DAGOSPIA, 25 ANNI A FIL DI RETE - “UNA MATTINA DEL 22 MAGGIO 2000, ALL’ALBA DEL NUOVO SECOLO, SI È…
“DOMINE, NON SUM DIGNUS” – QUANDO MONTANELLI SE LA DIEDE A GAMBE DAVANTI A BERLUSCONI CHE INDICANDOGLI IL MAUSOLEO DI CASCELLA A ARCORE GLI INDICÒ UN LOCULO VUOTO: ‘ECCO, LÌ IO SAREI VERAMENTE ONORATO SE TU, INDRO, VOLESSI…’ – LA RISPOSTA STRACULT DEL GIORNALISTA DOPO AVER FATTO TUTTI GLI SCONGIURI DEL CASO - IL MAUSOLEO “ASSIRO-MILANESE” CHE SI TROVA A VILLA SAN MARTINO NON SERVIRÀ A SEPPELLIRE BERLUSCONI. PERCHÉ L’OPERA NON HA I PERMESSI PER OSPITARE I MORTI FUORI DAL CIMITERO... - VIDEO
Estratto da open.online
Il mausoleo che si trova a Villa San Martino in quel di Arcore molto probabilmente non servirà a seppellire Silvio Berlusconi. Perché l’opera non ha i permessi per ospitare i morti fuori dal cimitero. A costruirlo è stato lo scultore Pietro Cascella. Lo ha completato nel 1993. Ma già alla fine degli anni Ottanta i lavori erano a buon punto. Tanto che c’è un episodio ricordato dal giornalista Indro Montanelli nelle sue memorie “Indro 900” pubblicate da Rizzoli e riprese oggi dal Fatto Quotidiano.
Gli aneddoti dell’ex direttore de Il Giornale partono dal 1977. Ovvero da dopo l’attentato che Montanelli subì da parte delle Brigate Rosse. Nell’occasione, durante il ricovero nella clinica La Madonnina, al giornalista fece visita proprio Berlusconi: «Non riuscivo più a staccarmelo dal letto. Piangeva a dirotto, si disperava, non faceva che chiedermi come mi sentissi. Gli feci notare che avevano sparato a me, non a lui. Non ci fu nulla da fare. Mi toccò fargli coraggio: temevo che mi svenisse sulla barella da un momento all’altro».
Lo stile “assiro-milanese”
Poi arriva il mausoleo. Berlusconi invita Montanelli a pranzo ad Arcore. Dopo il caffè lo porta proprio a visitare l’opera di Cascella. Che è costruita in uno stile che qualcuno definirà “assiro-milanese”. Mentre altri proporranno paragoni con la tomba di Tutankhamon.
«Mi mostrava tutti quei loculi intorno al suo sarcofago da faraone e mi diceva: ‘Indro, vedi, questo è il cerchio dell’amicizia. Lì andrà Fedele Confalonieri, lì Marcello Dell’Utri…’. Poi, a tradimento, mi indicò un loculo vuoto: ‘Ecco, lì io sarei veramente onorato se tu, Indro, volessi…’. Aveva l’aria ammiccante, come se stesse facendomi l’onore più grande della mia vita. Io, appellandomi a tutti gli scongiuri che mi vennero in mente, ammutolii. Poi mi venne di rispondere: ‘Domine, non sum dignus!’. E me la diedi a gambe», ricorda e conclude il giornalista che poi si scontrerà duramente con l’ex premier.
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