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"DJ FABO MI DISSE: 'SE NON MI AIUTI A MORIRE TROVO QUALCUNO CHE MI SPARI'" - DOMANI SERA TORNA SUL "NOVE" "LA CONFESSIONE" DI PETER GOMEZ CON UN'INTERVISTA A MARCO CAPPATO: "A UN CERTO PUNTO, FABO HA SMESSO DI NUTRIRSI, PERCHÉ PENSAVA CHE NOI GLI VOLESSIMO IMPEDIRE DI FARE QUELLO CHE LUI VOLEVA, O CHE IO MAGARI GLI STESSI FACENDO PERDERE TEMPO…" - VIDEO
Comunicato stampa
"Dj Fabo disse: 'se non mi aiuti trovo qualcuno che mi spari, non è un problema per me, al Giambellino conosco le persone giuste, non sto scherzando'". Così l'ex radicale e tesoriere dell’associazione Luca Coscioni Marco Cappato, ospite della nuova stagione de La Confessione, in onda sul Nove da venerdì 24 settembre alle 22:45, ha raccontato al conduttore Peter Gomez il suo primo incontro con Fabiano Antoniani, noto a tutti come dj Fabo, il 40enne rimasto tetraplegico in seguito a un incidente stradale, che scelse di morire con il suicidio assistito in una clinica svizzera, il 27 febbraio del 2017.
Con lui c’era proprio Marco Cappato che il giorno successivo si autodenunciò. La procura di Milano fu costretta ad accusarlo di aiuto al suicidio e per lui iniziò il processo, arrivato fino alla Consulta e conclusosi il 23 dicembre 2019 con l'assoluzione dell'attivista.
"A un certo punto, Fabo ha smesso di nutrirsi, perché pensava che noi, in particolare Carmen, la mamma, e Valeria, la fidanzata, gli volessero impedire di fare quello che lui voleva, o che io magari gli stessi facendo perdere tempo - ha detto Cappato, promotore del referendum per l'eutanasia legale - Per cui, la sua determinazione su quella scelta era veramente ferrea e quelle sono state le sue testuali parole".
"L'Italia sarà davvero un paese più civile quando le persone potranno decidere di morire?", ha chiesto ancora il direttore de Ilfattoquotidiano.it? "La Corte Costituzionale, sul mio processo, ha stabilito che anche il suicidio assistito è legale, a determinate condizioni. Quindi abbiamo fatto, secondo me, grandi passi avanti - ha risposto l'ex radicale - In quale direzione? Nell'idea che sulla vita di ciascuno, ciascuno decide.
E non si può imporre una condizione di sofferenza insopportabile contro la volontà di una persona. Questo è il punto di fondo, che non dipende dalla tecnica, se mi attacchi e stacchi il respiratore, se è attiva o passiva, se lo fai tu da solo, o no, ma dipende dal rispetto della volontà individuale". "Io qui lo dico: sono molto d'accordo con lui, per quanto riguarda il refererendum sull’eutanasia e anche quello sulla cannabis", ha chiosato Gomez. Domani sera in onda anche l'intervista a Rita Dalla Chiesa.
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