciocchezze. Sarà un successo in tutto il mondo.