tullio pericoli

“LA VITA SOMIGLIA A UN PAESAGGIO: MAN MANO CHE TE NE ALLONTANI, LO VEDI MEGLIO” – ESCE OGGI PER ADELPHI IL NUOVO LIBRO “LA BELLA ETA’” DEL DISEGNATORE E PITTORE TULLIO PERICOLI CHE IL 2 OTTOBRE COMPIRA’ 90 ANNI - "LA VECCHIAIA È MAESTRA: TI INSEGNA A GUARDARE E INSIEME A VEDERE, E I RICORDI RICOMPAIONO BRULICANTI, COME SE LI VALUTASSIMO DA UN PUNTO DI OSSERVAZIONE SATELLITARE. E, COME AVVIENE CON IL PAESAGGIO, QUESTA DISTANZA RESTITUISCE, DELLA VITA, UNA VISIONE NUOVA, PIÙ PRECISA: INGIGANTISCE, ANZICHÉ RIDURRE, I DETTAGLI. ED ESSI, UNO AD UNO, RIAPPAIONO PER MOSTRARCI ANCHE QUELLO CHE ABBIAMO FATTO MALE, GLI ESPERIMENTI INTENTATI, LE IDEE SFIORATE O MANCATE. UN SERBATOIO DI RICCHEZZE PER QUESTA ‘BELLA ETÀ’?”

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Estratto da “La bella età” di Tullio Pericoli – Adelphi editore 

 

Mi sono accorto che stavo invecchiando quando, prima di scendere un gradino, ho indugiato a guardarmi la punta delle scarpe. La vecchiaia mi metteva in guardia e si prendeva cura della mia stabilità. Annunciandomi il suo arrivo mi suggeriva i gesti che le si adattavano meglio. 

tullio pericoli

 

Se si interessa al mio corpo, ho pensato, niente esclude che stia facendo la stessa cosa con la mia mente; in quell'istante ho preso coscienza che il sopraggiungere dell'ultimo tempo della vita non solo cambia alcune cose del corpo e della mente, ma addirittura, almeno nel mio caso, interviene nella forma quotidiana della vita. Il vivere diventa un assistere, non solo alla vita presente, ma anche a quella passata. 

 

Quanto alla vita futura, meglio non occuparsene: i pensieri spinti in quella direzione tornano indietro portandosi sempre un lieve alito freddo. E anche un po' di paura. 

 

Quando si fa un mestiere come il mio, chiamiamolo artistico, quell'assistere di cui ho detto non è facile da spiegare. 

TULLIO PERICOLI COVER LIBRO

 

Come prima cosa hai il dubbio che in questo assistere non si sia soli. Per una sorta di sdoppiamento senti al tuo fianco un imprevisto spettatore che ti osserva, anche mentre stai lavorando, con una luce nello sguardo che ha del giudicante. Non sono sicuro che questo spettatore in passato fosse assente, forse semplicemente non mi sono mai accorto di lui, ma ora la sua fredda posa da giudice me lo fa notare. 

 

Sembra desiderare che le opere che vede nascere seguano le indicazioni scritte sul suo navigatore personale e sembra che, accostandole a quelle passate, debba ricucire una storia. 

 

Cosa avrà in testa quest'ombra che non mi lascia? Starà misurando quello che faccio oggi con quello che ho fatto ieri? Controllerà se c'è continuità nei miei differenti percorsi? Riuscirò a tentare un compromesso tra me che dipingo e lei che ha l'aria di ridisegnare il dipingente? 

 

Questo personaggio comunque non mi piace: più ne avverto la presenza, più mi rendo conto di conoscerlo, pur avendo sempre cercato di evitarlo. 

ITALO CALVINO VISTO DA TULLIO PERICOLI 2

 

La vita somiglia a un paesaggio: man mano che te ne allontani, lo vedi meglio. Ne cogli l'ossatura, ne intravedi la storia, quella che ha subìto e quella che ha creato. A volte mi sembra un immenso lenzuolo che copre i mobili di una casa abbandonata per proteggerli dalla polvere. Il silenzio che domina in quelle stanze permette di percepire il mormorio degli armadi, delle poltrone e dei sofà che, da sotto il panneggio dei teli che disegnano montagne e colline, raccontano sottovoce le loro vite. 

 

Allontanarsi da quel paesaggio è come entrare in una lente deformante che ingrandisce e mette a fuoco soprattutto i particolari più distanti nel tempo. 

 

La stessa cosa succede nella vita. Bisogna mettere una distanza per riuscire a vederla, pensarla, valutarla e capire se ha avuto o no qualche senso. 

 

Come si fa ad allontanarsi? Invecchiando. 

 

La vecchiaia è maestra: ti insegna a pensare, a guardare e insieme a vedere, e i ricordi ricompaiono brulicanti, come se li valutassimo da un punto di osservazione satellitare. E, come avviene con il paesaggio, questa distanza, stellare e temporale, restituisce, della vita, una visione nuova, più precisa: ingigantisce, anziché ridurre, i dettagli. 

 

RITRATTO DI UMBERTO ECO TULLIO PERICOLI

Ed essi, uno ad uno, riappaiono per mostrarci anche quello che abbiamo fatto male, gli esperimenti intentati, le idee sfiorate o mancate. Un serbatoio di ricchezze per questa «bella età»? 

 

 

TULLIO PERICOLI, LA BELLA ETA' (Piccola Biblioteca Adelphi; pp 150; 15 euro)

Laura Valentini per ansa.it

 

 

Una riflessione sulla vecchiaia indicata nel titolo come 'La bella età': Tullio Pericoli è l'autore di questo libro che esce per Adelphi il 22 settembre mentre poco dopo, il 2 ottobre, lui compirà 90 anni.

 

Pittore, disegnatore e illustratore, Pericoli osserva che la vecchiaia "ingigantisce, anziché ridurre, i dettagli", restituendo della vita "una visione nuova, più precisa".

 

 

E' quel tempo in cui "il vivere diventa un assistere al presente e al passato. E il futuro fa un po' paura".

 

ROBERTO CALASSO VISTO DA TULLIO PERICOLI

    L'artista di Colli del Tronto (Ascoli Piceno) ha deciso di raccontare in questo libro, che ha come sottotitolo 'Note di lavoro', quella "magia bianca" che dà accesso a quanto è "nascosto dentro le cose", vale a dire quel che accade nella sua mente e nella sua mano quando prendono vita un ritratto o un paesaggio.

 

Escono così allo scoperto i momenti cruciali dei suoi processi creativi: l'ispirazione, che si manifesta da "luoghi a spazio zero" situati fra la coscienza razionale e la zona "abitata dalle follie" e l'impulso a scavare "nella geostoria" di un luogo per raffigurarne l'anima; i primi segni che consentono di afferrare una faccia; la risolutezza della mano, che, guidata da "forze e sentimenti" autonomi e coadiuvata dagli attrezzi, persegue il suo volere (e piacere). Quasi ci fosse una dimensione inconscia in cio' che facciamo.

tullio pericoli

 

    "Fin dal liceo siamo indotti a credere che sappiamo di non sapere e se andiamo avanti negli studi questa convinzione diventa una certezza. Ma può anche succederci di scoprire il contrario. Cioè talvolta ci accorgiamo di conoscere cose che non sapevamo di sapere. Ed è proprio la pittura, nel suo farsi, ad avere il grande potere di mostrarcele, di farcele visivamente, quindi materialmente, conoscere".

 

A rendere ancor più interessante questa fisiologia della creazione è una caratteristica distintiva di Pericoli: la sua capacità di coinvolgere il lettore in questo tragitto, di farsi a sua volta osservatore, di mettersi dalla parte di chi legge o di chi guarda. D'altro canto i quadri - ci ricorda - vivono dello sguardo che viene loro rivolto e della perspicacia di chi riesce a "guardare sotto i vestiti della pittura".

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