1- IL DERBY TRISTE DI BANKITALIA TRA IL DRAGHIANO SACCOMANNI E IL TREMONTINO GRILLI E POCO IMPORTA SE LA DIFFERENZA TRA I CANDIDATI PSEUDO-TECNOCRATI NON È DI MATRICE CULTURALE O POLITICA, MA SOLO FEUDALE. NEL SENSO DI CHI È FEDELE A CHI 2- NOSFERATU MARPIONNE INSISTE: "IN AMERICA CON I SINDACATI NON C'È UN DISCORSO IDEOLOGICO QUI DA NOI INVECE SÌ". INFATTI A DETROIT HA DOVUTO CALARE LE BRAGHE 3- CI SONO DETTAGLI CHE RIVELANO IL SENTIMENTO DI UNA STAGIONE. LA CROCIERA DEL PDL SI FERMERÀ A SALÒ. IL SECONDO È IL (DECRETO) BAVAGLIO. IL BANANA E BOSSI AVREBBERO PIÙ CHE ALTRO BISOGNO DEL BAVAGLIOLO, CONSIDERATE L’ETÀ E LE CONDIZIONI 4- GROSSA SCOPERTA DEI GIUDICI DEL RIESAME DI NAPOLI: “BERLUSCONI SAPEVA DELLE ESCORT E PAGAVA TARANTINI PER NON PARLARE”. MA IL PEGGIO DEVE ARRIVARE: “IL PREMIER RISCHIA IL REATO DI CORRUZIONE PER LO SCAMBIO TRA APPALTI E SESSO MERCENARIO”

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a cura di Minimo Riserbo e Pippo il Patriota

1- GLI ULTIMI GIORNI DI SALO'...
Ci sono dettagli che rivelano il sentimento di una stagione. Oggi ce ne sono almeno un paio. Il primo è quel colonnino a pagina 13 del Corriere delle Elite corrucciate dal quale si apprende che la crociera del Pdl si fermerà a Salò. Il secondo è lo strumento usato dal Cavalier Pompetta e dal Dito Medio di Bossi per salvaguardare il loro Patto della Prostata: il (decreto) bavaglio. Avrebbero più che altro bisogno loro del bavagliolo, considerate l'età e le condizioni.

E il Sire di Hardcore, che dei due sembra il più in gamba, se il suo bavagliolo se lo stringesse intorno al collo almeno eviterebbe che la catenina con il crocifisso finisca tra le tette della prima zoccola che gli portano. Anche perché oggi il compagno Bagnasko dice che "al Paese serve un retto vivere". Non un "vivere eretto".

Il terzo segnale del finale di regime è nel racconto (più foto) spedito al Cetriolo Quotidiano (!!!) da un imprenditore veneto con tessera Feccia Alata, che ieri ha assistito alla cafonaggine e all'arroganza di un onorevole leghista e del mitico avvocato-deputato Paniz, nella saletta vip del Marco Polo (p. 4).

2- NANO LIBERA TUTTI...
Grossa scoperta dei giudici del Riesame di Napoli: "Berlusconi sapeva delle escort e pagava Tarantini per non parlare". Nelle motivazioni del Riesame Lavitola complice del premier" (Repubblica, p. 2). E come spiega bene Giuliano Foschini, "il premier rischia il reato di corruzione per lo scambio tra appalti e sesso mercenario" (p. 4).

Sul Corriere, Giovanni Bianconi usa fiuto e preparazione giuridica per indicare che nel "gioco dell'oca delle Procure che porta a Bari" ce n'è una che per ora sta a guardare ma che alla fine potrebbe essere il porto finale: Lecce, competente a indagare sulle faide tra toghe baresi (pp. 1-9). Mentre Marco Lillo e Ferruccio Sansa spiegano che "se a Bari riarrestano Lavitola, Berlusconi rischia grosso" (CQ, p. 6). Peccato che nessuno lo stia cercando seriamente, a parte Mitraglietta Mentana.

In ogni caso, per evitare altri guai sulle intercettazioni telefoniche (siano sempre Laudati gli omissis!) il pdl ci riprova con la legge bavaglio contro la libertà di stampa (Repubblica, p. 1). Si faranno del male anche questa volta perché quella legge pensata dai vari Alfano, Ghedini, Paniz, Costa, Longo, Bruno e Santelli, ha un serio problema: porta una sfiga pazzesca. Certo, altro che festeggiamenti per i 150 anni dell'unità d'Italia. Se ci guardiamo indietro vediamo che un tempo, alle Camere, sedevano avvocati come Francesco Saverio Merlino e Filippo Turati. Oggi al massimo, abbiamo Gaetano Pecorella.

3- ULTIME DAL VENTENNIO A COLORI...
"Il mattinale, la super velina che piace a B.. Ogni giorno un documento indica agli eletti del Pdl la linea politica. Su Bagnasco dire: la critica è a quei partiti che si trasformano in comitati d'affari, come il caso Serravalle". Sul Cetriolo Quotidiano, Caterina Perniconi ridicolizza la piccola fabbrica delle Santadechè e degli Straccia-danio (p. 8).

4- IL DERBY TRISTE DI VIA NAZIONALE...
Pare che un giornale serio debba schierarsi, al momento della scelta del governatore di Bankitalia, pena il sembrare fuori dai giochi. E poco importa se la differenza tra i candidati pseudo-tecnocrati non è di matrice culturale o politica, ma solo feudale. Nel senso di chi è (e sarà) fedele a chi. Il Corriere delle banche azioniste segue con trasporto: "Banca d'Italia, ultimo scontro. Saccomanni vicino alla nomina ma Tremonti insiste su Grilli" (p.1). Dentro, Francesco Verderami sostiene che "il Cavaliere prende tempo, ma avrebbe rassicurato Tremonti sul nome di Grilli" (p. 3).

I Republicones dell'Ingegner Cidibbì, pallidi spettatori capalbiesi, registrano che "torna in bilico la candidatura di Saccomanni" e buttano lì che lo stesso Tremonti avrebbe pronta la candidatura di un terzo uomo, per ora misterioso (p. 7). La Stampa sostiene che "il lungo scontro su Bankitalia irrita il Capo dello Stato", ma soprattutto fa i nomi del possibile "terzo uomo": il bocconiano Guido Tabellini e l'aristo-catto Lorenzo Bini Smaghi (p. 3).

Chi scrive non dimenticherà mai la postura e la faccia di Grilli, qualche anno fa a Washington, mentre si faceva sgridare come un bambino a Villa Firenze da uno Spaventa in evidente congiuntura alcolica.

5- IL WELFARE MODERNO E L'ITALIETTA DI DE AMICIS...
Titolo del Corriere delle banche creditrici a pagina 6: "Marchionne all'Aquila: è ora di fare squadra e ritrovare credibilità". L'ad Fiat con John Elkann all'inaugurazione dell'asilo donato dall'azienda". Ma il meglio, viste le banalità strologate, è la fotografia con gli incolpevoli bambini aquilani. Perché a parte il lessico da smontezemolato in gita, la postura del Marpionne è degna di Nosferatu, mentre sullo sfondo Yacht Elkann sembra il paparino felice di uno dei bambini contenti che gira sulla mini 500. E non l'azionista di Nosferatu.

E a proposito di Lingotto, su Illustrato Fiat (p.35) sotto il titolo "Fiat continuerà a crescere in Turchia" si legge un gaio sommarietto: "In America con i sindacati non c'è un discorso ideologico qui da noi invece sì". Infatti in America ha dovuto calare le braghe.

6- DISECONOMY...
Sul Corriere delle banche concorrenti, Massimo Mucchetti attacca pesantemente "le clientele di Piazza Meda" e, tra le righe, si capisce che alla Popolare di Milano avrebbe gradito il via libera a Matteo Arpe. Di sicuro ha ragione quando ironizza sul ricorso dei sindacalisti-azionisti a vecchi arnesi bancari come Salvatori e Croff in veste di foglie di fico (p. 33).

7- DEODORATE L'ARIA (BAGNASKO DIXIT)...
la doppia pagina centrale del Cetriolo Quotidiano è un bel poster di Vauro, che raffigura il Porno Stato di Patonza da Volpedo. Alla Cei apprezzeranno la raffigurazione della Minetti.

8- A.G.A.D.U. A.G.A.D.U. A.G.A.D.U...
Si avvisano i signori naviganti verso i lidi celesti che dal 29 settembre al 2 ottobre devono recarsi a "Torino Spiritualità", come da avviso pubblicato a pagina 40 del Corriere della Sera.