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“NEL FILM DI CHECCO ZALONE MI SONO VISTA 70ENNE” – MARTINA COLOMBARI, CHE INTERPRETA UNA DONNA CON CAPELLI GRIGI, VAGAMENTE HIPPIE, IN "BUEN CAMINO" SE LA SENTE CALDISSIMA E CI SBOMBALLA CON UNA RAFFICA DI BANALITA' SULLA BELLEZZA: “A 30 ANNI C'ERA MARTINA, LA MODELLA CHE AMAVA LO SHOPPING E VIVERE IN MODO LEGGERO. ORA C'È COLOMBARI, L'ATTRICE” (CHE PAROLONE!) - LA MENOPAUSA (“È UN MOMENTO SGRADEVOLE PER OGNI DONNA, A NESSUNO PIACE INVECCHIARE”), "BALLANDO", LE DIFFICOLTA’ DEL FIGLIO ACHILLE: “GLI È STATA DIAGNOSTICATA UNA MALATTIA COME L'ADHD (SINDROME DA DEFICIT DELL’ATTENZIONE). DARE UN NOME E UNA CURA A QUESTO DISAGIO HA..."
Adriana Marmiroli per “la Stampa” - Estratti
Icona di bellezza e di stile, «forever young», Martina Colombari appare quasi irriconoscibile in Buen Camino: è l'ex moglie del protagonista Checco Zalone nonché mamma di Cristal, figlia in fuga per ansia rigenerativa sul Cammino di Santiago di Compostela: alternativa, naturista, vagamente hippie. «Eppure la gente mi riconosce – dice Martina –. Che sia un bambino di 10 anni o la signora ottantenne che ti saluta per strada».
Se l'aspettava di cambiare così tanto?
«Luca (Medici, vero nome di Zalone, ndr) mi aveva chiesto fin dal primo provino se ero disposta a un cambiamento radicale. Io ero totalmente impreparata: conoscevo il testo ma non il contesto ed ero vestita come la mamma che sono, in jeans e t-shirt. Dopo di che: sono un'attrice, se mi viene chiesto di diventare un'altra persona, lo faccio ben volentieri».
Nessun però?
«Però non è stata la prima volta: a teatro in Fiori d'acciaio ero una donna grigia e dimessa. Ho colto al balzo l'opportunità di un personaggio che non punti su bellezza ed esteriorità».
Eppure questa è la sua immagine pubblica.
«Si cambia con il tempo. Non solo fuori. A 30 anni c'era Martina, la modella, che amava lo shopping e vivere in un certo modo veloce e leggero. Ora c'è Colombari, l'attrice: la donna che sono diventata, che ama le sfide, non vuole perdere tempo con cose e persone che non lo meritano, che ha scelto la qualità sulla quantità. Sono forse diventata più egoista? Certo più selettiva. È così è accaduto anche a Linda: era una modella, viveva con Checco, fino a un certo punto ne ha condiviso il mondo. Poi ha fatto una serie di scelte etiche che sono diventate anche estetiche: via gli orpelli, i capelli lunghi e grigi al naturale, grandi occhiali, abiti larghi e comodi».
Come è stato vedersi così diversa?
«Scoprire la Martina che sarò a 60-70 anni. Ma soprattutto ho visto mia madre Delfina: mi somiglia moltissimo. L'unica differenza sono i capelli che lei porta sempre raccolti.
Ecco, è stato come vederla al mattino appena sveglia, l'unico momento in cui li tiene sciolti».
Come si è sentita? Spesso rifiutiamo di essere come i nostri genitori.
«A Ballando con le stelle in una puntata di coreografie con dedica, avevo deciso di dedicare un ballo a mia madre: a 50 anni mi rendevo conto di non averla mai ringraziata davvero per tutto quello che ha sempre fatto per me: sono nata che aveva 17 anni, ha ribaltato la propria vita dedicandola interamente a me.
Essere ragazza madre allora era inconcepibile: ha sposato un uomo che conosceva appena. Una volta cresciuta, mi ha sempre sostenuta nelle mie scelte. E, ancora, ha molto sofferto anche lei per le problematiche di mio figlio Achille. Però restava un fatto: della donna pre-Martina non sapevo nulla. Così me la sono fatta raccontare per la prima volta. Mi sono sentita in colpa per questa ignoranza. Quell'esibizione è stato il mio modo di chiederle scusa per aver dato per scontato il suo passato».
(...)
Ma la parità?
«Quella non si tocca: ne sono fermamente convinta. Però penso che in una coppia uomo e donna siano complementari, debbano completarsi».
Che rapporto ha con la bellezza?
«Da giovane la dai per scontata. Poi crescendo capisci che, visto che c'è, è uno strumento da sfruttare e quindi da proteggere perché è attraverso di lei che ti mantieni. Quindi è da curare e gestire con saggezza. Tenersi in forma non è finalizzato alla bellezza, ma è investire sul proprio futuro».
E con il passare del tempo?
«A nessuno piace invecchiare. La menopausa è un momento sgradevole per ogni donna. Dopo di che l'importante è vivere questa come un'altra (nuova) fase della vita. Può rivelarsi una seconda giovinezza. Torno a citare Ballando: eravamo tutte over 40, tutte in forma. Non perché si volesse essere belle, ma perché tutte consapevoli che è salute ed energia. Come avremmo fatto se no a reggere i ritmi di quello show?».
Senza nessun "aiutino"?
«Esistono escamotage vari cui ricorrere, certo. Qualche terapia non invasiva ci sta pure.
Ma prima di tutto: cibo sano, dormire il giusto, niente alcol né fumo, niente vita sedentaria. Fai le scale, evita l'ascensore. Non trovare scuse per non fare due passi attorno a casa».
In Buen Camino è centrale il discorso sul rapporto genitori-figli. C'è persino una ragazzina che sparisce di casa. Quanto l'ha sentito suo?
«Tanto. Non avere notizie di tuo figlio è cosa che nessun genitore vorrebbe mai affrontare. Per esperienza personale, se capita consiglio di chiedere subito aiuto, non restare da soli a sopportarne il peso delle incomprensioni. Io e Billy abbiamo avuto la fortuna di esserci sempre l'uno per l'altra. Rimanere uniti ci ha dato più forza».
Con vostro figlio Achille il rapporto com'è ora? Gli è stata diagnosticata una malattia come l'ADHD e non brancolate più nel buio di comportamenti inspiegabili, violenti quando non autodistruttivi.
«Che avesse questo disturbo l'abbiamo purtroppo saputo solo in tempi troppo recenti, quando finalmente abbiamo incontrato la giusta équipe medica. Dare un nome (e una cura) a questo disagio ha aiutato noi ma soprattutto Achille. Ora stiamo tutti meglio.
Consci che per questi percorsi si può solo parlare di meglio, mai di una conclusione».
Nel 2023 lei e Achille avevate partecipato a Pechino Express: non era un azzardo?
«Ci ha molto aiutati, invece: perché lui ha visto e conosciuto una mamma fragile, che non ce la faceva, sbagliava e piangeva. Non più la mamma forte perfetta e famosa. Diciamocelo: essere figlio di genitori famosi non è mai facile per un adolescente. E questo malgrado tu tenti di tenere fuori di casa tutte le manifestazioni esteriori della tua celebrità, dalle foto ai trofei. Poi però apri quella porta e interviene inesorabilmente l'epigenetica».
Da genitore che ha provato certe paure (il telefono muto, i ritardi, le amicizie pericolose), cosa ha pensato di quanto accaduto a Crans-Montana?
«Che è stata un'ingiustizia assoluta causare la morte di ragazzi che avevano ancora tutta la vita davanti. Se capitasse a me (e non avessi altri figli), forse penserei davvero di farla finita. È un dolore incalcolabile quello. Ma poi... e il dolore causato a quelli che restano?».
(...)
martina colombari
martina colombari
martina colombari
achille costacurta martina colombari
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