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IL CINEMA DEI GIUSTI – "THE INVITE" È QUALCOSA IN PIÙ DI UN REMAKE RIUSCITO DELLA COMMEDIA SPAGNOLA “SENTIMENTAL”: È UN PICCOLO MIRACOLO DI PERFEZIONE E DI DIVERTIMENTO – SETH ROGEN E OLIVIA WILDE SONO JOE E ANGELA, UNA COPPIA SESSUALMENTE REPRESSA CHE HA INVITATO A CENA I VICINI SCOPATORI, CHE SONO SCAMBISTI E FANNO SESSO DI GRUPPO - QUESTO TURBA E ECCITA NELLO STESSO TEMPO I DUE, CHE SI VORREBBERO BUTTARE CON LORO NELLA MASCHIA, MA HANNO PESANTI ZAVORRE PSICOLOGICHE DA SMALTIRE. LA SITUAZIONE, DA LEGGERA, SI FARÀ DRAMMATICA, MA ALMENO… - VIDEO

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Marco Giusti per Dagospia

 

Benché sia il quarto remake di una celebre commedia del prolifico regista e sceneggiatore spagnolo Cesc Gay, “Sentimental”, con Javier Camara, Griselda Siciliani, Belen Cuesta, girata anche in Italia come “Vicini di casa” con Claudio Bisio, Vittoria Puccini, Valentina Lodovini, Vinicio Marchioni,

 

e benché il precedente film di Olivia Wilde da regista, “Don’t Worry, Darling” con Florence Pugh e Harry Styles, che si esibivano in una grande scena di leccamento (lui di lei) sul tavolo da cucina, qui solo accennata, abbia avuto qualche problemino, devo dire che questo “The Invite – Il piacere è tutto nostro”, opera seconda della Wilde, è davvero un piccolo miracolo di perfezione e di divertimento.

 

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 Intanto diciamo che attori sono tutti bravissimi. Seth Rogen, che avrete conosciuto per la sua serie di successo “The Studio”, dove recitava anche la Wilde, fa un marito infelice, Joe, che insegna musica in una scuola di merda a San Francisco, che non tromba da tempo con la moglie, rockettaro fallito, che ha da dire su tutto e vorrebbe solo rimanere chiuso in casa davanti a un piano che non suona più, non ci fa rimpiangere il sublime Javier Camara, sembra un po’ il Verdone di qualche anno fa, alterna simpatia, repressione, autocommiserazione in un gioco molto sottile di recitazione.

 

Olivia Wilde, che è la moglie Angela, è sua succube, ma ugualmente repressa sessualmente, attirata dai vicini scopatori, che ha invitato malauguratamente a cena. Edward Norton è Hawk, il vicino scopatore, ex-pompiere con un passato doloroso e una vita che nuova che ha appena iniziato.

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Ma la vera bomba, del film, è Penelope Cruz in versione bionda come Pina, la sua compagna, una specie di dea del sesso che Joe, maschio medio, già vede come inarrivabile, e forse anche Angela la vede come inarrivabile. Proprio Angela ha infatti invitato a cena Pina e Hawk alla faccia di Joe, che avrebbe preferito rimanere solo a casa, anche se a metà della conversazione tra vicini si viene a scoprire che il sesso è la chiave di questo invito e di tutta la serata.

 

Perché Pina e Hawk sono scambisti, fanno sesso di gruppo, 4-6-anche 10 persone assieme. E questo turba e eccita nello stesso tempo i repressi vicini Joe e Angela, che si vorrebbero buttare con loro nella maschia, ma hanno pesanti zavorre psicologiche da smaltire. La situazione, da leggera, si farà drammatica, ma almeno tutti i personaggi si chiariranno.

 

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Riscritto da due giovani star della sceneggiatura, Will McCormick, premio Oscar, e Rashida Jones, figlia del compositore Quincy Jones, che già avevano scritto assieme “Toy Story 4” e “Separati innamorati”, messo in scena dalla Wilde dando molto spazio anche all’improvvisazione degli attori, dedicato alla appena scomparsa Diane Keaton, prima donna a dar voce a personaggi femminili non in linea con quello che voleva Hollywood e il cinema maschile americano, “The Invite”, che è sfuggito all’orrendo streaming imposto dalle Majors solo grazie alla A24, che lo ha comprato per 12 milioni di dollari dopo l’anteprima al Sundance e lo ha imposto in sala, è qualcosa in più di una commedia-remake riuscita.

 

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Proprio perché Olivia Wilde rielabora il testo coi suoi sceneggiatori e i suoi attori fino a farne un’opera che non si limita alla solita commedia coi quarantenni in crisi. Va in profondità nei personaggi e nei rapporti tra di loro, facendone uscire conflitti e problemi.

 

 Tra la dedica a Diane Keaton, con la quale la Wilde recitò da figlia in “Natale all’improvviso”, un demo finale di Joni Mitchell e Graham Nash, la costruzione della coppia esplosiva Penelope Cruz-Seth Rogen, è una commedia sofistica e intelligente che merita qualcosa di più della decina di spettatori che ho visto ieri al Barberini alla proiezione in versione originale delle 19. Scordavo. Meglio vederlo in versione originale, perché Penelope Cruz e Edward Norton passano costantemente dall’inglese allo spagnolo con grande divertimento.   

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