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CERVED A PRIMAVERA! COME DAGO RIVELATO, ZITTO ZITTO, ANDREA PIGNATARO HA LIQUIDATO L’EX SPIONE DI STATO, GIUSEPPE DEL DEO, DALLA CARICA DI PRESIDENTE ESECUTIVO DI CERVED SPA. DOPO LO SCOOP DI QUESTO DISGRAZIATO SITO, ANCHE IL "CORRIERE DELLA SERA" RIPORTA LA NOTIZIA: "FUORI IL MANAGER PROVENIENTE DAI SERVIZI DI INTELLIGENCE, DENTRO IL MANAGER (AMICO) DEI SERVIZI FINANZIARI E DELLE GESTIONI. SENZA TANTI ANNUNCI, COME È TRADIZIONE DELLA CASA, IL 30 APRILE SCORSO - L’HA ANTICIPATO DAGOSPIA - IL PROPRIETARIO DEL GRUPPO ION HA NOMINATO PRESIDENTE MAURIZIO TAMAGNINI AL POSTO DI GIUSEPPE DEL DEO" - DAI CONTI DI CERVED ARRIVANO DOLORI PER IL “MILIARDARIO OSCURO” PIGNATARO: FATTURATO IN CALO A 450 MILIONI (-4% SUL 2024) E 146 MILIONI DI PERDITA NETTA (-38 NEL 2024)...

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DAGOREPORT - IL MISTERO PIGNATARO S’INGROSSA - LO ZAR DEL GRUPPO ION, COLOSSO GLOBALE NEL SETTORE DEI SOFTWARE, DEI DATI FINANZIARI E DEL FINTECH, HA DATO L’ENNESIMA PROVA DI MANTENERE FEDE ALLA SUA OSSESSIONE PER LA RISERVATEZZA - RULLO DI TAMBURI, FIATO ALLE TROMBE: IL 30 APRILE SCORSO “IL MILIARDARIO OSCURO” HA LIQUIDATO L’EX SPIONE DI STATO, GIUSEPPE DEL DEO, DALLA CARICA DI PRESIDENTE ESECUTIVO DI CERVED SPA, CON UNA LETTERINA INVIATA AI “CLIENTI” (CHE PUBBLICHIAMO) - CERTO, LA SOCIETÀ NON È QUOTATA IN BORSA, COME DEL RESTO TUTTE LE AZIENDE DELL’INTRICATISSIMA RETE GLOBALE DI PIGNATARO, E QUINDI NON HA NESSUN OBBLIGO DI ‘’TRASPARENZA’’ - MA LE POLEMICHE POLITICHE E MEDIATICHE SEGUITE ALLO SBARCO DI DEL DEO ALLA CERVED, IL CUI CORE-BUSINESS È LA RACCOLTA, ELABORAZIONE E DISTRIBUZIONE DI INFORMAZIONI ECONOMICO-FINANZIARIE, UTILIZZATE DA BANCHE, AZIENDE E ISTITUZIONI, BEH, RIENTRAVA PER LO MENO NELLA SFERA DELL’OPPORTUNITÀ DARNE COMUNICAZIONE…

https://www.dagospia.com/business/30-aprile-scorso-il-miliardario-oscuro-liquidato-l-ex-spione-stato-475445

 

 

Estratto dell'articolo di Mario Gerevini per il "Corriere della Sera"

 

andrea pignataro

Un bilancio in grigio e cambio della guardia al vertice. Fatturato in calo a 450 milioni (-4% sul 2024), 146 milioni di perdita netta (-38 nel 2024) ma un buon risultato lordo con l’ebitda a 205 milioni (-2,9%) anche a fronte di un debito elevato: Andrea Pignataro ha archiviato il 2025 di Cerved e contemporaneamente la scottante questione della presidenza. 

 

Fuori il manager proveniente dai servizi di intelligence, dentro il manager (amico) dei servizi finanziari e delle gestioni. Senza tanti annunci, come è tradizione della casa, il proprietario del gruppo Ion nell’assemblea del 30 aprile - l’ha anticipato Dagospia - ha nominato presidente Maurizio Tamagnini al posto di Giuseppe Del Deo, autosospesosi il 21 aprile per l’inchiesta su dossieraggi e fondi Aisi, a cui Cerved è estranea. 

 

giuseppe del deo

L’azienda è specializzato in informazioni commerciali e da cinque anni fa capo al gruppo fintech Ion, quel grande sistema di società italiane (Prelios, Cedacri) e internazionali (Mergermarket, Dealogic, Fidessa, Acuris ecc) di software, analisi e dati che ha tra i clienti governi, banche centrali e alcuni tra i più importanti gruppi del mondo.

 

Il proprietario, Pignataro, è l’uomo più ricco d’Italia secondo Forbes, con oltre 42 miliardi di patrimonio stimato. Ma ci sono anche i debiti, soprattutto obbligazionari, cioè, in sostanza, quelli delle acquisizioni, “caricati” successivamente sulle società acquisite. 

 

Cerved - secondo quanto riportato in bilancio - al 31 dicembre 2025 ha bond (quotati) per quasi 1,6 miliardi, piuttosto costosi: 350 milioni al tasso fisso del 6% e 1,25 miliardi all’euribor a tre mesi +5,25% con un fair value complessivo di 1,475 miliardi, cioè 120 milioni in meno del nominale, segno che il mercato percepisce un rischio (moderato), non compensato dai rendimenti. La scadenza dei prestiti è il 2029 e il 100% del capitale Cerved è tuttora in garanzia (pegno), tra gli altri, a Deutsche Bank, Goldman Sachs, Jp Morgan e Unicredit. 

 

la sede di cerved

I documenti confermano che Pignataro controlla Cerved attraverso una lunghissima catena di otto veicoli societari, tra Irlanda e Lussemburgo, che si esauriscono con la Castor Bidco Holding. Lì dentro la Fsi Sgr, la società di gestione di Tamagnini, aveva una partecipazione del 7%. Pignataro e il gestore hanno un consolidato rapporto di affari, tant’è che Fsi possedeva anche un 9% di Cedacri. Entrambe le partecipazioni, a quanto risulta, sono state riacquistate da Pignataro. Il gruppo Ion, dal canto suo, ha investito direttamente in Fsi Sgr (9,9%) e anche in uno dei suoi principali fondi, Fsi Fund II (10%). 

 

Maurizio Tamagnini

Così quando si è materializzata la “grana” Del Deo, è stato abbastanza facile trovare la persona giusta per dare un profilo più istituzionale e di mercato al ruolo di presidente. La Fsi sgr di Tamagnini gestisce circa 4 miliardi e investe principalmente in Italia (Missoni, Bancomat, Alchemy, Kedrion, Anima ecc). Pignataro negli ultimi cinque anni ha fatto acquisizioni in Italia per 5,7 miliardi spaziando anche nel mondo bancario (Mps, Illimity, Cassa Volterra). 

 

L’ex alto dirigente dell’intelligence italiana, Del Deo, era stato nominato presidente nell’aprile 2025 e poi a ottobre gli è stato attribuito un consistente pacchetto di deleghe. Le nomine in Cerved hanno durata annuale e il compenso per i sei membri del cda è complessivamente di 1,5 milioni.  [...]

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