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TRUMP E’ IL SOLITO CIARLATANO (E FIGLIO DI PUTIN) - IL CONGRESSO AMERICANO SPINGE TRUMP AD ADOTTARE NUOVE SANZIONI ALLA RUSSIA MA LO SVALVOLATO DELLA CASA BIANCA TRAMA SOTTO BANCO PER FIRMARE ACCORDI COMMERCIALI CON PUTIN - SECONDO IL “NEW YORK TIMES”, IL CALIGOLA DI MAR A-LAGO SAREBBE DISPOSTO A SIGLARE INTESE CON MOSCA PRIMA DELLA FINE DELLA GUERRA IN UCRAINA - LA CAMERA DEI RAPPRESENTANTI HA APPROVATO UNA LEGGE CHE COLPISCE IL SETTORE ENERGETICO RUSSO E PREVEDE SANZIONI PER I COLLABORATORI DI PUTIN. LA FREGATURA? IL PROVVEDIMENTO DEVE ESSERE FIRMATO DA TRUMP, CHE PUO’ OPPORSI CON UN VETO…
1 - LA SPINTA DEL CONGRESSO USA PER LE SANZIONI ALLA RUSSIA IL CREMLINO: LA PACE SI COMPLICA
Estratto dall’articolo di Giuseppe Sarcina per il “Corriere della Sera”
Il Congresso degli Stati Uniti spinge Donald Trump ad adottare una posizione più dura nei confronti di Vladimir Putin. Ieri la Camera dei Rappresentanti ha approvato la legge che colpisce il settore energetico, la base materiale della Federazione Russa.
Sono previste sanzioni a carico dei collaboratori di Putin, istituzioni finanziarie e armatori che gestiscono le esportazioni di gas e petrolio. Inoltre, il presidente degli Stati Uniti avrà la facoltà di imporre dazi fino al 100% del valore sulle merci degli Stati che acquistano idrocarburi dalla Russia.
In cima alla lista ci sono, naturalmente, Cina e India. Il provvedimento ha compiuto un lungo percorso prima di arrivare, forse, al capolinea. [...] Il Senato ha dato il via libera il 7 agosto scorso a larga maggioranza: 86 contro 11. Ieri la Camera, controllata dai repubblicani, ha espresso 262 voti a favore (compresi 58 democratici) e 159 contrari.
Ora, però, la norma dovrà essere firmata da Trump. Come sempre, ogni scenario è possibile. Va ricordato che il presidente può bloccare la promulgazione. Il veto della Casa Bianca può essere superato con il sì dei due terzi dei parlamentari sia al Senato che alla Camera.
Sulla carta, se i democratici si mobilitano, i numeri ci sarebbero. Vedremo. Nel frattempo, il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, avverte: «L’introduzione di ulteriori sanzioni infernali da parte degli Stati Uniti complicherebbe senza dubbio gli sforzi per trovare una soluzione pacifica in Ucraina». [...]
donald trump convention del partito repubblicano a dallas, texas
Soddisfatto, naturalmente, il leader ucraino Volodymyr Zelensky: «Queste sanzioni costituiscono uno strumento molto potente, ringrazio il Congresso americano». Giudizio positivo anche da parte della presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, che nei mesi scorsi aveva mantenuto uno stretto raccordo con lo stesso Graham e altri parlamentari americani.
In serata, la numero uno della Commissione ha annunciato che oggi la Ue consegnerà altri 3,3 miliardi di euro all’Ucraina per l’acquisto di droni e missili.
Poco prima, von der Leyen aveva parlato al telefono con Zelensky. Il leader ucraino sta premendo in tutte le direzioni per ottenere aiuti militari: l’urgenza era e resta la contraerea. [...]
2 - NYT, TRUMP VALUTA ACCORDI COMMERCIALI CON PUTIN PRIMA DELLA FINE DELLA GUERRA
(ANSA) - La Casa Bianca sta valutando la possibilità di firmare accordi economici con la Russia prima della fine della guerra in Ucraina. Lo scrive il New York Times, citando "due fonti vicine ai colloqui". Secondo il Nyt, ciò è in contrasto con l'approccio sostenuto finora secondo cui solo una maggiore pressione economica e militare sul presidente russo, Vladimir Putin, può costringerlo a scendere a compromessi. Tuttavia, gli Usa ritiengono che la cooperazione economica possa diventare uno degli strumenti per far progredire i negoziati e convincere i falchi anti-americani della cerchia di Putin che Trump vuole instaurare nuove relazioni.
vladimir putin donald trump anchorage alaska 1 foto lapresse
Secondo il Nyt, questi sono possibili accordi che Washington potrebbe concludere con Mosca a prescindere dal raggiungimento o meno di un accordo di pace completo sull'Ucraina. Ciò riflette il desiderio di Trump di proseguire contemporaneamente i negoziati con il Cremlino e di cercare opportunità per ristabilire le relazioni economiche con la Russia.
Tuttavia, all'interno dell'amministrazione statunitense non c'è un accordo unanime sulla rapidità con cui tali accordi con Mosca dovrebbero essere raggiunti. Alcuni funzionari ritengono che fornire alla Russia incentivi economici fino alla fine della guerra potrebbe indebolire la sua capacità di esercitare pressioni sul Cremlino.
vladimir putin donald trump anchorage, alaska foto lapresse
Secondo il New York Times, tra le possibili aree di cooperazione prese in considerazione figurano l'energia, gli investimenti e altri settori in cui le imprese americane e russe potrebbero potenzialmente riprendere a interagire.
Allo stesso tempo, qualsiasi accordo economico serio dipenderà dal regime di sanzioni statunitensi. Alcune restrizioni contro la Russia rimangono in vigore e una nuova iniziativa del Congresso degli Stati Uniti prevede ulteriori pressioni sul settore energetico russo e su altre fonti di entrate del Cremlino.
donald trump vladimir putin anchorage, alaska foto lapresse
vladimir putin donald trump anchorage alaska 3 foto lapresse
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