franco nero

“IN ITALIA SONO SOTTOVALUTATO PERCHÉ SONO UN PESCE FUOR D’ACQUA RISPETTO A CERTI CIRCOLETTI” – L’84ENNE FRANCO NERO NON PERDE L’OCCASIONE DI FRIGNARE NEMMENO MENTRE RICEVE LA STELLA SULLA “WALK OF FAME” DI HOLLYWOOD: “È UN GRANDE ONORE RICEVERLA, VUOL DIRE CHE HO SEMINATO BENE, IN 60 ANNI DI VITA ARTISTICA” – “PERCHÉ POCHI FILM ITALIANI CIRCOLANO ALL’ESTERO? SI DOVREBBE FARE COME NEGLI ANNI 60 E 70, INCORAGGIANDO PROGETTI PENSATI NON SOLO PER IL NOSTRO MERCATO, IN COPRODUZIONE CON PAESI ESTERI. OGGI QUANDO USCIAMO DAI NOSTRI CONFINI SI GRIDA AL MIRACOLO, UNA VOLTA NON DESTAVA MERAVIGLIA…”

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Estratto dell’articolo di Valerio Cappelli per il “Corriere della Sera”

 

franco nero foto di bacco

Franco Nero stella tra le stelle. Oggi il suo nome apparirà sulla Walk of Fame di Hollywood. […]

 

Cosa rappresenta questo riconoscimento per lei?

«È un grande onore riceverlo, vuol dire che ho seminato bene, in 60 anni di vita artistica. Sono in buona compagnia. In Italia hanno avuto la stella Anna Magnani, Rodolfo Valentino, Sophia Loren, Luciano Pavarotti, Morricone: ero a Hollywood accanto a Ennio quando Quentin Tarantino tenne il discorso per lui».

 

TIZIANA ROCCA FRANCO NERO

[…] Però in Italia la prendono sottogamba.

«Sono un pesce fuor d’acqua rispetto a certi circoletti, ma oggi è un giorno di festa, non voglio polemizzare ma ringraziare la sottosegretaria alla Cultura Lucia Borgonzoni per essermi stata vicina, e il forte supporto di Tiziana Rocca col suo Filming Italy Los Angeles».

 

Come spiega che tanti divi (Al Pacino, Julia Roberts, DiCaprio, Brad Pitt), non hanno la stella a Hollywood?

«Quanti geni non hanno vinto l’Oscar? Il primo che mi viene in mente è Kubrick. È un mestiere in cui devi essere al posto giusto nel momento giusto».

 

Quanto conta la fortuna?

franco nero django 6

«Tanto. John Huston per La Bibbia mi fece studiare l’inglese sui dischi coi drammi di Shakespeare. Fu lui a propormi a Joshua Logan per Camelot , il film che mi lanciò nel mondo, dove conobbi Vanessa Redgrave, mia moglie. Logan, che aveva girato Fermata d’autobus con Marilyn Monroe e Sayonara con Frank Sinatra, voleva nomi diversi, nuovi, sorprendenti rispetto all’edizione teatrale con Richard Burton e Julie Andrews.

 

All’inizio mi scartò per il mio inglese ancora così così, ma avevo imparato a memoria Shakespeare su quei dischi. Dopo che mi aveva bocciato, mi voltai, gli chiesi di ascoltarmi sui versi di Shakespeare. E cambiò idea. Le riprese durarono undici mesi».

 

Pochi film italiani circolano all’estero.

«Si dovrebbe fare come negli Anni 60 e 70, incoraggiando progetti pensati non solo per il nostro mercato, in coproduzione con Paesi esteri. Oggi quando usciamo dai nostri confini si grida al miracolo, una volta non destava meraviglia, eravamo tra le prime cinematografie al mondo».

franco nero interpreta giacomo matteotti

 

Lei lavora soprattutto all’estero.

«Ho progetti un po’ ovunque, in Australia devo fare Nonno , spero che gli cambino titolo, io nella vita ho cinque nipotini e adoro fare il nonno, ma come titolo per il cinema... Il regista Frank Lotito è di origini italiane. Poi ho film in Germania, Grecia, Spagna.

In Albania sarò un cuoco trapiantato in Germania in Parsifal di Paolo Consorti. Poi si parla di rilanciare un personaggio a cui devo molto».

 

Django?

«Esatto, Django anziano per un film scritto da John Sayles e ambientato nel 1915, quando gli Studios facevano western muti. Alla cineteca di Hollywood mesi fa lo hanno proiettato davanti a 2.000 giovani vestiti come Django, cappotto nordista, sciarpa grigia, pantaloni a strisce, stivaloni».

franco nero django 7

 

Prima che tutto cominciasse, lei era un ragazzo della provincia di Parma...

«Papà pugliese, molto severo, maresciallo dei carabinieri. Io ero un timido a cui piaceva l’avventura, il rischio. Prima del cinema mi esibivo nelle balere con un gruppo musicale, Gli uragani. Cantavo i brani di Frank Sinatra, Dean Martin, Perry Como, andavo a orecchio, inglese pochino, mi inventavo le parole». […]

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