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Gerontophilia di Bruce LaBruce.
Marco Giusti per Dagospia
Eccolo! Preceduto dallo spot BNL di Emanuele Crialese (fischiatello), da due inutili pipponi istituzionali che ci hanno ricordato i tempi che il Pala Darsena era chiamato Pala Galileo e di quando era solo un'arena magica e misteriosa per vedere i film sotto le stelle, il gia' mitico "Gerontophilia" del regista canadese di totale culto gaio Bruce LaBruce, per la prima volta a Venezia, truccatissimo alla Mastelloni.
Un romantico, tenero, ritratto di un "quasi" santo, Lake, diciannovenne fidanzato con una insopportabile "quasi" rivoluzionaria femminista, certa Desiree, che costruisce la sua lista di eroine della lotta, da Naomi Klein a Angela Davis a Wynona Ryder (che c'entra? beh il taccheggio e' un atto rivoluzionario).
Ma Lake e' "quasi" santo non perche' sopporta l'insopportabile fidanzata o la mamma milf irrecuperabile che adesca dottori e giovinastri, ma perche' si scopre una sacra passione per curare e soccorrere i vecchi. Solo che si eccita solo con loro. Prima, da bagnino, quando fa il bocca a bocca a un vecchio che si e' sentito male e scappa perche' gli viene duro e due antipatiche ragazzine se ne accorgono.
Dopo, quando diventato infermiere di una casa di riposo per anziani, si scopre innamorato di Mister Peabody, vecchio signore gay, col quale giocano il gin-rummy nudi. Delirio. Pieno di battute antipatiche contro le donne, sia normali che ultraimpegnate, soprattuto contro le militanti femministe canadesi, contro ogni tipo di intellettualismo ovvio, ci fa molto ridere per la tenerezza con la quale presenta la stravaganza dei sentimenti di Lake e dipinge la sua storia d'amore gerontofila.
No. In Italia non abbiamo un Bruce LaBruce in grado di irridere sui nostri intellettuali, ma abbiamo molte paginate gerontofile su Repubblica e Corriere.
Gerontophilia di Bruce LaBruce
Bruce LaBruce
Gerontophilia di Bruce LaBruce
Gerontophilia di Bruce LaBruce
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