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da www.cnn.com
Sei settimane prima di vincere il titolo di Miss Mondo 1998, la diciottenne Linor Abargil fu stuprata dall’uomo che la scortava dalla sua casa di Israele in Italia, a Milano. Sua madre le diede il coraggio di denunciare l’accaduto, le disse di non farsi la doccia e correre alla polizia. La prova del DNA inchiodò l’aggressore. Ora lei stessa vuole convincere le vittime di violenza sessuale a parlare. Il viaggio della donna, da reginetta di bellezza ad attivista, è diventato un documentario dal titolo "Brave Miss World", appena nominato agli Emmy Awards.
miss brave world nominato agli emmy
Dopo che il suo violentatore fu arrestato nel 1999, Abargil smise di parlare in pubblico. Ricominciò nel 2008 e invitò i registi a seguire i suoi incontri, dal Sudafrica all’Europa, dai campus americani a Israele. Ci sono voluti 11 anni per metabolizzare il trauma.
La Linor Miss Mondo sentì che quel titolo non serviva a nulla, se non a diffondere un messaggio positivo. Inizialmente si diresse alle donne israeliane: «Se sono riuscita a farlo io, riuscirete a farlo anche voi. Non restate in silenzio». Il numero di denunce alla polizia aumentò e le autorità attribuirono l’evento a lei e alla notorietà del suo caso.
A dieci anni dalla vittoria come reginetta, prese forza e coraggio e ricominciò la sua missione. Coincise con la notizia che il suo stupratore aveva ottenuto delle licenze premio e lottò per non farlo liberare prima di aver scontato l’intera pena.
Oltre al documentario, è partita la campagna su Twitter #IAmBrave. Linor non si ferma, è una crociata dolorosa che sta dando i suoi frutti.
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