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Marco Giusti per Dagospia
“Na scurreggetta la posso fa?”, “Come si caricano 'sti film zozzi?”, “Non riesco a liberarmi se non sento un po’ di musica”, “Mi chiamano Rommel, la volpe del dessert”,” Scusi, ma si è cagato addosso!”, “Il paradiso è la figa!”. Ci siamo. A pochi mesi di distanza da Matrimonio al sud, che era andato piuttosto bene, Massimo Boldi si ripresenta al suo adorato pubblico con La coppia dei campioni, scritto e diretto da Giulio Base, un film meno strutturato, ma piuttosto divertente, soprattutto nella prima parte.
Anche perché Boldi trova in Max Tortora un degno partner romano, scatenato e ancora quasi inedito per il cinema. E Max si libera in un film dove finalmente la fa da protagonista dopo troppe caratterizzazioni. Certo, le battute non sono finissime, è ovvio, come è giusto siano in questi film, e Max Tortora si diverte moltissimo a infiocchettarle come si conviene. Così tutta la gag dei film zozzi che nell’albergo viennese non riesce a vedere è condita dal fatto che si levi i calzini sul letto e li odori.
MASSIMO BOLDI - ANNAMARIA BARBERA - MAX TORTORA
Una finezza che i fan del nostro cinema più trashione avranno sicuramente apprezzato. Come avranno apprezzato la scena di Boldi in mutande che fa il trenino erotico con due escort mezze nude adescate con la battuta, elegantissima, “Io sono bello gonfio” o l’arrivo del pappone Massimo Ceccherini, memorabile, in un ruolo davvero troppo stretto per lui (“Dove so’ ste bucaiole?”).
Giulio Base, un tempo regista diciamo impegnato, con Poliziotti, Lovest, Lest, poi passato alla tv con una serie infinita di santini, Padre Pio, San Pietro, Maria Goretti, 47 puntate di Don Matteo, fa il salto nel cinema comico più basso, senza tapparsi troppo il naso. Ma esagera magari coi dolly e non riesce sempre a manovrare il racconto per portarlo a una saggia conclusione. Così dopo un ottimo inizio e una serie di grandi scene comiche fra Boldi e Tortora, qualcosa si perde per strada. Ma non chiediamo troppo.
La storia vede Piero Fumagalli, dirigente, e Zotta, impiegatuccio, della stessa multinazionale che vengono inviati a Praga alla finale della Coppa dei Campioni proprio per farsi fare una foto con la coppa in mano. Guai se tornano a mani vuote. Ovvio che i due, uno milanese e l’altro romano, uno ricco e l’altro non ricco, formeranno una stravagante coppia e avranno non poche difficoltà a arrivare a Praga. Anche perché il loro aereo atterra d’urgenza per il maltempo in Slovenia, dove i due cercheranno di concludere con due hostess, ma la richiesta di rapida “ciulatina” di Boldi non verrà molto gradita dalle ragazze.
Poi, visto che il loro aereo non parte, i due proseguiranno in treno, dove incontreranno due escort bonazze che scorteranno in albergo a Vienna. Derubati, i due cercheranno inutilmente un’auto, visto che le ferrovie sono in sciopero. E qui mi fermo. In mezzo a tutto questo interventi comici con le mogli, la romana Flora Canto per Zotta e la milanese Pia Lanciotti per Fumagalli, intervento dell’amante fuori di testa di Fumagalli, Anna Maria Barbera a suon di battute tipo “Dolce e Bottana”.
Da tempo non si vedeva un Boldi così infoiato con le donne, quasi sul modello berlusconiano. E la scenetta con le escort, così eccessiva, finisce per essere assolutamente realistica. Produce RaiCinema con la Combo di Flavia Parnasi, già responsabile del capolavoro Un ragazzo d’oro di Pupi Avati, e la Notorius di Guglielmo Marchetti. Modeste le scene con i bodydouble dei due palesemente finti. Non male ma un po’ inutili i cammei di Fabio Caressa e Massimo Mauro. Ma la coppia Boldi-Tortora è molto divertente e si passa sopra a quasi tutto. In sala da giovedì.
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