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MONNEZZA TELEVISIVA - ‘’NON C'È NIENTE DA FARE, BONOLIS NON SARÀ MAI UN GRANDE DELLA TELEVISIONE. NON DEVE INCOLPARE ALTRI, MA SOLO SÉ STESSO’’ – UN ALDO GRASSO ARMATO DI LANCIAFIAMME LO INCENERISCE: “FUNZIONA PERCHÉ TOCCA LE CORDE PIÙ BASSE DEL CONCETTO DI “POPOLARE”, FINGENDO DI NOBILITARLE CON IL LESSICO AULICO, LA SINTASSI POMPOSA. ESAGERANDO, CREA SOLO SCENARI DI VUOTO” - LA FRECCIATA A "BRUCIO" PRESTA
Aldo Grasso per il “Corriere della Sera”
Non c' è niente da fare, Paolo Bonolis non sarà mai un grande della televisione italiana. Non deve incolpare altri, ma solo sé stesso. Ha tentato varie volte di trovare un programma che lo consacrasse, che lo facesse uscire dai suoi paradigmi imbalsamati. Invano. «Ciao Darwin» è il suo programma, quello che meglio lo definisce e lo esalta (Canale 5, venerdì, ore 21.40).
Bonolis fa una televisione anni Novanta. Nell' estetica (le inquadrature ginecologiche, ancora pre #Metoo), nell' impianto (le opposizioni e i freak come unica idea di fondo), nella comicità di Luca Laurenti. Funziona perché tocca le corde più basse del concetto di «popolare», fingendo di nobilitarle con il lessico aulico, la sintassi pomposa.
Il guaio è che dà il peggio di sé credendo, o illudendosi, di dare il meglio (Madre Natura è croata. Bonolis: «Ma voi in Croazia, i cretini li lasciate liberi o li tenete in serbo?»), o con quel gioco insopportabile dei doppi sensi. E non lo aiuta nemmeno un accenno di autoironia. Laurenti porta in studio un cassonetto: «Qui c' è tuo figlio! Il figlio di tutta la monnezza televisiva che hai prodotto in questi anni...». Bonolis: «Ma, di figli, ne ho già cinque».
francesca giuliano e paolo bonolis
Bonolis apre il cassonetto: «Non lo posso riconoscere! Ammazza quanto è brutto!». Sì, proprio brutto. Credo che l' errore più grande di Bonolis sia stato quello di circondarsi di persone che non lo aiutano: continuano a fargli credere di essere un genio, gli suggeriscono idee con rozzezza da arricchiti, non gli danno certo una mano per trovare strade nuove.
Bonolis è un vero cinico e con lucidità e determinazione lavora rappresentandosi un target immaturo, fatalmente in declino. Ma il logorio è la conseguenza ordinaria di certi comportamenti spregiudicati: il codice del «suo pubblico» infligge l' esagerazione come prima, inesorabile pena.
Esagerando, crea solo scenari di vuoto.
paolo bonolis sonia bruganelli
UAN BONOLIS MANUELA
paolo bonolis 2
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BONOLIS
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