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Gloria Satta per Il Messaggero
La neve, che ieri sera ha cancellato la riunione di Musica per Roma, risparmia la bocciatura a Marco Müller: slitterà anche il cda che lunedi 6 febbraio avrebbe dovuto votare sul direttore in pectore del Festival di Roma, cioè il candidato sostenuto dal tandem Alemanno-Polverini e avversato da Zingaretti e Mondello. I numeri, fino a questo momento, risultano contrari all'ex direttore della Mostra di Venezia e le mediazioni degli ultimi giorni non hanno sbloccato lo stallo.
Nemmeno Luigi Abete sarebbe riuscito a convincere i consiglieri di Musica per Roma, propensi all'astensione, a votare sì. Con due astenuti (Gian Luigi Rondi e Carlo Fuortes su mandato dell'Auditorium), due sì e due no Müller dunque non passerebbe. Ora il sindaco vuole approfittare dei tempi supplementari per tentare un'ultima, disperata mediazione. In caso d'insuccesso (Mondello, che in cda rappresenta la Camera di Commercio, pare irremovibile), resterebbe un'unica via per evitare che il Festival muoia strangolato dal braccio di ferro politico: bisognerà trovare un nome alternativo (la collaudatissima Detassis?) che, magari per un anno soltanto, metta d'accordo destra e sinistra e organizzi la settima edizione della cinerassegna. Non è un'impresa facile.
L'infernale partita a scacchi che sta travolgendo il Festival è tutt'altro che finita. E se Müller uscisse definitivamente di scena, potrebbe comunque aprirsi per lui un futuro romano. Renata Polverini potrebbe affidargli la direzione del Centro del Cinema e dell'audiovisivo, una realtà nuova di zecca sostenuta dal fondo - 45 milioni di euro in tre anni - stanziato dalla Regione Lazio. L'iniziativa è piaciuta: presentato un anno fa, il Fondo ha già ricevuto 156 domande di finanziamento.
MULLER
ALEMANNO POLVERINI
ANDREA MONDELLO E MOGLIE
CARLO FUORTES ANDREA MONDELLO PIERLUIGI BERSANI
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