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IL DIVANO DEI GIUSTI – CHE VEDIAMO STASERA? IN STREAMING SU AMAZON VI PROPONGO UN OTTIMO HORROR ALL’ITALIANA, MODERNO, AUTORIALE, CREDIBILE: “LA VALLE DEI SORRISI”, CON MICHELE RIONDINO. UN FILM AMBIENTATO UNA VALLE FRIULANA, NEL PAESINO DI FANTASIA DI REMIS, DOVE UN PROFESSORE ARRIVATO COL PESO DELLA MORTE DEL FIGLIO SUICIDA, SCOPRE IL SEGRETO DEL POSTO – SEMPRE SU AMAZON, E LO DICO SOPRATTUTTO PER DAGO NELLA SUA VESTE DI SPETTATORE CINÉPHILE, HANNO APPENA INSERITO UN CAPOLAVORO COME “WEEK-END” DI JEAN-LUC GODARD. GLI PIACERÀ SICURAMENTE “FRATELLO DOVE SEI?”, STREPITOSA RILETTURA MUSICAL DELL’ODISSEA… – VIDEO
Marco Giusti per Dagospia
Che vediamo stasera? In streaming vi propongo un ottimo horror all’italiana, moderno, autoriale, credibile – come horror - che trovate da ieri su Amazon. E’ “La valle dei sorrisi” diretto da Paolo Strippoli con Michele Riondino, Giulio Feltri, Paolo Pierobon, Romana Maggiora Vergano e il favoloso Sergio Romano di “Le città di pianura”.
Ben quarto film di orrore, ma ne ha già pronto un quinto, “L’estranea” con tre protagoniste forti, Valeria Golino, Valeria Bruni Tedeschi e Romana Maggiore Vergano, che vedremo in qualche festival, presumo. Per me, che non lo avevo visto a Venezia, dove venne presentato fuori concorso e non so quanto bene gli abbia fatto, “La valle dei sorrisi”, come il precedente “Piove”, è una assoluta sorpresa.
Perché non solo non è facile girare horror in Italia, per quanto Strippoli faccia horror “realistici” e “moderni”, alla Fandango diciamo, ma è ancor meno facile girarne cinque crescendo in ambizione e produzione. Gli incassi no, gli incassi non premiano tanti sforzi. Parliamo di 400 mila euro per questo “La valle dei sorrisi” uscito distrattamente sul mercato lo scorso autunno.
Ed è un peccato. Perché oltre alla scelta contro corrente dell’horror, Strippoli riesce a fare horror credibili, che nulla hanno di trash o parodistico o di poveristico. Il suo modello, diciamo, è tra il fantasy alla Shyamalan e quello alla Ari Aster. Ma poi la produzione, l’ambientazione è da tipico film italiano di oggi. Solo le storie vanno da un’altra parte. Lontano dalla commedia o dal sociale o dal politico.
Strippoli, pugliese come il suo protagonista Michele Riondino che dice orgogliosamente “Sono di Taranto”, ambienta il suo horror in una valle friulana, nel paesino di fantasia di Remis, dove un professore arrivato col peso della morte del figlio suicida, scopre rapidamente il segreto del posto.
Una sorta di guaritore, un quindicenne di nome Matteo, Gulio Feltri, suo allievo, riesce a “curare” i dolori più profondi dei cittadini. Lo seguono, pianificando le guarigioni, il padre, Paolo Pierobon, e il prete, Roberto Citran. Ma la guarigione, come gli spiegherà l’unico non allineato del paese, Sergio Romano, non è gratis, comporta dei rischi, per chi la riceve e per chi la dà, e provocherà una serie di situazioni sempre più terrificanti che coinvolgeranno tutta la cittadinanza.
Strippoli e i suoi sceneggiatori riescono a costruire con pochi elementi un’atmosfera da “Get Out” di Jordan Peele, il film ha buonissimi attori, Pierobon, Romano, Citran, la Vergano, Riondino, che rendono quel che vediamo un horror adulto senza ricorrere a grandi trucchi.
Sempre su Amazon troviamo una perla di poliziesco anni ’80 che alla sua uscita non avevo visto, ma aveva avuto un culto immediata, “Miami Blues”, scritto e diretto da George Armitage, specialista di noir uscito dalla scuola di Roger Corman, prodotto da Jonathan Demme, che doveva esserne il regista, e ha portato nel film, oltre a Armitage, la sua crew regolare, compresa la fotografia di Tak Fujimoto.
Interpretato Fred Ward, che aveva girato nello stesso anno “Henry and June” di Philip Kaufman, come il detective con dentiera Hoke Moseley, protagonista dei romanzi gialli di Charles Willeford, un giovane Alec Baldwin come ex-detenuto in fuga dopo aver ucciso, per sbaglio, un hare-krishna, una Jennifer Jason Leigh sempre nuda come una escort teeneager che diventa la sua ragazza.
Armitage, che è morto un anno fa a 82 anni, ha girato solo polizieschi e quasi tutti di culto, negli anni ’80.
Sempre su Amazon, e lo dico soprattutto per Dago nella sua nuova veste di spettatore cinéphile, hanno appena inserito un capolavoro come “Week-end” di Jean-Luc Godard con Mireille Darc, Jean Yanne e Blandine Jeanson. Magari gli piace.
Gli piacerà sicuramente “Fratello dove sei?”, strepitosa rilettura musical dell’Odissea, alla faccia di Christopher Nolan, trasportata dai Coen Brothers durante la Grande Depressione con George Clooney come Ulisse, John Goodman come il ciclope Polifemo, John Turturro e Tim Blake Nelson come i compari di Ulisse.
Non può non piacergli uno dei film che preferisco di David Lynch, quello che lanciò, “The Elephant Man”, prodotto da Mel Brooks, che volle personalmente Lynch alla regia, la fotografia meravigliosa di Freddie Francis in bianco e nero, attori come Anthony Hopkins, John Hurt, che fa l’uomo elefante, Anne Bancroft.
Hanno inserito anche il revenge movie “Oltre la notte” di Fatih Akin con Diane Kruger, Denis Moschitto e Samia Muriel Chancrin, “Accattone”, capolavoro diretto da Pier Paolo Pasolini, fotografato da Tonino Delli Colli con Franco Citti, Franca Pasut e Silvana Corsini, “Rabid… sete di sangue” di David Cronenberg con la pornostar Marilyn Chambers, Frank Moore e Joe Silver.
Forse Dago da bravo cinéphile potrebbe vedersi uno dei grandi film di Mario Bava, “Sei donne per l’assassino”, appena restaurato, con Cameron Mitchell, Eva Bartok e Thomas Reiner. E’ il film che darà il via alla grande stagione del giallo all’italiana. Visivamente non si batte. Mi segno anche “L’assassinio di un allibratore cinese” di John Cassavetes con Ben Gazzara, Timothy Carey e Seymour Cassel, che ricordo favoloso. N
on so se sia la copia integrale, 2 ore 15’, o quella italiana tagliata di 105’. Ma ci sono anche film parecchio discussi come “Ingannevole è il cuore sopra ogni cosa” di Asia Argento con Asia Argento, Jimmy Bennett e Kara Kemp.
O “Il caimano” di Nanni Moretti con Silvio Orlando, Margherita Buy e Jasmine Trinca, un film sulla difficoltà di poter girare in Italia un film su Berlusconi. Per non parlare di "Tristana" di Luis Bunuel...
fratello, dove sei?
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