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CHE FA LORENZETTO DI NOTTE? LE PULCI AI GIORNALI - “COMUNICAZIONE AI GIORNALISTI”, PRIVA DI FIRMA, DALLA SALA STAMPA DELLA SANTA SEDE: “IN MERITO AD ALCUNE INFORMAZIONI COMPARSE SUI MEDIA NEI GIORNI SCORSI, ‘RIBADISCO’ CHE LE NOTIZIE CIRCA UNA QUALSIASI DELIBERAZIONE DA PARTE DEI GIUDICI CHE SEGUONO IL CASO DEL REV.DO MARKO IVAN RUPNIK SONO ASSOLUTAMENTE INFONDATE”. MA CHI LO RIBADISCE, LO SPIRITO SANTO?  

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Dalla rubrica “Pulci di notte” di Stefano Lorenzetto, pubblicata da "Il Foglio" – Estratto

 

monica guerzoni fiorenza sarzanini foto di bacco

Multa. Rispondendo a una lettera di Fiorenza Sarzanini e Monica Guerzoni, rispettivamente condirettrice e quirinalista del Corriere della Sera, il direttore del Fatto Quotidiano, Marco Travaglio, parla di «due casi di omonimia di cui mi scusai ancor prima di essere denunciato e un taglio redazionale a opera di colleghi dell’“Espresso” che dimezzò un mio pezzo e mi costò 1000 euro di multa a Previti».

 

Non sapevamo che l’ex ministro Cesare Previti fosse diventato un vigile urbano che riscuote contravvenzioni. Al posto di Travaglio avremmo scritto, meno nebulosamente: «Mi costò una multa di 1.000 euro e un risarcimento a favore di Previti».

 

 

cesare previti

Accadde nel 2017, quando il giornalista presentò ricorso contro l’Italia alla Corte europea dei diritti dell’uomo, dopo che la Corte di appello di Roma lo aveva appunto condannato, in una causa per diffamazione, a pagare una multa di 1.000 euro e a versarne 20.000 di risarcimento a Previti.

 

La Corte di Strasburgo, all’unanimità, dichiarò il ricorso irricevibile, così come aveva fatto tre anni prima la Corte di cassazione. [22 luglio 2026] […]

 

maurizio belpietro

Ribadisco. «Comunicazione ai giornalisti», priva di firma, dalla Sala stampa della Santa Sede: «In merito ad alcune informazioni comparse sui media nei giorni scorsi, ribadisco che le notizie circa una qualsiasi deliberazione da parte dei giudici che seguono il caso del Rev.do Marko Ivan Rupnik sono assolutamente infondate». Ma chi lo ribadisce, lo Spirito Santo? [22 luglio 2026]

 

 

massimo gaggi

Ambiguità. Incipit dell’editoriale di Maurizio Belpietro, direttore della Verità, in prima pagina: «La redazione di Report è preoccupata. Non per le frequentazioni che il conduttore della trasmissione ha intrattenuto per anni con un pregiudicato, con il quale concordava sondaggi che lo riguardavano».

 

Notiamo un’ambiguità semantica. Il pronome relativo «lo» può riferirsi sia al «conduttore della trasmissione» sia al «pregiudicato», interpretazione grammaticalmente possibile, poiché quest’ultimo è l’ultimo sostantivo maschile singolare della frase. Per eliminare ogni equivoco, conveniva esplicitare il referente: «Con il quale concordava sondaggi sulla propria persona». [13 luglio 2026] […]

 

sala stampa della santa sede ribadisco

Campo. Incipit di Massimo Gaggi sul Corriere della Sera: «La potenza e il controllo. Fino a qualche giorno fa la Ue vedeva l’AI come un campo nel quale, coi gruppi Usa che sviluppano modelli sempre più potenti, agli europei non restava che accettare un altro campo di dipendenza tecnica ed economica». Controllo poco. [18 giugno 2026]

 

Incalcolabili. Il terremoto in Venezuela secondo il titolo d’apertura di Avvenire in prima pagina: «Vittime incalcolabili». Ci pare un’ellissi giornalistica infelice, sia sul piano logico sia su quello sintattico.

 

Poiché l’aggettivo si riferisce al sostantivo che accompagna, dire «vittime incalcolabili» equivale letteralmente ad affermare che le vittime sono esse stesse incalcolabili, cioè non numerabili: un’evidente incongruenza semantica. A essere incalcolabile, semmai, è il loro numero. Altrimenti si dovrebbe concludere che le vittime, oltre a essere morte, sono anche impossibili da contare. [27 giugno 2026]

 

maurizio belpietro

Intesa. Incipit di Anna Maria Angelone sulla Stampa: «Più che i ritardi dei treni avrebbero pesato le incomprensioni con il governo. In particolare, stando alle indiscrezioni, con l’azionista di riferimento ovvero il Mef. Ma non solo. Circolano rumor di un’intesa mai sbocciata fra l’ormai ex ad di Fs, Stefano Donnarumma, con il sottosegretario Giovanbattista Fazzolari».

 

Un’intesa «fra» e «con» è proprio impossibile. Semmai «un’intesa mai sbocciata fra l’ormai ex ad di Fs, Stefano Donnarumma, e il sottosegretario Giovanbattista Fazzolari». [26 giugno 2026]

 

ermanno paccagnini

Scerbanenco. Sulla Lettura, Ermanno Paccagnini recensisce Si paga sempre. Cinquanta delitti (La Nave di Teseo) di Giorgio Scerbanenco e cita «il paradosso scarnificante del padre della Contessina cui piaceva farsi raccontare dal poveretto “una storia di bambini malati, di mogli cadute dalle scale, di sorelle che avevano perduto l’impiego, e di lunghi giorni passati senza mangiare, mentre il conte ascoltava con attenzione, ma perfettamente incredulo, interessato solo alle novità di quelle terribili storie, sempre diverse, originali, come le prendessero da un volume di novelle” ricambiandoli con “tre buoni pasti e cinquecento lire”».

 

marco travaglio

Non si capisce a che cosa si riferisca quel «ricambiandoli»: se al poveretto, dovrebbe essere «ricambiandolo»; se alle terribili storie, «ricambiandole». Nell’ultimo capoverso, poi, parlando dei diversi nomi con cui nel corso del tempo Scerbanenco aveva firmato i racconti, Paccagnini osserva: «Questo porta a una considerazione a proposito del “Scerbanenco” come firma».

 

Qualsiasi cosa intenda il critico, non è italiano: a parità di oscurità, o «di “Scerbanenco”» o «dello “Scerbanenco”». «Del “Scerbanenco”» è proprio uno strafalcione, visto che la preposizione articolata precede una s impura. [28 giugno 2026]

avvenire vittime incalcolabiligiorgio scerbanenco