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LA CANNES DEI GIUSTI - MAGARI QUESTO "FATHERLAND" DIRETTO DAL POLACCO PAWEL PAWLIKOWSKI È UN THOMAS MANN PER VECCHI SIGNORI CHE ANCORA SPERANO NEL BIANCO E NERO E PENSANO, COME NIETZSCHE, CHE SI ARRIVI A DIO ATTRAVERSO BEETHOVEN O BACH. LO PENSAVA KLAUS MANN, FIGLIO MALEDETTO DI THOMAS, CHE HA LA IDEA DI SUICIDARSI MENTRE IL PADRE E L'ADORATA SORELLA, ERIKA, SONO IN GIRO PER LA GERMANIA DEL 1948, DIVISI TRA AMERICANI E RUSSI - QUELLO CHE SEGUIAMO È IL VIAGGIO STRAZIANTE DI UN THOMAS MANN RESO DA HANNS ZIESCHLER DA MANUALE, CONTROLLATO DALLA FIGLIA ERIKA, SANDRA HULLER - UN FILM DI ALTO LIVELLO… - VIDEO
Marco Giusti per Dagospia
Finalmente si ragiona. Magari questo "Fatherland" diretto dal polacco Pawel Pawlikowski ("Guerra fredda") con una monumentale Sandra Huller, l'Hanns Zieschler di "In viaggio nel tempo" e August Diehl che ruba la scena a tutti nei primi dieci minuti di film è un Thomas Mann per vecchi signori che ancora sperano nel bianco e nero e pensano come Nietzsche che si arrivi a Dio attraverso Beethoven o attraverso Bach, come invece pensava Klaus Mann, figlio maledetto di Thomas che ha la bella idea di suicidarsi mentre il padre e l'adorata sorella, Erika, sono in giro per la Germania del 1948, divisi tra americani e russi.
Messi di fronte alla scelta: Stalin o Topolino? quando avrebbero solo voglia di tornare a casa. Ma dove è casa? In questa Germania frantumata ma ancora fascista dell'Ovest? In quella restrittiva dell'Est? Nell'America che li ha accolti per anni? A Weimar a parlare di Goethe e di Faust? Il film si apre con una strepitosa sequenza da un albergo di Cannes, con il vento che muove le palme come le muove curiosamente anche oggi.
Klaus Mann, August Diehl, parla con la sorella al telefono a Los Angeles, mentre il suo amante occasionale é steso sul letto. Si unirà a loro nel viaggio in Germania? In qualche modo si. Quello che seguiamo è il viaggio straziante di un Thomas Mann reso da Hanns Zieschler da manuale, controllato dalla figlia Erika, Sandra Huller, già moglie di Grundgens, il grande attore nazista amico di Goering descritto fa Klaus Mann in "Mephisto" e poi di Auden.
È un film di alto livello che non ci fa rimpiangere i tanti progetti su Thomas Mann che si sono tentativi e sono sempre saltati. Troppo difficili. Il triangolo tra il padre e i due figli è il cuore del film. E esplode nella scena finale dominata da Bach. Gran film.
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