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A MATI’, MA CHE STAI A DI’? “LA MIA ANARCHIA È UNA COSA NON FATTUALE, MA INTERIORE” – I TRE PASSI NEL DELIRIO DI MATILDA DE ANGELIS A “5 IN CONDOTTA” SU RADIO 2 - “SONO ABITUATA A NON RICONOSCERE GERARCHIE IN QUANTO TALI, MA SOLO SE LE RITENGO GIUSTE. IO NON LE MANDO A DIRE, ANZI, DEVO IMPARARE UN PO’ A CONTENERMI. NON TANTO PER QUELLO CHE RIGUARDA ME, MA SOPRATTUTTO GLI ALTRI, SONO SEMPRE STATA UN PO’ GIUSTIZIERA” (CHARLES BRONSON LE FA UN BAFFO) – POI RIVELA CHE DEVE IL SUO NOME DI BATTESIMO A...

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Da Rai Radio 2

 

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Su Rai Radio2 è stata ospite a “5 in condotta” con Serena Bortone Matilda De Angelis. L’attrice, da oggi nelle sale con il film “La vita da grandi” di Greta Scarano in cui interpreta Irene, nella pellicola si prende cura del fratello maggiore autistico, Omar. Insieme affrontano paure e speranze e scoprono che per crescere, a volte, bisogna essere in due: “Diventare grandi spesso viene visto come un processo individuale, invece deve essere anche collettivo. Si diventa grandi insieme, lo fai solo attraverso il dialogo”, ha spiegato Matilda.

 

A proposito della sua famiglia ha raccontato: “Mia mamma Tania è stata una delle persone più importanti nella mia formazione, mi ha insegnato molto la forza, il coraggio, l’indipendenza dal giudizio degli altri. Se sono così irriverente e riottosa, lo devo anche a lei. La mia anarchia è una cosa non fattuale, ma interiore. Sono stata sempre molto abituata a non riconoscere gerarchie in quanto tali, ma solo se ritenevo fossero giuste.

 

Per me non ci sono gerarchie assolute ma sempre relative e il rispetto è alla base di tutto, e purtroppo nella vita ho incontrato persone molto maleducate e quindi, anche se erano più grandi di me, o in una posizione più “alta” della mia, io sono sempre stata abituata a rispondere e a farmi valere”.

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“Io non le mando a dire, anzi, devo imparare un po’ a contenermi. Non tanto per quello che riguarda me, ma soprattutto gli altri, sono sempre stata un po’ giustiziera”, ha aggiunto, “e per questo nella vita ho preso 5 in condotta, rischiando per questo la bocciatura. Ero rappresentante di istituto e la scuola aveva votato per fare l’occupazione, cosa che in realtà io non condividevo perché pensavo si potesse fare autogestione, ma gli studenti avevano votato.

 

Il Preside mi disse di non presentarmi a scuola durante l’occupazione o avrei preso 5 in condotta. Io ci andai comunque e potevo anche fare finta di niente, invece gli mandai una mail dal computer della segreteria in cui gli comunicavo che ero a scuola perché volevo vedere quello che succedeva, compiendo il mio dovere di rappresentante e per correttezza glielo stavo dicendo. Alla fine, mi diede 6”.

 

MATILDA DE ANGELIS SESSO A TRE IN UNA VITA SPERICOLATA

Matilda, che deve il suo nome di battesimo al film Leon di Luc Besson, ha raccontato: “Con Besson è stato come chiudere un cerchio, o forse aprirlo. Quando mi è arrivata la notizia del provino per il ruolo di uno dei protagonisti nel suo Dracula è stato stranissimo, c’era mia madre con me e ci siamo messe a piangere perché è una cosa troppo assurda. Sul set ogni tanto mi sembrava un sogno, un metaverso troppo complicato da gestire, ma è stata una delle esperienze più belle della mia vita”.

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