POSTA FLASH! – RICCARDO CHIABERGE: “CARO DAGO, CACCIARI L’AVEVA GIÀ DETTO NEL MAGGIO 1968, QUANDO…
IL DIVANO DEI GIUSTI - PER I CINEFILI C’È UNA BELLA SORPRESA STASERA, IL BELLO, MA SFORTUNATO “ARMAGEDDON TIME”. NON SARÀ UN CAPOLAVORO MA POCO CI MANCA – ALTERNATIVE? DIREI “INDIANA JONES E IL QUADRANTE DEL DESTINO”, CON HARRISON FORD 80ENNE CHE SEMBRA CORRADO AUGIAS IN LOTTA COI PALINSESTI DELLA NUOVA RAI MELONIANA. HO TROVATO CARINO ANCHE “PARE PARECCHIO PARIGI” – NELLA NOTTE TORNA “JOJO RABBIT”, SU UN BAMBINO DI 10 ANNI CRESCIUTO NELLA GERMANIA NAZISTA COME PICCOLO HITLER JUGEND CHE HA COME AMICO IMMAGINARIO ADOLF HITLER – OCCHIO ANCHE AL L’OTTIMO “LITTLE MISS SUNSHINE” E ALLO STRACULTISSIMO “CALDE LABBRA”… - VIDEO
Marco Giusti per Dagospia
Che vediamo stasera in chiaro? Per i cinefili c’è una bella sorpresa, un bel film, ma sfortunato, di James Gray in prima visione assoluta su Iris alle 21, 15, “Armageddon Time – Il tempo dell’apocalisse”, scritto e diretto da James Gray nel 2021, con il Jeremy Strong di “Succession”, l’Anne Hathaway del Diavolo veste Prada, Anthony Hopkins e il piccolo incantevole Banks Repeta.
Presentato a Cannes in gran pompa qualche anno fa, ma presto declassato assieme a molti altri film come non adatto alla corsa all’Oscar, troppo politico, "Armageddon Time” del sofisticato James Gray (“Two Lovers”, “Ad Astra”) è una “quasi” autobiografia su come si cresceva coi privilegi dei bianchi ricchi a scuola e a casa nel Queens degli anni '80, e dove si capisce come il razzismo e il trumpismo che hanno vinto nel paese negli ultimi anni nascessero proprio da lì, dalla New York più profonda dei privilegiati, delle scuole private dei Trump dove venivano formate le élite che avrebbero governato non solo il paese.
E questo accadeva proprio negli anni dell'elezione a presidente di Ronald Reagan con la paura di un armageddon time, come da titolo, causato da neri, latini e democratici. Tra i critici americani che lo considerano un capolavoro, a cominciare da quelli del New Yorker e quelli europei che lo vedono piuttosto come un appuntamento mancato, lo trovai un bellissimo, incantevole film che ha i tempi, l'intelligenza e l'attenzione di un autore colto e profondamente umano, su un ragazzino ebreo che cerca di capire se stesso e il suo posto in un paese diviso tra l'ascesa di Reagan, l'arrivo dei computer e quello dell'hip-hop della Sugarhill Gang e di Kurtis Blow.
Una sorta di “The Fabelmans” di Spielberg più impegnato, insomma. Aiutato dal meraviglioso e saggio nonno, un Anthony Hopkins in stato di grazia, figlio di una profuga ebrea ucraina arrivata tanti anni prima a Ellis Island, da una madre, Anne Hathaway, troppo intellettuale e professorina per capirlo e un padre, Jeremy Strong, ragazzo povero, che ancora sta cercando il suo ruolo in un'America divisa amaramente tra classi e razze, in una società profondamente ingiusta dove si va avanti solo col potere e il successo e la voglia di fare l'artista del figlio è vista come inutile, per non parlare della sua amicizia con un ragazzetto nero che lo porta a fumare spinelli e progettare fughe chissà dove.
Con un grande impianto visivo di Darius Khondj e una sceneggiatura dove ogni battuta ha il suo peso per spiegare il momento storico e i rapporti tra i personaggi, magari non ha una trama da film Netflix o da cafonata televisiva, ma per lo spettatore attento è una continua sorpresa e tutta la costruzione politica che deve spiegarci da dove nasce il trumpismo profondo della classe dirigente americana è clamorosa. Non sarà un capolavoro ma poco ci manca. E tutti gli attori da Hopkins al ragazzino protagonista, da Jeremy Strong al cammeo di Jessica Chastain come Marianne Trump fenomenali.
indiana jones e il quadrante del destino 9
Alternative? Direi su Canale 5 alle 21, 20 “Indiana Jones e il quadrante del destino”, il quinto e ultimo capitolo della saga di Indiana Jones con un Harrison Ford ottantenne, diretto non da Steven Spielberg, qui solo produttore esecutivo insieme a George Lucas, ma dall’ottimo James Mangold di “Logan” e “Quel treno per Yuma”, con le musiche di John Williams, altro ottantenne. Avevamo dubitato dopo la pioggia di critiche negative che aveva ottenuto il film.
A Cannes fu un massacro. Con tanto di polemiche sul fatto che era inutile farlo vedere così tanto tempo prima sapendo che non era un film del tutto riuscito. E infatti alla fine Hollywood ha deciso di lasciar perdere i festival per i kolossal di questo tipo.
indiana jones e il quadrante del destino 5
Confesso, scrivevo quando lo vidi, che mi sono terribilmente intristito già a vedere la lunga sequenza inziale con Harrison Ford de-aged, ringiovanito con l’AI (aiuto!), assieme a un pur grande Toby Jones come professor Shaw, a caccia del quadrante del destino di Archimede, che non veniva trattato dal cinema dai tempi del vecchio, e brutto, “L’assedio di Siracusa” di Pietro Francisci con Rossano Brazzi, che lottano coi nazisti, Thomas Kretschman e Mads Mikkelsen su un treno carico di capolavori dell’antichità voluti da Hitler.
Ma quando parte il film, con Indiana Jones diventato il vecchio professor Jones a New York nel 1969, il giorno dell’allunaggio, che è anche il giorno del suo pensionamento e quello in cui torna a confrontarsi col cattivissimo dottor Voller, Mads Mikkelsen, che ha sì costruito il razzo per andare sulla luna, come von Braun, ma è ancora a caccia della metà del quadrante di Archimede e ha un progettino di riscrivere la storia con la vittoria della Germania, è andata ancora peggio.
indiana jones e il quadrante del destino 3
Perché mi sono terribilmente annoiato. Dove è finito tutto lo charme dei vecchi film di Indiana Jones? Ok. La musica di John Williams è ancora meravigliosa. E’ riuscito a comporre una partitura nuova spettacolare per questa quinta avventura. Il cappello, il giubbotto e la frusta saranno più o meno gli stessi, ma solo a tratti Harrison Ford, che sia in mutande o vestito da Indiana Jones riesce a ricostruire il fascino di allora.
Sembra Corrado Augias in lotta coi palinsesti della nuova Rai meloniana, scrivevo. E, comunque, meglio vederlo con Toby Jones a suo fianco, bravissimo, che con la asessuata figlia del dottor Shaw, Helena, interpretata dalla Phoebe Waller-Bridge di “Fleabag”, che si trascina dietro un ragazzino marocchino, Ethan Isidore, a imitazione dei tanti ragazzini dei film di Indiana Jones.
Per fortuna che i ben quattro sceneggiatori gli regalano qualche buona battuta (“Io ho bevuto il sangue di Kalì, sono stato ferito nove volte”), ma non gli crediamo quando tira i pugni contro i cattivi e corre dio qua o di là. Mads Mikkelsen funziona, e anche il cattivo gigantesco bondiano di Olivier Richters, ma sono privi di qualsiasi ironia. Certo. Sono nazisti. La storia è ridicola, la ragazza non funziona benissimo.
E ancor meno certe apparizioni che dovrebbero essere eccellente, come Antonio Banderas che si riconosce appena come sub spagnolo nei mari greci. Non parliamo poi dell’Archimede barbuto di Nasser Memarza, che ci fa rimpiangere Rossano Brazzi.
indiana jones e il quadrante del destino 2
Ma in generale, nonostante l’attenzione di James Mangold e dei suoi sceneggiatori, è un film di scarso fascino, troppo violento per essere divertente, dove ti annoiano anche i ragni e gli insetti fetenti che attaccano i nostri eroi nelle caverne siciliane e dove risulta ridicolo il ritrovamento della tomba di Archimede, cercata per 2000 anni, scoperta da Indy in dieci secondi in quel di Siracusa neanche fosse stata un’attrazione per turisti, per non parlare dei viaggi nel tempo che dovrebbero condurci al giusto finale.
Ma confesso che tutto questo uccidere mi dà parecchia noia. Mi piacciono certi vecchi recuperi, il favoloso Sallah di John Rhys Davies e la sempre incantevole Karen Allen come Marian. Alla fine mi piace Harrison Ford in mutande, mi piace quando scende dai vicini con la mazza perché fanno casino, mi piace la scena con Karen Allen, adoro Toby Jones. Frammenti, non un film. Ma avrà ancora un pubblico?
Italia 1 alle 21, 25 passa il primo film di Aldo Giovanni e Giacomo, “Tre uomini e una gamba”, prodotto da Paolo Guerra, il loro manager, che non aveva mai fatto un film in vita sua ma capì che non doveva affidarli a altri produttori, dovevano rimanere in famiglia. Tutto o quasi girato in macchina. Con Marina Massironi, Carlo Croccolo e la gamba di legno. Un successo alla Checco Zalone, che gli deve parecchio. A Aldo.
Ho trovato carino “Pare parecchio Parigi” di Leonardo Pieraccioni con Leonardo Pieraccioni, Chiara Francini, Nino Frassica, Giulia Bevilacqua, Massimo Ceccherini e Gianna Giachetti, Rai Uno alle 21, 30. “Pourquoi?... “Ma pourquoi la maiala de tu ma’”.
Ci siamo. Dopo anni di cinema parolacciaro al maschile, questo “Pare parecchio Parigi”, lancia con Chiara Francini il cinema comico parolacciaro al femminile. Non solo. Visto che Chiara, fanciulla di Campo Bisenzio (che il Monni chiamava Champs sur le Bisence), fa il suo esordio in scena trombando un ragazzetto e contemporaneamente rispondendo al telefono e dando quindi ordini contrastanti tra chi la ascolta e chi la tromba.
E’ uno dei punti di maggior forza del film, assolutamente sgangherato, ma piacevole e divertente, che rimodella per lo schermo la vera storia dei due fratelli Bugli, fiorentini, che, nel 1982, convinsero il padre infermo e moribondo di portarlo a Parigi su un caravan, mentre non si muovevano dalle colline della città.
L’idea, devo dire, non è male, anche se ricordiamo una simile in “Gallo cedrone” di Carlo Verdone, e anche se i tre sceneggiatori, cioè Pieraccioni, Filippo Bologna e Alessandro Riccio, non si sforzano di costruire qualcosa attorno al viaggio che dia maggiore consistenza alle figurine fuori e dentro il caravan. Al posto dei due fratelli protagonisti della storia originale qui ne abbiamo tre, uno maschio, il Bernardo cavallaro di Pieraccioni, e due femmine, l’estetista trombante Giovanna di Chiara Francini, e la capo cantiere lesbica Ivana di Giulia Bevilacqua.
Assieme mettono insieme quel che lo stesso protagonista definisce nel film “un Truman Show alla Scandicci”, un finto viaggio a Parigi per far contento il vecchio padre malato e mezzo cieco, un Nino Frassica clamorosamente senza baffi e assolutamente in forma, che non nasconde affatto il dialetto siciliano.
Nemici del gruppetto sono una terribile coppia madre-figlio formato dalla gloriosa Gianna Giachetti e Massimo Ceccherini, redneck toscano con coda di cavallo e carabina, e una coppia di carabinieri da ridere che grazie a una giornalista del Tg3 toscana renderà pubblica la storia della famiglia in finto viaggio per Parigi. Poteva esser meglio, ma Chiara fa ridere e Cecche e la mamma trucidona di Gianna Giachetti, mitica attrice fiorentina, più vicina ai 90 che agli 80, molto attiva tra teatro e cinema fin dalla fine degli anni ’50, pure. Mi ha detto Ciro Ippolito che da giovane era bellissima…
Alternative? Su mediaset Italia 2 alle 21 passa il film di squali “Blu profondo 2” di Darin Scott con Danielle Savre, Rob Mayes, Michael Beach, Nathan Lynn, Kim Syster, Jeremy Boado. Su Canale 27 alle 21, 10 avete “Il principe delle donne” di Reginald Hudlin con Eddie Murphy, Robin Givens, Halle Berry, David Alan Grier.
Un classico. Rai Movie alle 21, 10 propone un thriller diretto da Philip Kaufman, “La tela dell’assassino” con Ashley Judd, Samuel L. Jackson, Andy Garcia, David Strathairn. C’è chi l’ha visto tre quattro volte e lo prende sempre per nuovo. Canale 20 alle 21, 10 presenta il divertente, fracassone, tutto bang bang “Shoot 'Em Up – Spara o muori” di Michael Davis con Clive Owen, Paul Giamatti, Monica Bellucci, Stephen McHattie, Greg Bryk, Daniel Pilon.
La diva italiana e l'attore inglese sono una prostituta di buon cuore e un eroe divora-carote che si amano fra pallottole e sangue. La cosa migliore è prenderlo come un cartoon. Altrimenti diventa difficile digerire un film dove l'ineffabile Mr. Smith di Clive Owen elimina ben cento avversari in un mare di sangue.
Su La7 Cinema alle 21, 15 trovate la commedia sentimentale “ Bad Teacher – Una cattiva maestra” di Jake Kasdan con Cameron Diaz, Justin Timberlake, Lucy Punch, Jason Segel, Phyllis Smith. Su Cielo alle 21, 20 è la volta di “Honest Thief” di Mark Williams con Liam Neeson, Kate Walsh, Jai Courtney, Jeffrey Donovan, Anthony Ramos, Robert Patrick. Liam Neeson non è mai del tutto cattivo. Si sa.
Passiamo alla seconda serata con “A proposito di Steve” di Phil Traill con Sandra Bullock, Thomas Haden Church, Bradley Cooper, Ken Jeong, DJ Qualls, Katy Mixon. Leggo che è bruttissimo. Tv2000 alle 23 passa “Jojo Rabbit”, stravaganza riuscita di Taika Waititi con Roman Griffin Davis, Thomasin McKenzie, Taika Waititi, Scarlett Johansson, Sam Rockwell. Intanto un film che inizia con “I Want to Hold Your Hand” dei Beatles in tedesco (Komm, gib mir deine Hand) e chiude con “Heroes” di David Bowie sempre in tedesco (Helden), non può che farci piangere.
Come se non bastassero, sentiamo anche “I Don’t Want Grow Up” di Tom Waits e “Mama” di Roy Orbison. Quanto alla stravaganza dell’idea, quella di costruire un film, su un bambino di 10 anni, il piccolo Jojo, interpretato da Roman Griffin Davis, cresciuto nella Germania nazista come piccolo Hitler Jugend che ha come amico immaginario Adolf Hitler, diciamo che non sarà tipico humour ebreo, ma forse tipico humour maori-ebreo, perché il regista, Taika Waititi, celebrato per il fracassone Thor: Ragnarok, ma anche per i suoi primi e più stravaganti film girati in Nuova Zelanda, qui anche sceneggiatore e attore nel ruolo di Adolf Hitler, è appunto di padre maori e di mamma ebrea.
Di fatto tutto il film è pieno di amore per la mamma del piccolo Jojo, interpretata da un’incantevole Scarlett Johansson, con le sue scarpette bianche e marroni e il suo buffo cappellino. Siamo in una non meglio identificata cittadina tedesca nel 1944, coi tedeschi che già sanno di perdere la guerra e russi e americani ormai alle porte. Jojo si prepara alla guerra con altri bambini agli ordini di un capitano con un occhio solo non particolarmente convinto, il grande Sam Rockwell, aiutato da una specie di aiutante non meno sballato, l’Alfie Allen di Games of Throne.
La mamma di Jojo, dovendo crescere il figlio da sola, visto che il padre, partito per la guerra in Italia, è scomparso, non si sa se è morto o passato dall’altra parte, cerca di barcamenarsi con i nazisti del posto, anche se poi nasconde una giovane ragazza ebrea, Thomasine McKenzie, in casa, nascosta nella camera della figlia, morta non si capisce come né quando. Quando Jojo incontrerà la ragazza, che non può denunciare perché arresterebbero subito sua mamma, inizierà a ragionare.
Il tutto mentre le cose vanno terribilmente peggiorando e i suoi dialoghi con l’Hitler immaginario si fanno sempre più complessi. Non è un film facile e non potrà piacere a tutti, ma se entrate dentro al tipo di umorismo beffardo e amaro di Taika Waititi, diciamo un po’ alla Wes Anderson, ma anche alla Mel Brooks, che infatti è fan del film, ve ne innamorerete.
Perché tutti i personaggi, dal piccolo Jojo, alla ragazza ebrea di Thomasine McKenzie, da Sam Rockwell alla buffa nazista ottusa di Rebel Wilson sono costruiti benissimo, per non parlare dell’Adolf Hitler da fumetto di Taika Waititi e di Scarlett Johansson che ha sulle spalle tutta l’umanità e l’amore materno del film.
Iris alle 23, 35 passa il non meno impegnativo “Get on Up”, biopic di James Brown diretta da Tate Taylor con Chadwick Boseman, Viola Davis, Octavia Spencer, Nelsan Ellis, Lennie James, Tika Sumpter. Si Va sul sicuroi con “Vacanze in America” di Carlo Vanzina con Jerry Calà, Christian De Sica come Don Buro, Claudio Amendola, Antonella Interlenghi, Edwige Fenech, Italia 1 alle 23, 40.
E’ uno dei capolavori di John Ford, e non è un film di guerra né un western, ma una commedia dove un pugile in crisi torna in Irlanda, “Un uomo tranquillo” con John Wayne, Maureen O'Hara, Victor McLaglen, Barry Fitzgerald. La celebre scena del bacio sotto la pioggia tra John Wayne e Maureen O’Hara è giustamente da antologia, ma adoro anche Barry Fitzgerald che porta a spasso i fidanzati sul calesse.
detective harper acqua alla gola 1
La7 Cinema alle 0, 50 propone il bel giallo “Detective Harper: Acqua alla gola” diretto da Stuart Rosenberg, scritto da Walter Hill, Lorenzo Semple Jr e Tracy Keenan Wynn, con Paul Newman, che torna a interpretare il ruolo del detective Lew Harper ideato da Ross McDonald, Anthony Franciosa, Gail Strickland, Joanne Woodward, Murray Hamilton, Richard Jaeckel, Andrew Robinson, Coral Browne e una giovanissima Melanie Griffith. E’ un buon film, anche se trovavo più fascinoso il precedente, “Harper”, di Jack Smight, che infatti andò decisamente meglio.
Cine 34 alle 0, 55 propone “Il Presidente del Borgorosso F.C.” di Luigi Filippo D'Amico con Alberto Sordi, Margarita Lozano, Tina Lattanzi, Omar Sivori. Molto divertente. Rai2 all’1, 35 passa l’ottimo “Little Miss Sunshine”, commedia on the road diretta da Jonathan Dayton e Valerie Faris, che avevano girato solo qualche video, con Greg Kinnear, Toni Collette, Paul Dano, Abigail Breslin, Alan Arkin, Steve Carell. Rubano la scena a tutti Alan Arkin e Toni Collette. Steve Carell entrò nel film da sconosciuto. Il film ebbe 2 Oscar, per la sceneggiatura e per Alan Arkin.
Rete 4 alle 2, 55 ci sveglia con il peplum “Coriolano eroe senza patria” di Giorgio Ferroni con Gordon Scott, Alberto Lupo, Lilla Brignone, Pierre Cressoy, Aldo Bufi Landi. Quando lo vidi, allora, Coriolano era il mio eroe romano preferito. Quello che mette la mano sul braciere e se la brucia.
Per la fanzine “Nostalgia” va assolutamente recuperato: “capolavoro del peplum storico, un eccellente adattamento della della storia di Coriolano: sceneggiatura solidamente rifinita, messa in scena vigorosa con, cosa ben rara, delle bellissime scene di battaglia e un interprete notevole, tutto nobiltà, Gordon Scott”. Stracultissimo il mezzo porno “Calde labbra” di Demofilo Fidani con Leonora Fani, Sofia Dionisio, Claudine Beccarie, Rosemarie Lindt, Didier Faya, Cine 34 alle 3, 25.
Strepitose le scene lesbo tra la Fani e la Beccarie. Visto che le due protagoniste si divertivano, Fidani le lasciò andare avanti filmando tutto per la versione hard da esportazione. Fidani dixit.
Chiudo con un poliziesco comedy “Pollice da scasso” diretto da William Friedkin, scritto da Walon Green dal racconto di Noel Behn con Peter Falk, Peter Boyle, Allen Goorwitz, Warren Oates, Iris alle 3, 55, ricostruzione del colpo da BRink’s di 2 milioni di dollari a Boston nel 1950. Il primo regista essere John Frankenheimer, che uscì dal progetto quando il produttore, Dino De Laurentiis, disse che non gli piaceva il copione di George Higgins. Andrebbe rivisto.
Armageddon Time
Armageddon Time
la tela dell'assassino
calde labbra
coriolano eroe senza patria 1
calde labbra1
calde labbra 7
coriolano eroe senza patria
calde labbra 7
little miss sunshine 5
little miss sunshine
alberto sordi il presidente del borgorosso football club
alan arkin in little miss sunshine
little miss sunshine 6
il presidente del borgorosso football club
detective harper acqua alla gola 2
jerry calà vacanze in america
john wayne maureen o'hara un uomo tranquillo
cristian de sica edwige fenech vacanze in america
vacanze in america 2
jerry cala vacanze in america
jojo rabbit 4
adolf hitler jojo rabbit
jojo rabbit 1
get on up 1
get on up
la tela dell'assassino
Armageddon Time
indiana jones e il quadrante del destino 1
pare parecchio parigi 4
liam neeson honest thief
pare parecchio parigi 6
a proposito di steve
blu profondo 2
indiana jones e il quadrante del destino 6
pare parecchio parigi 1
shoot em up spara o muori
shoot em up spara o muori
shoot em up spara o muori
shoot em up spara o muori
shoot em up spara o muori
pare parecchio parigi 2
indiana jones e il quadrante del destino 4
tre uomini e una gamba aldo giovanni e giacomo e marina massironi
aldo - tre uomini e una gamba
tre uomini e una gamba
Armageddon Time
POSTA FLASH! – RICCARDO CHIABERGE: “CARO DAGO, CACCIARI L’AVEVA GIÀ DETTO NEL MAGGIO 1968, QUANDO…
DAGOREPORT - IL MISTERO PIGNATARO S’INGROSSA - LO ZAR DEL GRUPPO ION, COLOSSO GLOBALE NEL SETTORE…
DAGOREPORT – CALTA QUI, CALTA LÀ! - DALLE PARTI DI VIA DELLA SCROFA E DI PALAZZO CHIGI CAPITA DI…
DAGOREPORT - LE PREVISIONI FLOP SU VENEZIA SCOPERCHIANO, PER L'ENNESIMA VOLTA, LA FALLA DEL SISTEMA…
DAGOREPORT - LA TRAGEDIA VENEZIANA È L’ENNESIMA CONFERMA DELL'INADEGUATEZZA (PIETOSO EUFEMISMO) DI…
FLASH - GIORGIA MELONI VORREBBE ANTICIPARE AD APRILE IL VOTO PER LE POLITICHE 2027 SGANCIANDOLO…