A BOCCE FERME - PROTESI AL SENO DIFETTOSE, L’AFFARE S’INGROSSA: IL MINISTRO DELLA SANITÀ FRANCESE RACCOMANDA DI RIMUOVERE TUTTE LE PROTESI DELLA DITTA PIP. SOLO IN FRANCIA SI TRATTA DI 30MILA DONNE - NON CAUSEREBBERO TUMORI, MA RISCHIANO DI ROMPERSI E RILASCIARE UN GEL PERICOLOSO - BALDUZZI, MINISTRO ITALIANO: “CONTATTATE IL CHIRURGO, IN ITALIA 4.000-4.300 DONNE CON LE PROTESI. PER RIMUOVERLE PAGHERÀ IL SISTEMA SANITARIO NAZIONALE” (IN ARRIVO UNA MANOVRA LACRIME E SILICONE?)…

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1 - FRANCIA: PROTESI PIP VANNO RIMOSSE...
(LaPresse/AP) - Il ministero della Salute francese ha raccomandato la rimozione "preventiva" di protesi mammarie al silicone prodotte dalla società Poly Implant Prothese (Pip). Le protesi, infatti, comporterebbero rischi per la salute.

Gli impianti, ha reso noto il ministro Xavier Bertrand, dovrebbero essere rimossi "come misura preventiva non urgente". Secondo il ministro, tutte le protesi Pip impiantate a circa 30mila donne dovrebbero essere tolte, non solo quelle che mostrano segni di deterioramento. Dopo lo scoppio dello scandalo, il governo di Parigi ha annunciato che sarà lo Stato ad accollarsi i costi per gli interventi.

La nota del ministero spiega inoltre che nonostante le protesi Pip non siano legate a un aumento di tumori al seno, esiste il rischio che possano rompersi e rilasciare un tipo di gel al silicone non conforme agli standard. Decine di migliaia di donne in Italia, Francia, Regno Unito, Spagna, Portogallo e altri Paesi europei o sudamericani hanno protesi mammarie prodotte dalla fabbrica francese.

2 - PROTESI SENO RISCHIO CONTATTATE CHIRURGO...
Quotidiano.net - Le donne che hanno subito un impianto di protesi al seno di tipo Pip sono invitate a contattare i propri chirurghi. E' questa la raccomandazione del ministro della Salute, Renato Balduzzi, dopo il parere rilasciato oggi dal Consiglio superiore di sanità sulle protesi Pip a rischio dopo l'allarme scattato in Francia per la pericolosità di tali protesi.

"Le donne che hanno subito un impianto di protesi al seno di tipo Pip sono invitate a discutere la loro situazione con il proprio chirurgo, o sono invitate ad informarsi presso la struttura nella quale hanno eseguito l'intervento circa il tipo di protesi che è stata utilizzata - ha detto Balduzzi -. Non è stato dimostrato il maggior rischio di cancro, ma solo un maggior rischio di infiammazioni e rotture".

Il ministro ha quindi rilevato che "i centri che hanno eseguito impianti di protesi al seno utilizzando le protesi Pip sono richiesti di essere parte attiva nel contattare i pazienti che hanno subito tali impianti". "Il Sistema sanitario nazionale si farà carico degli interventi medico-chirurgici laddove vi sia un'indicazione medica specifica", ha aggiunto Balduzzi, parlando dell'eventualità di rimuovere le protesi.

Secondo le stime, diffuse dallo ministro della Salute, in Italia sono "circa 4.000-4.300 le donne in Italia cui è stata impiantata una protesi al seno di tipo Pip. Non è facilissimo risalire ad un dato certo, nei prossimi giorni saremo più precisi". L'incertezza sul numero di italiane con protesi Pip è dovuta al fatto che al momento manca un Registro nazionale 'ad hoc' che permetta di ricostruire la storia di ogni paziente, medico, struttura e protesi.

 

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