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Carlo Rognoni per "Il Riformista"
Paolo Garimberti, il presidente di garanzia del consiglio di amministrazione della Rai, non è mai riuscito a garantire un granché. La legge Gasparri che formalmente gli attribuisce questo incarico, infatti, è diabolica: pretende di farlo nominare dai due terzi della Vigilanza - da qui l'idea che possa assicurare con le sue scelte sia la maggioranza sia la minoranza - salvo poi non dargli che pochissimi poteri.
Al punto che il massimo della sua capacità operativa sta nel "saper fare politica" (e non è da tutti!), nel cercare cioè di andare d'accordo con il direttore generale, l'unica figura aziendale a cui competono davvero tutte le proposte sia di investimenti sia di nomine.
Ora a pochi mesi dalla conclusione del suo mandato (tutto il cda scade il 26 marzo), Garimberti è comunque riuscito almeno in "una operazione garanzia", quella di garantire a se stesso un futuro con la Rai. à stato infatti ufficialmente annunciato ieri lunedì 19 che è stato nominato fino al 2013 anche presidente del Supervisory Board di Euronews, un network di informazione tv europeo fortemente voluto tanti anni fa da Massimo Fichera uno storico e capace dirigente socialista del Servizio pubblico.
Per annunciare l'avvenimento, la Rai ha suonato la grancassa. Inutilmente. «Si tratta di un rilevante successo - ha dichiarato Marco Simeon, il direttore delle Relazioni istituzionali e internazionali della Rai - che premia una politica aziendale da tempo impegnata nel rilancio e consolidamento della Rai nel sistema dei network televisivi internazionali». Un rilevante successo? Peccato che quel posto era occupato già da un dirigente della Rai, Pier Luigi Malesani, e proprio Malesani avrebbe dovuto avere ancora per un anno e mezzo quel "prestigioso incarico".
Garimberti è «un giornalista la cui competenza professionale è riconosciuta nel mondo dei media internazionali» (scrive sempre Simeon). E non c'è dubbio. Si da il caso che Euronews - partita con tutte le migliori intenzioni del mondo - non è in realtà mai decollata. I primi a impoverirla sono stati i tedeschi e gli inglesi che si sono quasi subito ritirati dall'iniziativa. E oggi a fianco di Francia e Italia i più importanti azionisti di Euronews sono la Russia e la Turchia. Poco tempo fa perfino la Spagna si è data, ed è di questi mesi la notizia che anche il Portogallo non vuole più essere della partita.
All'Italia questa "iniziativa prestigiosa" costa 7 milioni di euro circa per il triennio 2010 -2013. E il presidente che ci guadagna? Nulla fin che resta presidente della Rai. E dopo? Si dice che a Lione, sede di Euronews dove lavorano circa 700 persone di cui almeno 400 giornalisti di cui 25 italiani, si siano messi d'accordo per dare a Garimberti la responsabilità giornalistica di un comitato editoriale, giustificando un compenso di 80-100 mila euro l'anno. Insomma denari non tanti! Ma vuoi mettere il prestigio?
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