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Leandro Palestini per “la Repubblica”
Io sono andata avanti, mio fratello mi vuole viva. Le polemiche per il mio ruolo da inviato in tv? È un’esperienza che mi arricchisce. Ma forse c’è chi mi vorrebbe sempre triste». Ilaria Cucchi reagisce con vigore verso chi le rimprovera la partecipazione a Questioni di famiglia (da domani su RaiTre) il nuovo format condotto dalla giornalista e scrittrice Marida Lombardo Pijola. «Sarei ipocrita se non riconoscessi che gli autori di Magnolia (il produttore, ndr) mi hanno conosciuto per l’esperienza di mio fratello », ammette con onestà la sorella di Stefano Cucchi.
STEFANO CUCCHI E LA SORELLA ILARIA
Ma respinge con forza certe critiche. «Vero, non sono una giornalista. Sono una amministratrice di condominio e una mamma. Forse mi hanno chiamato proprio perché sono una persona normale e in questo programma incontro famiglie normali con esperienze forti. Sono entusiasta di questo lavoro, voglio trasmettere ai telespettatori quello che le storie che presento mi hanno trasmesso. È importante far capire quanto una persona si possa sentire isolata. Gli attacchi me li aspettavo, non posso pretendere di essere simpatica a tutti. C’è chi mi vorrebbe sempre triste. Sì, mi è capitato qualcosa di terribile, ma mio fratello mi vuole viva».
Alla presentazione del nuovo programma del venerdì sera di RaiTre, il direttore di rete Andrea Vianello ha faticato non poco a precisare la cifra di Questioni di famiglia e il contributo di Ilaria Cucchi. «La sua presenza non è strumentale. Ci offende che qualcuno possa ipotizzarlo. Noi abbiamo rispetto riguardo alla vicenda personale di Ilaria, non c’è nessuna voglia di sfruttare il suo dolore.
Per questo programma avevamo bisogno di persone a cui la vita ha donato, anche per un percorso complesso, una sensibilità particolare. Persone che hanno capacità di ascolto e riescono a farsi raccontare storie di cui molti si vergognano» garantisce Vianello. Il nuovo format è una sorta di «consultorio familiare» in collegamento diretto con le famiglie, spiega il capostruttura Giovanni Anversa.
A firmare il programma sono Matilde D’Errico,Maurizio Iannelli e Marida Lombardo Pijola, che ne è anche la conduttrice. «Non abbiamo la pretesa di risolvere i drammi delle separazioni, di donne che non riescono ad avere figlio o di giovani vessati sul web», spiega l’autrice, «ma possiamo dare coraggio ai protagonisti delle storie che raccontiamo e alle persone che si identificheranno con loro. Sono decine di migliaia i bambini contesi tra i genitori ed altrettanti i bambini poveri senza futuro». Lo scopo è quello di «cercare di ricostruire una nuova identità alla famiglia che non è più quella di una volta. Ci sono le famiglie allargate e le famiglie monoparentali.
Non si devono lasciare sole le persone che non sanno come difendersi ». Per Questioni di famiglia la Lombardo Pijola si avvarrà della collaborazione di due esperti: l’avvocato matrimonialista Daniela Missaglia e lo psicoterapeuta Carlo Schenardi. Per scelta, le storie non saranno presentate da giornalisti, ma da quattro “narratori speciali”. Oltre alla Cucchi, ci sono Angela Rafanelli (ha lavorato per le Iene e Volo in diretta), il rapper Amin Issaa (nato da madre italiana e padre egiziano), l’attore di teatro e tv Alesandro Sampaoli.
Perché proprio loro quattro? Andrea Vianello spiega: «Sono stati scelti per questo ruolo perché sono persone che hanno una certa capacità di ascolto ed empatia per accogliere le storie raccontate. Proprio perché hanno alle spalle una vita privata ed esperienze particolari».
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