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“QUELLO CHE È SUCCESSO È TERRORIZZANTE” - LORY DEL SANTO SI DICE “SCONVOLTA” DALL'INCHIESTA DELLA PROCURA DI NAPOLI SUGLI ACCESSI ABUSIVI ALLE BANCHE DATI RISERVATE, NELLA QUALE COMPARE ANCHE IL SUO NOME TRA I VIP SPIATI: “ORA CAPISCO LO STRANO FURTO DI ALCUNI MIEI BENI DI FAMIGLIA. MI SECCHEREBBE SE AVESSERO MESSO IL NASO TRA I MIEI DATI BANCARI, MA PER IL RESTO NON HO NULLA DA NASCONDERE. MAGARI CERCANO DEL MATERIALE PER RICATTARTI O PER FARTI DEL MALE. UN TORNACONTO CI DEVE ESSERE PER FORZA. ORA CAMBIERÒ TUTTE LE PASSWORD. NE INVENTERÒ DI DIFFICILISSIME. IL PROBLEMA POI SARÀ RICORDARSELE…”

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1 – LORY DEL SANTO “SCONVOLTA ORA CAPISCO LO STRANO FURTO DEI MIEI BENI DI FAMIGLIA” 

Monica Rubino per “la Repubblica” - Estratti

 

«Quello che è successo è terrorizzante». Lory Del Santo reagisce così alla notizia dell'inchiesta della Procura di Napoli sugli accessi abusivi alle banche dati riservate, nella quale compare anche il suo nome tra i vip spiati.(...)

 

L'ha colpita leggere il suo nome in questa inchiesta? 

«Moltissimo. Mi sconvolge che la privacy non esista più, a dispetto di tutte le policy che ci fanno firmare continuamente. È ridicolo: passiamo la vita ad autorizzare trattamenti dei dati e poi scopriamo che qualcuno può entrare nei sistemi e vendere informazioni riservate. È una sensazione di impotenza molto forte». 

 

Aveva mai avuto il sospetto di essere spiata o controllata? 

«No, mai in maniera precisa.  Però mi è capitato in passato un episodio molto strano che ancora oggi mi fa pensare. Avevo appena ritirato dalla banca alcuni beni di famiglia, ricordi custoditi lì da vent'anni. Li porto a casa e, guarda che combinazione, poco dopo arrivano i ladri. Me li hanno rubati. Una coincidenza davvero inquietante». 

 

Oggi i personaggi famosi sono più vulnerabili? 

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«Assolutamente sì. Noi siamo diventati ancora più esposti nell'epoca dei social e della sorveglianza digitale. Esiste una specie di Grande Fratello che ci controlla continuamente. Ogni nostro movimento lascia tracce». 

 

Che idea si è fatta di questa rete di accessi abusivi? 

«Queste persone cercano di monetizzare i dati, ma il problema non è solo economico. Con certe informazioni si può anche fare del male alle vittime. È questo che mi spaventa davvero». 

 

(...)

 

Cambierà qualcosa nelle sue abitudini? 

«Sì, cambierò tutte le password. Ne inventerò di difficilissime. Il problema poi sarà ricordarsele…». 

 

2 - LORY DEL SANTO - «FORSE VOLEVANO RICATTARMI, MA NON HO PAURA» 

Elvira Serra per il “Corriere della Sera” - Estratti

 

Lory Del Santo, c’è anche lei tra gli spiati emersi nell’inchiesta della Procura di Napoli per la quale sono indagate 85 persone e 29 sono sottoposte a misura cautelare. 

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«Non sono stata informata, me lo sta dicendo lei adesso». 

 

Che effetto le fa? 

«Certo, non è piacevole. Purtroppo al giorno d’oggi, con queste cose dell’Internet, tutto è possibile». 

 

I dati sensibili venivano rubati nei database per accedere ai quali era necessario il codice fiscale. Sono andati a frugare tra pratiche di separazioni e compravendite. Secondo lei quale suo dato potrebbe essere più interessante per i ladri informatici? 

«Non saprei. Mi seccherebbe se avessero messo il naso tra i miei dati bancari, ma per il resto non ho nulla da nascondere. Ormai ho raccontato tutto sulla mia vita, non ho scheletri o fantasmi nell’armadio. Non mi spaventa nulla». 

 

Ma perché qualcuno potrebbe essere interessato agli affari suoi? 

«La gente non sa mai cosa nascondano gli altri. Può essere stato anche solo un tentativo per capire se c’era qualcosa da scoprire sul mio conto. Queste persone non partono mai già sapendo se sotto c’è qualcosa che scotta. Magari cercano del materiale per ricattarti o per farti del male, non lo so. Un tornaconto ci deve essere per forza». 

 

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I singoli dati venivano venduti con un tariffario che andava dai 6 ai 25 euro. 

«Addirittura? Che furbata. Oramai certa gente vive spiando. Prima ti spiavano in casa e adesso con questa modalità. Del resto, il pettegolezzo è sempre stato l’anima del commercio». 

 

A lei era mai capitato? 

«Un tempo venivano a rubarti a casa gli argenti, i gioielli e i tappeti, adesso lavorano solo online. Se venissero da me a casa, per dire, non troverebbero un bel niente, neanche un euro. Mi hanno rubato già tutto». 

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Quando? 

«Anni fa, prima del Covid. Erano arrivati in quattro, a casa mia, erano entrati dal terzo piano. (...)

«Sì, ladri acrobati come quelli del circo. E hanno fatto piazza pulita. Io quella sera ero uscita a cena. Pensare che non esco mai, non so come facessero a sapere che quella sera uscivo (...) Oppure una talpa. Un’amica mi aveva invitata a cena con il fidanzato». 

 

E nessuno li ha visti? 

«Era buio, però se ne è accorta la portinaia mentre rientrava a casa in bicicletta. È stata lei a dare l’allarme, mentre quelli fuggivano dalle scale. Da allora hanno messo le telecamere al palazzo. Peccato che le mettano sempre dopo, mai prima...». 

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