DAGOREPORT – CHE SUCCEDERA' ALLA RIFORMA DELLA LEGGE ELETTORALE QUANDO VERRA' RIPRESENTATA ALLA…
PORNO-MITI DA SFATARE – SIETE PROPRIO SICURI CHE, PRIMA DELL’AVVENTO DEI SITI A LUCI ROSSE, LE PORNOSTAR SE LA PASSAVANO MEGLIO? – BARBARA COSTA: “È FALSO CHE NEL PORNO PRE-WEB GIRAVANO PIÙ SOLDI: RISPETTO A OGGI, CHI ERA PORNOSTAR NON ERA PROPRIETARIO/A DEI VIDEO CHE GIRAVA, NÉ DELLA SUA IMMAGINE, O NOME. NON ESISTEVANO DIRITTI, IN TAL SENSO. INOLTRE, LA CARRIERA DI UNA ATTRICE AVEVA UNA SCADENZA INESORABILE: TOCCATI I 30, IN PENSIONE! IL SETTORE MILF E GILF È DIVENTATO TALE (E UNA TAL POTENZA) COL WEB. PRIMA ERA NICCHIA PER FETICISTI REALIZZATO PER LO PIÙ IN GREZZE VERSIONI AMATORIALI. SE DELLE PORNOSTAR PASSATE RICORDATE SOLO UNA MANCIATA, DI NOMI, È PERCHÉ..:”
Barbara Costa per Dagospia
L’Età d’Oro del Porno non e-s-i-s-t-e!!! Basta con ′sta baggianata!!! Accidenti a chi se l’è inventata!!! Non è mai vero che prima si stava meglio, e meno che mai è vero nel porno. Ci state, con me, a sfatare 5 miti del porno, di una volta, che ancora resistono e persistono?
Mito N. 1. Nel porno pre-web giravano più soldi e ne guadagnavi assai di più. FALSO! Se vuoi fare soldi, nel porno, non c’è tempo migliore di questo. E non mi richiamo solo al porno su OnlyFans. Riguardo al porno sui set, prima anche chi era pornostar celebre veniva a soldi inc*lata/o. Fregata/o. Perché, rispetto a oggi, chi era pornostar non era proprietario/a dei video che girava, né della sua immagine, o nome. Non esistevano diritti, in tal senso.
Ogni porno star girava i suoi film, ma non poteva metter becco sul destino, di quei film. Erano i produttori i soli padroni, e a detenere l’arbitrio su montaggio, titolo, distribuzione. Per volere dei produttori uno stesso film poteva tradursi in una dozzina, d’altre pellicole, se non molte di più. Rimontate, con altri titoli.
Così loro ci guadagnavano 12, mille volte, tanto, mentre gli attori restavano con quello che, a fine lavoro, sul set (e spesso in busta, in nero) veniva loro elargito. Nulla potevano pretendere né dire sui girati rimontati in cui, di certo, comparivano con altri nomi, corpi, atti, e per destinazioni a loro sgradite. Tranne casi eccezionalissimi (Moana, Cicciolina) gli attori e le attrici porno di una volta non godevano di ospitate tv, né di altri lavori extra non collegati al porno.
E ad intascare cifre folli, sui set, e per gli spettacoli dal vivo, erano in due o tre, di star. Alle altre, le briciole. Inoltre, la carriera di una attrice aveva una scadenza inesorabile: toccati i 30, in pensione! Il settore milf e gilf è diventato tale (e una tal potenza) col web. Prima era nicchia per feticisti realizzato per lo più in grezze versioni amatoriali.
Mito N. 2. Nel porno pre-web c’era più pulizia. FALSO! Se volete ritrovarvi con herpes, creste di gallo, nelle parti intime e in bocca, più virus vari… niente di più "ottimale" che pornare sui set di una volta. Dove non era per niente obbligatorio esibire analisi, non su tutti i set te le chiedevano, e poi… ma quali analisi? Non si può immaginare il numero di performer che esibivano analisi vecchie, o taroccate.
Senza il controllo in database USA + EU collegati tra loro, in cui, oggi, la salute di OGNI performer (dalla superstar al novizio all’esordio) è monitorata, quotidianamente, e con tamponi e esami ogni 7/14 giorni che, se non li fai, non porni, in passato gli attori si presentavano sui set… anche contagiosi. I controlli erano all’acqua di rose, ed è stata la farabutta paura f*ttuta dell’AIDS a convertire il porno professionale nell’integerrimo regime sanitario che da due decenni è. E dove i lockdown fanno parte del sistema.
Mito N. 3. Nel porno pre-web girava la mafia. Questo è VERO! E di due tipi!!!!! C’era la mafia che ci metteva i soldi, nel porno, per ripulirli, e farcene altri. Il porno di una volta, o più esattamente da quando è nato, è stato finanziato così. I soldi, tanti e liquidi, fin dagli albori, glieli ha dati la mafia. Com’era la mafia che, se e dove serviva, "oliava" i paletti legali della distribuzione, da stato a stato USA.
È stato il web, il passaggio del porno sul web, a sconfiggere la mafia nel porno. Il web ha abbattuto i costi, e ha eliminato ogni possibile intoppo "materiale" di distribuzione. E un’altra mafia del porno di una volta è quella di cui non parla mai nessuno perché è quella degli attori. Maschi e famosi. Il porno 70s e 80s era fondato su un "bouquet" di attori star che il lavoro se lo stabilivano a loro volere.
Senza di loro, i film porno non si giravano. Senza viagra né punturine, le erezioni degli attori di una volta facevano il brutto e il cattivo tempo. Era questa particolarissima "mafia" attoriale che decideva quando girare, e con chi, ed era questa "mafia" attoriale che bullizzava i peni i nuovi arrivati. Peni novellini che dovevano conquistarsi il benvolere dei capi attori "mafiosi" se volevano farsi strada, nell’ambiente. Bello, il porno di una volta, eh?
Mito N. 4. Sui set del porno pre-web, girava la droga. VERO! Chi poteva ergersi a verifica o poteva dirti e vietarti alcunché? Se oggi è inconcepibile presentarsi su un set alterati anche da un goccio d’alcool, fino ai primi 2000s c’erano, attori e attrici, che arrivavano sui set "fatti". E con loro si doveva girare.
Se Riccardo Schicchi ne ha scacciate, di attrici dissestate (le “vite deluse”, lui le chiamava), lo ha visto con i suoi occhi l’ex pornostar Franco Trentalance, che, nella sua autobiografia, non ci fa il nome, e però ci racconta di un giorno che, su un set, ha dovuto pornare con una attrice del tutto andata. Cotta. Partita. Flippata. E col regista che non ne ha voluto sapere né di rimandare la scena, né di sostituirla con un’altra.
Mito N. 5. Nel porno pre-web era più facile diventar famosi, dentro e fuori dal porno. FALSO! Quando mai??? Non fatevi fuorviare dai casi rari. Se delle pornostar passate ricordate solo una manciata, di nomi, è perché sono state una manciata a raggiungere la fama. Le altre sono state meteore. Così funzionava.
A meno che da porno star non diventavi popolare anche sulla cronaca nera. Traci Lords, su tutte, che si fingeva 21enne, per far porno da 15enne. O per un destino disgraziato. Come John Holmes. Morto, per complicanze AIDS, e, da vivo, impotente, per AIDS (ma tuttavia attore, sui set: vedete che i controlli di cui parlo al n. 2 non c’erano?) O Savannah, pornostar che si spara dopo l’incidente d’auto che le sfigura il viso. Oppure eri star, oltre il porno, perché… sedevi in Parlamento. Ma fuori dai cinema e dalle vhs, a luci rosse, per che altro, altrimenti?
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