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Caro Dago, vedo che un tuo lettore di nome “Goffredo” preferisce di gran lunga mangiare “uova sode” con Salvini che non mangiare “caviale” con un qualche “ex di Lotta continua”. E vorrebbe a questo modo darmi un calcio negli stinchi, nel senso che sarei io uno degli “ex di Lotta continua” usi a mangiare caviale.
IL COMMISSARIO LUIGI CALABRESI
Purtroppo “Goffredo” è analfabeta di quel che io sono stato e ho fatto nella mia vita piccola così. Mai e ho detto mai ho fatto parte di “Lotta continua”, né da vicino né da lontano. Li giudicavo i più vitali della nostra generazione, specie se raffrontati ad altri “groupuscules” trogloditici, ma condividevo pochissimo di quel che dicevano e del resto non leggevo nemmeno il loro giornale.
Mai sono entrato in una redazione di quei giornali, se non dieci anni dopo e per motivi professionali. Quel che ho fatto, caro Goffredo, è stata una cosa semplicissima. Siccome un giornale in questo nostro sciaguratissimo Paese abbisogna della firma di un “direttore responsabile” iscritto all’albo dei giornalisti, per motivi di elementare liberalità offrii la mia firma a quelli di “Lotta continua”, che non consideravo affatto miei “compagni” (l’addio ai “compagni” lo avevo già dato all’inizio dei Settanta). Ne ho avuto 26 processi e mi sono pagato spese e multe giudiziarie. Ciò di cui sono orgoglioso e che rifarei.
Se “Goffredo” non fosse analfabeta saprebbe poi che ho scritto un libro sul delitto Calabresi di cui non ho il minimo dubbio che sia stato assassinato da un commando proveniente da “Lotta continua”, e che per questo sono stato sommerso di insulti e di querele da ex militanti di “Lotta continua” dei quali ho solo disprezzo intellettuale.
pagina lotta continua assassinio calabresi
Purtroppo questa faccenda dell’essere stato di “Lotta continua” mi perseguita da decenni. L’ho letto addirittura nel libro di un giornalista del “Corriere della Sera”, uno di cui credevo che libri e giornali li leggesse.
Gli ho anche telefonato a chiedergli perché avesse scritto una tale scemenza. Mi rispose con un’altrettale scemenza. E del resto si sopravvive a tutto, fuorché alle scemenze che scrivono sul tuo conto. Alle scemenze origliate in portineria.
Giampiero Mughini
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