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“FABIO FAZIO? E’ ACQUA FRESCA” - GIOVANNI MINOLI: “SPOSTARLO DA RAITRE E’ STATO SBAGLIATO, STAVA BENE DOVE STAVA. CHE CI SIA O NON CI SIA NON MI PARE CHE CAMBI IL MONDO. NON VEDO UNA "QUESTIONE FAZIO", PIUTTOSTO UNA "QUESTIONE CONTRATTO DI FAZIO": MI PARE ECCESSIVO…MA STA SUL MERCATO, LUI FA IL PREZZO CHE CREDE E POI BISOGNA VEDERE SE VIENE ACCETTATO”
Estratto dell’articolo di Donatella Aragozzini per “Libero quotidiano”
[…] Lei è stato in Rai ininterrottamente dal 1972 al 2013. Un bilancio di quei quarant' anni?
«Sono stati anni spesso complicati ma fantastici. Abbiamo fatto programmi come Mixer, Report, Geo & Geo, La storia siamo noi. E molti personaggi li ho lanciati io, Giletti, la Berlinguer, la Gabanelli, la Merlino, la Bruchi. La Rai era il Paese, per chi ha la passione del racconto vuol dire avere un rapporto profondo, strutturale, con quello che avviene».
[…] Una delle sue scoperte, come ha detto, è Massimo Giletti. Che ne pensa del fatto che ora è a La7?
«Ha avuto il coraggio di fare una scelta difficile per riaffermare la sua professionalità e a La7 sta vincendo. Per la Rai è stata una grossa perdita sul popolare. Ma la ruota gira».
E invece di Fabio Fazio, che potrebbe tornare a Rai3 dopo due stagioni sulla rete ammiraglia?
«È stato sbagliato spostarlo, stava bene dove stava. Lo trovo acqua fresca, che ci sia o non ci sia non mi pare che cambi il mondo. Non vedo una "questione Fazio", piuttosto una "questione contratto di Fazio": mi pare eccessivo. Ma sta sul mercato, lui fa il prezzo che crede e poi bisogna vedere se viene accettato».
Come le sembra il governo in carica?
«Per fortuna che c' è il governo giallo-verde, così nessuno potrà dire "io non c' ero". Grillo e Casaleggio hanno avuto il grande merito di canalizzare la protesta popolare e portarla al governo, ma una volta finita la ricreazione - e credo che sia finita - si va in classe. E lì ci sono i professori che interrogano, bisogna studiare ed essere preparati.
Mi pare che i Cinquestelle siano molto difficili da definire: non possono continuare a dire di non essere né di desta né di sinistra, di qualcosa devi essere. Va bene l' onestà ma quella deve essere una precondizione della politica, non fa strade o ponti. Sono a un bivio: o restano testimoni puri e non accettano compromessi, oppure fanno politica e fanno accordi, perché quando non hai la maggioranza assoluta devi fare accordi».
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