FLASH – CARLO CALENDA UN GIORNO PENDE DI QUA, L’ALTRO DI LÀ. MA COSA PENSANO GLI ELETTORI DI…
Hallie Levine per “New York Post”
Scordatevi la noia nella stanza da letto, a 40 anni. Secondo una nuova ricerca della “University of California” di San Diego, il sesso a quell’età migliora, soprattutto per le donne, che sono più a proprio agio nel loro corpo.
A quel punto hanno fatto esperienza, si conoscono, hanno superato il dolore del parto, hanno compreso quanta resistenza fisica abbiano e hanno imparato ad apprezzarsi. Tutto questo, sotto le lenzuola, paga. Lo confermano le ginecologhe. Le donne conoscono i loro bisogni, sanno che non sempre riusciranno a provare un orgasmo durante il rapporto e che devono usare la stimolazione clitoridea o il vibratore. Inoltre gli alti e bassi della vita offrono il dono della prospettiva. A questa età non diventano pazze se hanno la cellulite.
La vita a 40 anni si è calmata. Probabilmente è passata la modalità-mamma che andava a scapito di quella sessuale (niente fa abbassare la libido più di un bimbetto che strilla). I bambini ora dormono nel loro letto, e c’è tempo ed energia per pensare ad altro. Parecchie donne chiedono al partner di sottoporsi alla vasectomia per non dover mandar giù la pillola, che smorza la libido.
A questa età c’è poi l’impennata ormonale. Se i livelli di estrogeni possono calare, c’è comunque un risvolto positivo: mentre attraversi la perimenopausa, cioè la transizione menopausale, il livello di testosterone resta invariato. L’eccitazione può dunque essere maggiore. Secondo una ricerca texana del 2010 le donne in periodo di alta fertilità (tra i 18 e i 26 anni) hanno fantasie sessuali meno frequenti e meno intense di quelle tra i 27 e i 45 anni. Laddove batte l’orologio biologico, le donne hanno una vita sessuale più attiva e sono più aperte ad incontri occasionali.
tubino strizzato per kate winslet
E poi, in questa fase della vita, spesso si è nuovamente single. Il 62% delle donne fra i 45 e i 54 anni sono attualmente sposate, secondo il censimento americano. Il 3% è costituito da vedove, il 19% da divorziate, il 4% da separate. Lo stato di single può dare una sensazione di libertà sessuale. Una volta persa la monogamia, c’è voglia di riscoprire la sessualità.
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